Commissione provinciale di Palermo (Cosa nostra): differenze tra le versioni

 
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Strutture simili alla Commissione provinciale, oltre a quelle già citate del [[Rapporto Sangiorgi]], erano emerse nel processo di Catanzaro per quanto riguardava la strutturazione delle famiglie di Palermo centro nei primi anni '50.  
Strutture simili alla Commissione provinciale, oltre a quelle già citate del [[Rapporto Sangiorgi]], erano emerse nel processo di Catanzaro per quanto riguardava la strutturazione delle famiglie di Palermo centro nei primi anni '50.  


Dopo il famoso [[Summit Grand Hotel et Des Palmes|Summit dell’Hotel Des Palmes]], [[Tommaso Buscetta]], ottenuto l'assenso delle famiglie mafiose siciliane, si adoperò per l’organizzazione della Commissione.
Dopo il famoso [[Summit Grand Hotel et des Palmes]], [[Tommaso Buscetta]], ottenuto l'assenso delle famiglie mafiose siciliane, si adoperò per l’organizzazione della Commissione.


Inizialmente la struttura era composta da soldati, e non dai capi delle maggiori famiglie, ma successivamente l’organismo divenne sempre più potente e fu occupato dai boss più importanti del palermitano. Insieme a [[Gaetano Badalamenti]] e [[Salvatore Greco|Salvatore “Cicchiteddu” Greco]], fu introdotto il sistema prima descritto, con le famiglie, i mandamenti e i relativi rappresentanti. Furono introdotte alcune regole che avrebbero dovuto garantire una sorta di "democraticità" all’interno di Cosa nostra, come, ad esempio, il principio secondo cui il rappresentante di un mandamento in Commissione non poteva essere nello stesso momento il capo della famiglia. Dopo un governo ad interim di Giuseppe Panzeca di Caccamo, il controllo della Commissione viene assunto da “Cicchiteddu” Greco.
Inizialmente la struttura era composta da soldati, e non dai capi delle maggiori famiglie, ma successivamente l’organismo divenne sempre più potente e fu occupato dai boss più importanti del palermitano. Insieme a [[Gaetano Badalamenti]] e [[Salvatore Greco|Salvatore “Cicchiteddu” Greco]], fu introdotto il sistema prima descritto, con le famiglie, i mandamenti e i relativi rappresentanti. Furono introdotte alcune regole che avrebbero dovuto garantire una sorta di "democraticità" all’interno di Cosa nostra, come, ad esempio, il principio secondo cui il rappresentante di un mandamento in Commissione non poteva essere nello stesso momento il capo della famiglia. Dopo un governo ad interim di Giuseppe Panzeca di Caccamo, il controllo della Commissione viene assunto da “Cicchiteddu” Greco.