Giovanni Falcone: differenze tra le versioni
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=== La nascita del "Metodo Falcone" === | === La nascita del "Metodo Falcone" === | ||
[[File:Falcone borsellino.jpg|250px|thumb|right|Giovanni Falcone con Paolo Borsellino]] | |||
A seguito del tragico attentato al giudice [[Cesare Terranova]], il 25 settembre 1979, Falcone cominciò a lavorare a Palermo presso l'Ufficio istruzione. Il consigliere istruttore [[Rocco Chinnici]] gli affidò nel maggio 1980 le indagini contro [[Rosario Spatola]]. È proprio durante questa prima esperienza che iniziò a formarsi il cosiddetto “''metodo Falcone''”, un innovativo impianto per l’istruzione dei processi di mafia, che utilizzava gli ordinari strumenti forniti dal codice adattandoli a una nuova visione del fenomeno mafioso. In realtà egli non inventò nulla di nuovo: ogni porzione d’indagine diventava così solo in apparenza scollegata con l’altra, ma di fatto ognuna era legata all'altra da una visione d'insieme generale. Le inchieste del giudice Falcone, pur avendo come campo di analisi il mondo del crimine, coinvolsero direttamente anche quello della criminalità economica. In tale contesto venivano alla luce costantemente intrecci, sovrapposizioni o identificazioni di interessi occulti, che facevano capo a centrali d’intermediazione tra realtà politica e/o economica con quella criminale. L’intuizione forse più intelligente fu sintetizzata da una frase che Falcone amava ripetere a proposito delle indagini sui traffici di stupefacenti: “''La droga può anche non lasciare tracce, il denaro le lascia sicuramente''”. | A seguito del tragico attentato al giudice [[Cesare Terranova]], il 25 settembre 1979, Falcone cominciò a lavorare a Palermo presso l'Ufficio istruzione. Il consigliere istruttore [[Rocco Chinnici]] gli affidò nel maggio 1980 le indagini contro [[Rosario Spatola]]. È proprio durante questa prima esperienza che iniziò a formarsi il cosiddetto “''metodo Falcone''”, un innovativo impianto per l’istruzione dei processi di mafia, che utilizzava gli ordinari strumenti forniti dal codice adattandoli a una nuova visione del fenomeno mafioso. In realtà egli non inventò nulla di nuovo: ogni porzione d’indagine diventava così solo in apparenza scollegata con l’altra, ma di fatto ognuna era legata all'altra da una visione d'insieme generale. Le inchieste del giudice Falcone, pur avendo come campo di analisi il mondo del crimine, coinvolsero direttamente anche quello della criminalità economica. In tale contesto venivano alla luce costantemente intrecci, sovrapposizioni o identificazioni di interessi occulti, che facevano capo a centrali d’intermediazione tra realtà politica e/o economica con quella criminale. L’intuizione forse più intelligente fu sintetizzata da una frase che Falcone amava ripetere a proposito delle indagini sui traffici di stupefacenti: “''La droga può anche non lasciare tracce, il denaro le lascia sicuramente''”. | ||