Maxiprocesso di Palermo: differenze tra le versioni
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Il processo si aprì il 9 dicembre 1991. Il 30 gennaio 1992 alle 16.50, dopo dieci giorni i giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione | Il processo si aprì il [[9 dicembre]] 1991. Il [[30 gennaio]] 1992 alle '''16.50''', dopo dieci giorni i giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione uscirono dalla camera di consiglio. Il presidente Antonio Valente inizia a elencare le risposte dei 269 ricorsi di accusa (rappresentata dai Pg [[Luigi Croce]] e [[Vittorio Aliquò]]) e difesa. | ||
La Corte rivalutò il teorema Buscetta, secondo il quale i membri della Cupola | La Corte rivalutò il teorema Buscetta, secondo il quale i membri della Cupola erano responsabili degli omicidi dal momento che i delitti più importanti non vengono decisi a livello locale dalla singola famiglia. Furono così confermate le condanne di primo grado e fu disposto un nuovo processo presso un'altra Corte di Appello per quanto riguardava i delitti eccellenti: i boss della Commissione erano accusati per gli omicidi di [[Boris Giuliano]] o [[Carlo Alberto dalla Chiesa]], ma anche per l'uccisione di [[Stefano Bontade]], [[Salvatore Inzerillo]], e per la [[Strage della circonvallazione]]. Il verdetto della Corte d'Appello che era basato sulla responsabilità individuale dei boss fu ribaltato, riaffermando il principio della struttura verticistica di Cosa nostra e dell'importanza di questa struttura a livello decisionale. | ||
Subito dopo la lettura della sentenza, si riaprì la corsa per la cattura di tutti gli imputati che nel frattempo, per decorrenza dei termini di custodia cautelare o per altri motivi, erano ancora liberi. Alcuni si costituirono, molti erano già in procinto di darsi alla latitanza o riuscirono a fuggire. | Subito dopo la lettura della sentenza, si riaprì la corsa per la cattura di tutti gli imputati che nel frattempo, per decorrenza dei termini di custodia cautelare o per altri motivi, erano ancora liberi. Alcuni si costituirono, molti erano già in procinto di darsi alla latitanza o riuscirono a fuggire. | ||
Così dichiarò il ministro di Grazia e Giustizia del tempo, Claudio Martelli: ''"La sentenza conferma l' unicità di Cosa Nostra, la sua struttura verticistica, le dinamiche interne che hanno portato alla guerra di mafia. Per la prima volta un processo di mafia si conclude accogliendo interamente l' impianto accusatorio e ponendo le basi per ulteriori condanne"'' | Così dichiarò il ministro di Grazia e Giustizia del tempo, Claudio Martelli: ''"La sentenza conferma l'unicità di Cosa Nostra, la sua struttura verticistica, le dinamiche interne che hanno portato alla guerra di mafia. Per la prima volta un processo di mafia si conclude accogliendo interamente l'impianto accusatorio e ponendo le basi per ulteriori condanne"'' | ||
Sul verdetto di Cassazione pesò anche l'assenza del giudice [[Corrado Carnevale]], detto "'''l'Ammazza-sentenze'''" che in molti altri casi aveva predisposto l'annullamento di sentenze d'Appello in fatti di mafia. [[Giuseppe Ayala]] dichiarò a proposito: ''"Senza la sua presenza si è giunti ad una sentenza così dura. Può trattarsi di una coincidenza, di una semplice coincidenza. Ma è un'ipotesi che io lascio a chi vuol credere alle coincidenze"'' | Sul verdetto di Cassazione pesò anche l'assenza del giudice [[Corrado Carnevale]], detto "'''l'Ammazza-sentenze'''" che in molti altri casi aveva predisposto l'annullamento di sentenze d'Appello in fatti di mafia. [[Giuseppe Ayala]] dichiarò a proposito: ''"Senza la sua presenza si è giunti ad una sentenza così dura. Può trattarsi di una coincidenza, di una semplice coincidenza. Ma è un'ipotesi che io lascio a chi vuol credere alle coincidenze"'' | ||