Tommaso Buscetta: differenze tra le versioni
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*Bagheria: Alfano, Greco, Scaduto | *Bagheria: Alfano, Greco, Scaduto | ||
*Corleone - Altofonte - San Giuseppe Jato: Bagarella, Brusca, Di Carlo, Geraci, Provenzano, Mutisi, Salomone, Luciano Liggio | *Corleone - Altofonte - San Giuseppe Jato: Bagarella, Brusca, Di Carlo, Geraci, Provenzano, Mutisi, Salomone, Luciano Liggio | ||
*''Per approfondire, con un elenco dei membri di spicco delle singole famiglie coinvolti nel Maxiprocesso, vedi [[Imputati del Maxiprocesso di Palermo]]'' | |||
==== Confronto con Pippo Calò ==== | ==== Confronto con Pippo Calò ==== | ||
Durante il confronto fu sollevata la questione di un viaggio che Stefano Bontade e Salvatore Inzerillo avrebbero effettuato a Roma per incontrare Pippo Calò e discutere della situazione di tensione venutasi a creare con i Corleonesi. Calò cercò di far leva sull'improbabilità di un viaggio così lungo solo per parlare con lui qualche minuto. Cercò poi di screditare Buscetta parlando di colloqui avuti con il fratello del pentito, suo amico. Le accuse non ebbero alcun esito, e furono numerosi i momenti in cui Calò non potè replicare a Buscetta. Fu introdotta poi dal pentito l'accusa per l'omicidio di Giovanni "Giannuzzo" La Licata, membro della famiglia di Porta Nuova, ucciso da Calò stesso. Buscetta, accusato di utilizzare il pentimento per compiere vendette trasversali, respinse le accuse adducendo al fatto che le sue dichiarazioni erano spesso contro suoi amici come [[Gerlando Alberti]]. L'esito negativo del dialogo per Calò determinò la rinuncia di tutti gli imputati che avevano richiesto altri confronti con Tommaso Buscetta. | Durante il confronto fu sollevata la questione di un viaggio che Stefano Bontade e Salvatore Inzerillo avrebbero effettuato a Roma per incontrare Pippo Calò e discutere della situazione di tensione venutasi a creare con i Corleonesi. Calò cercò di far leva sull'improbabilità di un viaggio così lungo solo per parlare con lui qualche minuto. Cercò poi di screditare Buscetta parlando di colloqui avuti con il fratello del pentito, suo amico. Le accuse non ebbero alcun esito, e furono numerosi i momenti in cui Calò non potè replicare a Buscetta. Fu introdotta poi dal pentito l'accusa per l'omicidio di Giovanni "Giannuzzo" La Licata, membro della famiglia di Porta Nuova, ucciso da Calò stesso. Buscetta, accusato di utilizzare il pentimento per compiere vendette trasversali, respinse le accuse adducendo al fatto che le sue dichiarazioni erano spesso contro suoi amici come [[Gerlando Alberti]]. L'esito negativo del dialogo per Calò determinò la rinuncia di tutti gli imputati che avevano richiesto altri confronti con Tommaso Buscetta. | ||