Cristina Mazzotti: differenze tra le versioni

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Il fascicolo, passato a Milano per competenza territoriale, fu archiviato nel 2012: prescritti, per varie ragioni, il sequestro di persona e l'omicidio volontario aggravato. Nel frattempo, però, una sentenza delle sezioni unite della Cassazione nel 2015 aveva indicato imprescrittibile il reato di omicidio volontario. Venne quindi ripresentato un nuovo esposto dal nuovo avvocato della famiglia Mazzotti, Fabio Repici<ref>L'avvocato che seguì storicamente il processo negli anni '70 fu il prof. [[Carlo Smuraglia]].</ref>.
Il fascicolo, passato a Milano per competenza territoriale, fu archiviato nel 2012: prescritti, per varie ragioni, il sequestro di persona e l'omicidio volontario aggravato. Nel frattempo, però, una sentenza delle sezioni unite della Cassazione nel 2015 aveva indicato imprescrittibile il reato di omicidio volontario. Venne quindi ripresentato un nuovo esposto dal nuovo avvocato della famiglia Mazzotti, Fabio Repici<ref>L'avvocato che seguì storicamente il processo negli anni '70 fu il prof. [[Carlo Smuraglia]].</ref>.


==== La nuova inchiesta del 2022 ====
=== La nuova inchiesta del 2022 ===
Il [[9 novembre]] 2022 vennero chiuse le indagini portate avanti dal sostituto procuratore della [[Direzione distrettuale antimafia di Milano]] Stefano Civardi, coordinate dai procuratori aggiunti [[Alessandra Dolci]] e [[Alberto Nobili]], oramai andato in pensione. Secondo l'accusa, Morabito e Zagari furono invece ideatori del sequestro a scopo di estorsione.  
Il [[9 novembre]] 2022 vennero chiuse le indagini portate avanti dal sostituto procuratore della [[Direzione distrettuale antimafia di Milano]] Stefano Civardi, coordinate dai procuratori aggiunti [[Alessandra Dolci]] e [[Alberto Nobili]], oramai andato in pensione. Secondo l'accusa, Morabito e Zagari furono invece ideatori del sequestro a scopo di estorsione. Nell'avviso di conclusione delle indagini, il pubblico ministero sostenne che i quattro indagati (Demetrio Latella, Giuseppe Calabrò, Antonio Talia e Giuseppe Morabito) avevano agito in concorso con altre tredici persone tutte condannate all'epoca, «con apporti causali anche distinti, ma comunque convergenti e in attuazione di un comune progetto criminoso»<ref>Mario Consani, ''Omicidio di Cristina Mazzotti, un giudice riapre il caso 48 anni dopo: altri 4 imputati, tra cui un boss'', Il Giorno, 9 maggio 2023.</ref>.
 
=== Il rinvio a giudizio ===
All'Udienza preliminare del [[24 ottobre]] [[2023]] il GUP di Milano, Angela Minerva, ha accolto le richieste del pubblico ministero, rinviando a giudizio Demetrio Latella, Giuseppe Calabrò, Antonio Talia e Giuseppe Morabito, fissando per il [[25 settembre]] [[2024]] la data della prima udienza del processo, che si svolgerà davanti alla Corte d'Assise di Como<ref>Gabriele Moroni, ''Cristina Mazzotti rapita e uccisa a soli 18 anni. Dopo quasi mezzo secolo l’anonima calabrese è sotto processo'', il Giorno, 24 ottobre 2023.</ref>.


== In memoria di Cristina Mazzotti ==
== In memoria di Cristina Mazzotti ==