Pentitismo: differenze tra le versioni

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A introdurre il tema nell'agenda politica del paese fu '''[[Silvio Berlusconi]]''', durante la sua prima campagna elettorale, nel 1994. Riporta a tal proposito '''La Repubblica''' del 26 marzo di quell'anno: ''«Basta coi pentiti...». Berlusconi ai suoi: «La legge è da rifare»'': davanti a mille persone, presenti all'Hotel Hilton per seguire il suo dibattito con Occhetto, il Cavaliere attaccò pesantemente lo strumento processuale, sostenendo:  
A introdurre il tema nell'agenda politica del paese fu '''[[Silvio Berlusconi]]''', durante la sua prima campagna elettorale, nel 1994. Riporta a tal proposito '''La Repubblica''' del 26 marzo di quell'anno: ''«Basta coi pentiti...». Berlusconi ai suoi: «La legge è da rifare»'': davanti a mille persone, presenti all'Hotel Hilton per seguire il suo dibattito con Occhetto, il Cavaliere attaccò pesantemente lo strumento processuale, sostenendo:  


''In Italia ci sono circa 400 collaboratori di giustizia a disposizione della magistratura. Ma mentre in America i pentiti parlano una volta, dicono tutto quello che sanno e poi tacciono per sempre, in Italia parlano quando e come vogliono. [...] Questa gente, potendo essere riascoltata, si sente quasi in dovere di aggiungere altri particolari e fornire altri indizi per ottenere vantaggi economici e maggiore protezione.''
«''In Italia ci sono circa 400 collaboratori di giustizia a disposizione della magistratura. Ma mentre in America i pentiti parlano una volta, dicono tutto quello che sanno e poi tacciono per sempre, in Italia parlano quando e come vogliono. [...] Questa gente, potendo essere riascoltata, si sente quasi in dovere di aggiungere altri particolari e fornire altri indizi per ottenere vantaggi economici e maggiore protezione.''»


Sul tema si aprì una vera e propria guerra di religione, con la Sinistra attraverso [[Luciano Violante]] e la magistratura con [[Bruno Siclari]] (allora procuratore nazionale antimafia) che si schierarono a difesa della legge. L'Unità titolò in prima pagina "''Stanno tentando di delegittimarli''", riportando un'intervista all'allora vice-direttore del Servizio centrale operativo, [[Antonio Manganelli]], che sostiene come i pentiti siano un patrimonio per la giustizia e lo Stato. Tuttavia, una serie di vicende, anche gravi, portano il pentitismo a prestare il fianco alla volontà liquidatoria di una parte del nuovo Parlamento della Seconda Repubblica.
Sul tema si aprì una vera e propria guerra di religione, con la Sinistra attraverso [[Luciano Violante]] e la magistratura con [[Bruno Siclari]] (allora procuratore nazionale antimafia) che si schierarono a difesa della legge. L'Unità titolò in prima pagina "''Stanno tentando di delegittimarli''", riportando un'intervista all'allora vice-direttore del Servizio centrale operativo, [[Antonio Manganelli]], che sostiene come i pentiti siano un patrimonio per la giustizia e lo Stato. Tuttavia, una serie di vicende, anche gravi, portano il pentitismo a prestare il fianco alla volontà liquidatoria di una parte del nuovo Parlamento della Seconda Repubblica.