Salvatore Riina: differenze tra le versioni

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=== Capo dei Capi, Buscetta e il Maxiprocesso ===
=== Capo dei Capi, Buscetta e il Maxiprocesso ===
[[File:Tommaso Buscetta.jpg|300px|thumb|left|Tommaso Buscetta nell'aula bunker del Maxiprocesso]]
Totò Riina era finalmente il leader indiscusso di Cosa Nostra. Il Capo dei Capi. Aveva riorganizzato le famiglie delle province, si era impadronito del business del narcotraffico dal quale era stato tagliato fuori anni prima dalle famiglie di Palermo, aveva eliminato i suoi avversari più pericolosi fuori e dentro Cosa Nostra. Non aveva calcolato [[Tommaso Buscetta]], il boss dei due mondi, contro il quale ''u Curtu'' aveva scatenato una vera e propria caccia all'uomo, benché fosse un esponente della famiglia di Pippo Calò, un vincente quindi: pagò l'amicizia con Bontate e Inzerillo, benché si fosse mantenuto neutrale nella seconda guerra di mafia, ad un prezzo altissimo, con familiari e figli ammazzati. Decise così di collaborare con la giustizia, il [[16 luglio]] [[1984]]. O meglio, decise di collaborare con Giovanni Falcone. E da lì fu un effetto domino e il [[Pentitismo|pentitismo]] divenne la principale arma della magistratura contro Cosa Nostra e i Corleonesi, permettendo di imbastire il [[Maxiprocesso di Palermo]].
Totò Riina era finalmente il leader indiscusso di Cosa Nostra. Il Capo dei Capi. Aveva riorganizzato le famiglie delle province, si era impadronito del business del narcotraffico dal quale era stato tagliato fuori anni prima dalle famiglie di Palermo, aveva eliminato i suoi avversari più pericolosi fuori e dentro Cosa Nostra. Non aveva calcolato [[Tommaso Buscetta]], il boss dei due mondi, contro il quale ''u Curtu'' aveva scatenato una vera e propria caccia all'uomo, benché fosse un esponente della famiglia di Pippo Calò, un vincente quindi: pagò l'amicizia con Bontate e Inzerillo, benché si fosse mantenuto neutrale nella seconda guerra di mafia, ad un prezzo altissimo, con familiari e figli ammazzati. Decise così di collaborare con la giustizia, il [[16 luglio]] [[1984]]. O meglio, decise di collaborare con Giovanni Falcone. E da lì fu un effetto domino e il [[Pentitismo|pentitismo]] divenne la principale arma della magistratura contro Cosa Nostra e i Corleonesi, permettendo di imbastire il [[Maxiprocesso di Palermo]].