Cesare Terranova: differenze tra le versioni

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=== Le indagini e i processi ===
=== Le indagini e i processi ===
Alle 9:15 il duplice omicidio venne rivendicato dall'organizzazione fascista Ordine nuovo, con una telefonata anonima a un quotidiano romano, ma gli inquirenti rimasero convinti della matrice mafiosa dell'attentato. Secondo l'amico e scrittore [[Leonardo Sciascia]], Terranova fu ucciso perché "stava occupandosi di qualcosa per cui qualcuno ha sentito incombente o immediato il pericolo"<ref>www.associazionemagistrati.it/doc/423/in-ricordo-di-cesare-terranova.htm</ref>. Ciononostante, dalle carte e dai dossier presenti nell'Archivio del magistrato messi a disposizione della moglie, [[Giovanna Giaconia Terranova]], non emerse nulla.  
Alle 9:15 il duplice omicidio venne rivendicato dall'organizzazione fascista Ordine nuovo, con una telefonata anonima a un quotidiano romano, ma gli inquirenti rimasero convinti della matrice mafiosa dell'attentato. Secondo l'amico e scrittore [[Leonardo Sciascia]], Terranova fu ucciso perché "stava occupandosi di qualcosa per cui qualcuno ha sentito incombente o immediato il pericolo"<ref>[http://www.associazionemagistrati.it/doc/423/in-ricordo-di-cesare-terranova.htm In Ricordo di Cesare Terranova]</ref>. Ciononostante, dalle carte e dai dossier presenti nell'Archivio del magistrato messi a disposizione della moglie, [[Giovanna Giaconia Terranova]], non emerse nulla.  


Le prime importanti dichiarazioni sull'omicidio del magistrato arrivarono nel [[1984]] con la collaborazione di [[Tommaso Buscetta]], che rivelò a [[Giovanni Falcone]] come il magistrato fosse diventato un obiettivo già nel [[1975]] per essere riuscito ad ottenere la condanna all'ergastolo di Liggio e per il suo attivismo in Commissione Antimafia.
Le prime importanti dichiarazioni sull'omicidio del magistrato arrivarono nel [[1984]] con la collaborazione di [[Tommaso Buscetta]], che rivelò a [[Giovanni Falcone]] come il magistrato fosse diventato un obiettivo già nel [[1975]] per essere riuscito ad ottenere la condanna all'ergastolo di Liggio e per il suo attivismo in Commissione Antimafia.