Salvatore Riina: differenze tra le versioni

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=== Ascesa in Cosa Nostra ===
=== Ascesa in Cosa Nostra ===
Riina, Leggio, Provenzano e Bagarella si diedero alla latitanza e sbarcarono a Palermo, per presentarsi ai capimafia della città. Il primo ad accogliere i ''viddani'' (così erano chiamati i mafiosi di provincia) fu [[Salvatore La Barbera]], rappresentante della famiglia Palermo-centro. La Barbera e il fratello Angelo erano mafiosi imprenditori, dediti all'edilizia: sfruttando i legami con Salvo Lima, sindaco di Palermo dal 1958 e figlio di Don Vincenzo, uomo d'onore della cosca Palermo-centro, e Vito Ciancimino, figlio del barbiere di Corleone e assessore ai lavori pubblici, i fratelli La Barbera prosperavano grazie al cemento. Mentre Leggio girava il mondo e si buttava nel traffico di droga con il siculo-americano Frank "Tre Dita", i ''viddani'' di Corleone Riina, Provenzano e Bagarella eseguivano per conto dei La Barbera piccole cose, in cambio della copertura per la latitanza.
Riina, Leggio, Provenzano e Bagarella si diedero alla latitanza e sbarcarono a Palermo, per presentarsi ai capimafia della città. Il primo ad accogliere i ''viddani'' (così erano chiamati i mafiosi di provincia) fu [[Salvatore La Barbera]], rappresentante della famiglia Palermo-centro. La Barbera e il fratello Angelo erano mafiosi imprenditori, dediti all'edilizia: sfruttando i legami con [[Salvo Lima]], sindaco di Palermo dal 1958 e figlio di Don Vincenzo, uomo d'onore della cosca Palermo-centro, e [[Vito Ciancimino]], figlio del barbiere di Corleone e assessore ai lavori pubblici, i fratelli La Barbera prosperavano grazie al cemento. Mentre Leggio girava il mondo e si buttava nel traffico di droga con il siculo-americano Frank "Tre Dita", i ''viddani'' di Corleone Riina, Provenzano e Bagarella eseguivano per conto dei La Barbera piccole cose, in cambio della copertura per la latitanza.


==== [[Prima Guerra di Mafia|La prima guerra di mafia]] ====
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