Salvatore Riina: differenze tra le versioni
Nessun oggetto della modifica |
Nessun oggetto della modifica |
||
| Riga 112: | Riga 112: | ||
Il [[30 aprile]] [[1982]] toccò a [[Pio La Torre]], deputato del PCI e relatore in parlamento della proposta di legge per istituire il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Fu ucciso assieme al suo autista, [[Rosario Di Salvo]]. Pochi mesi dopo, toccò al generale [[Carlo Alberto dalla Chiesa]], nominato Prefetto a Palermo, il [[3 settembre]]. Infine, il [[29 luglio]] [[1983]] morì [[Rocco Chinnici]], reo di aver istituito il coordinamento delle indagini di mafia e di non aver tenuto a freno [[Giovanni Falcone]], che il [[9 luglio]] aveva spiccato 14 ordini di cattura per il delitto dalla Chiesa contro Riina e i Corleonesi. | Il [[30 aprile]] [[1982]] toccò a [[Pio La Torre]], deputato del PCI e relatore in parlamento della proposta di legge per istituire il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Fu ucciso assieme al suo autista, [[Rosario Di Salvo]]. Pochi mesi dopo, toccò al generale [[Carlo Alberto dalla Chiesa]], nominato Prefetto a Palermo, il [[3 settembre]]. Infine, il [[29 luglio]] [[1983]] morì [[Rocco Chinnici]], reo di aver istituito il coordinamento delle indagini di mafia e di non aver tenuto a freno [[Giovanni Falcone]], che il [[9 luglio]] aveva spiccato 14 ordini di cattura per il delitto dalla Chiesa contro Riina e i Corleonesi. | ||
=== Capo dei Capi, Buscetta e il Maxiprocesso === | |||
Totò Riina era finalmente il leader indiscusso di Cosa Nostra. Il Capo dei Capi. | Totò Riina era finalmente il leader indiscusso di Cosa Nostra. Il Capo dei Capi. Aveva riorganizzato le famiglie delle province, si era impadronito del business del narcotraffico dal quale era stato tagliato fuori anni prima dalle famiglie di Palermo, aveva eliminato i suoi avversari più pericolosi fuori e dentro Cosa Nostra. Non aveva calcolato [[Tommaso Buscetta]], il boss dei due mondi, contro il quale ''u Curtu'' aveva scatenato una vera e propria caccia all'uomo, benché fosse un esponente della famiglia di Pippo Calò, un vincente quindi: pagò l'amicizia con Bontate e Inzerillo, benché si fosse mantenuto neutrale nella seconda guerra di mafia, ad un prezzo altissimo, con familiari e figli ammazzati. Decise così di collaborare con la giustizia, il [[16 luglio]] [[1984]]. O meglio, decise di collaborare con Giovanni Falcone. E da lì fu un effetto domino e il [[Pentitismo|pentitismo]] divenne la principale arma della magistratura contro Cosa Nostra e i Corleonesi, permettendo di imbastire il [[Maxiprocesso di Palermo]]. | ||
Il [[2 dicembre]] [[1984]] Riina fece uccidere [[Leonardo Vitale]], il primo pentito che undici anni prima aveva messo nero su bianco la struttura interna di Cosa Nostra, con i nomi degli affiliati. Giudicato infermo di mente da varie perizie psichiatriche e rinchiuso in un manicomio criminale, Vitale fu ucciso mentre tornava dalla messa con la madre. Ad ammonimento di Buscetta e di tutti quelli che avrebbero seguito il suo esempio. Ma non servì. Così come non servì nemmeno l'ordine di uccidere i familiari dei collaboratori di giustizia fino al 20° grado, compresi donne e bambini<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/04/24/toto-riina-ci-ordino-uccidete-bimbi.html E Totò Riina ci ordinò: uccidete i bimbi dei pentiti, La Repubblica, 24 aprile 1994]</ref>. | |||
La sentenza in primo grado del Maxiprocesso arrivò il [[16 dicembre]] [[1987]] come una doccia fredda per il Capo dei Capi, ma i suoi referenti politici e gli avvocati lo rassicurarono che anche quel processo si sarebbe perso per strada, com'era stato per Catanzaro e Bari. Così non sarebbe stato. Nel frattempo, Riina fece uccidere [[Pino Greco]], giudicato troppo pericoloso per il futuro della leadership del boss di Corleone, e [[Vincenzo Puccio]], che tentò di organizzare un complotto ai danni del Capo dei Capi. | |||
=== L'attacco frontale allo Stato === | === L'attacco frontale allo Stato === | ||
Il Maxiprocesso non si aggiustò come voleva Riina, tutte le promesse fatte dai suoi referenti politici, a partire da [[Salvo Lima]], furono disattese: il [[30 gennaio]] [[1992]] alle 16.50 la Cassazione confermò tutte le condanne, con una sentenza che avrebbe fatto storia. Il Capo dei Capi andò su tutte le furie e in un summit tenutosi a Valguarnera Caropepe agli inizi di marzo (a cui parteciparono Provenzano, Benedetto Santapaola, Giuseppe Madonia e Michelangelo La Barbera) decise di dichiarare guerra totale allo Stato italiano. | |||
Il primo a morire fu [[Salvo Lima]], il [[12 marzo]] [[1992]], come avvertimento a Giulio Andreotti, che aveva firmato un decreto che allungava i tempi per la carcerazione preventiva e vietava i domiciliari ai detenuti al [[Articolo 41 bis|41bis]]. Per trentacinque anni Lima era stato con le sue 300mila preferenze l'incarnazione del potere andreottiano in Sicilia. | |||
=== | Poi il [[23 maggio]] toccò a Giovanni Falcone, che morì con la moglie [[Francesca Morvillo]] e gli uomini della scorta nella [[Strage di Capaci]]. Cinquantasette giorni dopo, il 19 luglio, morì anche [[Paolo Borsellino]], che stava indagando sulla morte di Falcone, nella [[Strage di Via Mariano d’Amelio|strage di Via d'Amelio]]. | ||
La reazione dello Stato non si fece attendere: il [[26 agosto]] 47 capimafia e 81 picciotti furono trasferiti con un'operazione top secret dall'Ucciardone alle super-carceri di Pianosa e dell'Asinara. Nel frattempo, due esponenti molto vicini al Capo dei Capi si pentirono: si trattava di Gaspare Mutolo, il suo ex-compagno di cella, e di [[Giuseppe Marchese]], cognato di suo cognato. Poi venne il turno di [[Baldassarre Di Maggio]], l'autista che per anni aveva portato Riina in giro per la Sicilia. Nel frattempo, il [[17 settembre]] c'era stata un'altra esecuzione: quella di [[Ignazio Salvo]], colpevole della stessa colpa di Salvo Lima, non aver fatto abbastanza per disinnescare la sentenza definitiva del Maxiprocesso e come ennesimo avvertimento a Giulio Andreotti<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/09/18/ucciso-ignazio-salvo-intoccabile.html Ucciso Ignazio Salvo, l'Intoccabile, La Repubblica, 18 settembre 1992]</ref>. | |||
=== Il Papello e la trattativa === | |||
Tra giugno e ottobre del 1992 fu avviata una trattativa tra uomini dello Stato e Cosa Nostra, per porre fine all'escalation di sangue e violenza che aveva dilaniato Palermo. Sulla questione è in corso un processo e la faccenda è tutt'ora oscura. L'esistenza della trattativa è stata [[12 marzo]] [[2012] comunque confermata nelle motivazioni della sentenza del processo a [[Francesco Tagliavia]] per la [[Strage di Via dei Georgofili]] a Firenze: i giudici della Corte d'Assise di Firenze hanno stabilito che la trattativa "''ci fu e venne quantomeno inizialmente impostata su un do ut des [...] L'iniziativa fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia''".<ref>[http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/03/12/visualizza_new.html_131045328.html Confermata la Trattativa, ANSA]</ref> | |||
Secondo varie ricostruzioni, Totò Riina rispose alla richiesta degli uomini dello Stato con il famoso "Papello", una lista di richieste da soddisfare in cambio della fine delle stragi<ref>[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2009/10/16/pop_lettera.shtml Ecco il Papello, Corriere della Sera, 15 ottobre 2009]</ref>: | |||
#Revisione della sentenza del maxi-processo; | |||
#Annullamento del decreto legge [[Articolo 41 bis|41 bis]]; | |||
#Revisione della [[Legge Rognoni - La Torre|legge Rognoni-La Torre]]; | |||
#Riforma della legge sui pentiti; | |||
#Riconoscimento dei benefici dissociati per i condannati per mafia (come per le Brigate Rosse); | |||
#Arresti domiciliari dopo i 70 anni di età; | |||
#Chiusura delle super-carceri; | |||
#Carcerazione vicino alle case dei familiari; | |||
#Nessuna censura sulla posta dei familiari; | |||
#Misure di prevenzione e rapporto con i familiari; | |||
#Arresto solo in flagranza di reato; | |||
#Defiscalizzazione della benzina in Sicilia (come per Aosta); | |||
=== L'arresto === | === L'arresto === | ||
Il [[15 gennaio]] [[1993]] Totò Riina fu arrestato al primo incrocio davanti alla sua villa in via Bernini 54 a Palermo, insieme al suo autista [[Salvatore Biondino]], grazie alle dichiarazioni rese dal pentito [[Baldassarre Di Maggio]] al generale dei carabinieri [[Francesco Delfino]]. L'arresto fu eseguito dal [[Crimor]], la squadra speciale dei ROS guidata dal [[Capitano Ultimo]]. Con l'arresto del Capo dei Capi, Cosa Nostra si divise in due, tra quelli che erano contrari a nuove stragi, guidati da Bernardo Provenzano, e quelli che invece erano favorevoli alla prosecuzione della strategia stragista, guidati da Leoluca Bagarella. Alla fine, la spuntò quest'ultimo e gli attentati continuarono. | |||
Il primo fu escogitato il [[14 maggio]] [[1993]] ai danni di Maurizio Costanzo: un'autobomba imbottita di 90 Kg di tritolo esplose in via Ruggero Fauro a Roma, ma senza causare vittime. Il [[27 maggio]] ci fu la Strage di Via dei Georgofili a Firenze e il [[27 luglio]] quella di Via Palestro a Milano. Due autobombe esplosero invece nella notte tra il 27 e il 28 luglio fuori le basiliche di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma. Il [[15 settembre]], infine, fu ucciso Don [[Pino Puglisi]], parroco impegnato nel contrasto ai clan nel quartiere Brancaccio di Palermo. Venne sequestrato anche il piccolo [[Giuseppe Di Matteo]], figlio del pentito [[Santino Di Matteo|Santino]], allo scopo di indurlo a ritrattare le proprie dichiarazioni. Il [[31 ottobre]], infine, vi fu un fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma. | |||
=== Le condanne === | |||
*1992: Condanna all'ergastolo per l'omicidio del capitano Emanuele Basile<ref>"[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/11/15/uccise-il-capitano-basile-per-riina.html Uccise Il Capitano Basile". Per Riina è Il Carcere a vita, La Repubblica]</ref>. | |||
*1993: Condanna all'ergastolo per l'omicidio del boss Vincenzo Puccio<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/10/09/terza-condanna-all-ergastolo-per-toto-riina.html Terza condanna all'ergastolo per Riina]</ref>. | |||
*1994: Condanna all'ergastolo per l'omicidio dei pentiti Salvatore Anselmo, Mario Coniglio, Leonardo Vitale e di Pietro Buscetta, cognato del ben più famoso Tommaso<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/1994/luglio/05/Toto_Riina_tris_ergastoli_co_0_9407052791.shtml Riina fa il tris di ergastoli]</ref>. | |||
*1995: Condanna all'ergastolo per l'omicidio di Giuseppe Russo; condanna all'ergastolo per l'omicidio di Beppe Montana e Ninni Cassarà; condanna all'ergastolo per gli omicidi di Piersanti Mattarella, Pio La Torre e Michele Reina<ref></ref>. | |||
*1996: Condanna all'ergastolo per l'omicidio del giudice Antonino Scopelliti; condanna all'ergastolo per l'omicidio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, del capo della squadra mobile Boris Giuliano e del professor Paolo Giaccone<ref></ref>. | |||
*1997: Condanna all'ergastolo per la strage di Via Capaci. Condanna all'ergastolo per l'omicidio del giudice Cesare Terranova<ref></ref>. | |||
*1998: Condanna all'ergastolo per l'omicidio del giudice [[Giangiacomo Ciaccio Montalto]]<ref></ref>. | |||
*1999: Condanna all'ergastolo per la strage di Via d'Amelio<ref></ref>. | |||
*2000: Condanna all'ergastolo per le autobombe del '93 a Firenze, Milano e Roma<ref>http://www.rainews.it/it/news.php?newsid=10459</ref>. | |||
*2002: Condanna all'ergastolo per l'omicidio del giudice in pensione [[Alberto Giacomelli]]; condanna all'ergastolo per l'omicidio del giudice Rocco Chinnici; condanna all'ergastolo per la [[strage di Pizzolungo]]<ref></ref>. | |||
*2009: Condanna all'ergastolo per la strage di viale Lazio<ref></ref>. | |||
*2010: Condanna all'ergastolo per l'omicidio di [[Giovanni Mungiovino]], [[Giuseppe Cammarata]] e [[Salvatore Saitta]]<ref></ref>. | |||
*2012: Condanna all'ergastolo per l'omicidio di [[Alfio Trovato]]<ref></ref>. | |||
== Su Totò Riina == | |||
=== Televisione === | |||
Il capo dei capi, fiction televisiva, 2007, Canale5 | |||
L'ultimo dei corleonesi, fiction televisiva, 2007, RaiUno | |||
== Note == | == Note == | ||
<references></references> | |||
== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||
Bolzoni A. - D'Avanzo Giuseppe, [[Il capo dei capi|Il Capo dei Capi]], BUR, 2007 | Bolzoni A. - D'Avanzo Giuseppe, [[Il capo dei capi|Il Capo dei Capi]], BUR, 2007 | ||