Giovanni Falcone: differenze tra le versioni
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== Biografia == | == Biografia == | ||
=== Infanzia e adolescenza === | === Infanzia e adolescenza === | ||
[[File:Giovanni falcone accademia navale.jpg| | [[File:Giovanni falcone accademia navale.jpg|200px|thumb|left|Giovanni Falcone allievo dell'accademia navale (1958)]] | ||
Figlio di Arturo, direttore del Laboratorio chimico provinciale, e di Luisa Bentivegna, Falcone nacque a Palermo, terzo di tre figli, in via Castrofilippo nel quartiere della Kalsa, lo stesso di [[Paolo Borsellino]] e di [[Tommaso Buscetta]]. | Figlio di Arturo, direttore del Laboratorio chimico provinciale, e di Luisa Bentivegna, Falcone nacque a Palermo, terzo di tre figli, in via Castrofilippo nel quartiere della Kalsa, lo stesso di [[Paolo Borsellino]] e di [[Tommaso Buscetta]]. | ||
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=== La nuova vita a Roma === | === La nuova vita a Roma === | ||
[[File:Falcone martelli.jpg|200px|thumb|left|Giovanni Falcone con l'allora ministro della giustizia Claudio Martelli]] | |||
Al ministero di Grazia e di Giustizia, Falcone assunse il compito di Direttore degli affari Penali al ministero, con la responsabilità di coordinare a livello nazionale la lotta contro la criminalità organizzata. Il suo principale obiettivo fu la creazione di due organismi nazionali che sono tuttora i pilastri dell’azione contro il crimine organizzato: la '''DIA''' ([[Direzione Investigativa Antimafia]]) e la '''DNA''' ([[Direzione Nazionale Antimafia]]). Lavorando al centro, ossia a Roma, Falcone riuscì a fare ciò che gli era stato impedito di fare a Palermo: creare una visione unificata non soltanto di Cosa Nostra, ma dell’intero mondo del crimine organizzato italiano. L’idea era di un organismo nazionale che coordinasse le indagini fra le varie procure. Falcone volle che la nascita dell’organismo giudiziario fosse accompagnata dalla creazione della DIA. Questo organismo, formato da polizia, carabinieri e guardia di finanza, secondo la legge istitutiva si occupava in via esclusiva di tutte le indagini antimafia. | Al ministero di Grazia e di Giustizia, Falcone assunse il compito di Direttore degli affari Penali al ministero, con la responsabilità di coordinare a livello nazionale la lotta contro la criminalità organizzata. Il suo principale obiettivo fu la creazione di due organismi nazionali che sono tuttora i pilastri dell’azione contro il crimine organizzato: la '''DIA''' ([[Direzione Investigativa Antimafia]]) e la '''DNA''' ([[Direzione Nazionale Antimafia]]). Lavorando al centro, ossia a Roma, Falcone riuscì a fare ciò che gli era stato impedito di fare a Palermo: creare una visione unificata non soltanto di Cosa Nostra, ma dell’intero mondo del crimine organizzato italiano. L’idea era di un organismo nazionale che coordinasse le indagini fra le varie procure. Falcone volle che la nascita dell’organismo giudiziario fosse accompagnata dalla creazione della DIA. Questo organismo, formato da polizia, carabinieri e guardia di finanza, secondo la legge istitutiva si occupava in via esclusiva di tutte le indagini antimafia. | ||