Salvatore Riina: differenze tra le versioni
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=== L'arresto === | === L'arresto === | ||
[[File: | [[File:Villa bernini riina.jpg|200px|thumb|left|La villa in via Bernini]] | ||
Il [[15 gennaio]] [[1993]] Totò Riina fu arrestato<ref>[http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c7dbacc5-5d29-42f3-8928-8230245d9c91-tg3.html Edizione straordinaria del TG3 per la cattura di Totò Riina]</ref> al primo incrocio davanti alla sua villa in via Bernini 54 a Palermo, insieme al suo autista [[Salvatore Biondino]], grazie alle dichiarazioni rese dal pentito [[Baldassarre Di Maggio]] al generale dei carabinieri [[Francesco Delfino]]. L'arresto fu eseguito dal [[Crimor]], la squadra speciale dei ROS guidata dal [[Capitano Ultimo]]. Con l'arresto del Capo dei Capi, Cosa Nostra si divise in due, tra quelli che erano contrari a nuove stragi, guidati da Bernardo Provenzano, e quelli che invece erano favorevoli alla prosecuzione della strategia stragista, guidati da Leoluca Bagarella. Alla fine, la spuntò quest'ultimo e gli attentati continuarono. | Il [[15 gennaio]] [[1993]] Totò Riina fu arrestato<ref>[http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c7dbacc5-5d29-42f3-8928-8230245d9c91-tg3.html Edizione straordinaria del TG3 per la cattura di Totò Riina]</ref> al primo incrocio davanti alla sua villa in via Bernini 54 a Palermo, insieme al suo autista [[Salvatore Biondino]], grazie alle dichiarazioni rese dal pentito [[Baldassarre Di Maggio]] al generale dei carabinieri [[Francesco Delfino]]. L'arresto fu eseguito dal [[Crimor]], la squadra speciale dei ROS guidata dal [[Capitano Ultimo]]. Con l'arresto del Capo dei Capi, Cosa Nostra si divise in due, tra quelli che erano contrari a nuove stragi, guidati da Bernardo Provenzano, e quelli che invece erano favorevoli alla prosecuzione della strategia stragista, guidati da Leoluca Bagarella. Alla fine, la spuntò quest'ultimo e gli attentati continuarono. | ||
[[File:Arresto riina.jpg|300px|thumb|right|Totò Riina il giorno del suo arresto]] | |||
Il primo fu escogitato il [[14 maggio]] [[1993]] ai danni di Maurizio Costanzo: un'autobomba imbottita di 90 Kg di tritolo esplose in via Ruggero Fauro a Roma, ma senza causare vittime. Il [[27 maggio]] ci fu la Strage di Via dei Georgofili a Firenze e il [[27 luglio]] quella di Via Palestro a Milano. Due autobombe esplosero invece nella notte tra il 27 e il 28 luglio fuori le basiliche di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma. Il [[15 settembre]], infine, fu ucciso Don [[Pino Puglisi]], parroco impegnato nel contrasto ai clan nel quartiere Brancaccio di Palermo. Venne sequestrato anche il piccolo [[Giuseppe Di Matteo]], figlio del pentito [[Santino Di Matteo|Santino]], allo scopo di indurlo a ritrattare le proprie dichiarazioni. Il [[31 ottobre]], infine, vi fu un fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma. | Il primo fu escogitato il [[14 maggio]] [[1993]] ai danni di Maurizio Costanzo: un'autobomba imbottita di 90 Kg di tritolo esplose in via Ruggero Fauro a Roma, ma senza causare vittime. Il [[27 maggio]] ci fu la Strage di Via dei Georgofili a Firenze e il [[27 luglio]] quella di Via Palestro a Milano. Due autobombe esplosero invece nella notte tra il 27 e il 28 luglio fuori le basiliche di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma. Il [[15 settembre]], infine, fu ucciso Don [[Pino Puglisi]], parroco impegnato nel contrasto ai clan nel quartiere Brancaccio di Palermo. Venne sequestrato anche il piccolo [[Giuseppe Di Matteo]], figlio del pentito [[Santino Di Matteo|Santino]], allo scopo di indurlo a ritrattare le proprie dichiarazioni. Il [[31 ottobre]], infine, vi fu un fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma. | ||