Peppino Impastato: differenze tra le versioni
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Nel 1978 Peppino si candidò nelle liste di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali, che si sarebbero tenute il 14 maggio. La sua intensa campagna elettorale e i duri attacchi contro Badalamenti ne decretarono l'esecuzione: nella notte tra l'8 e il 9 maggio fu rapito e fatto saltare in aria con una carica di tritolo dopo essere stato immobilizzato sui binari della ferrovia. Il suo omicidio, tuttavia, passò in secondo piano, poiché lo stesso giorno venne ritrovato il corpo del presidente della Democrazia Cristiana, l'on. Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse. | Nel 1978 Peppino si candidò nelle liste di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali, che si sarebbero tenute il 14 maggio. La sua intensa campagna elettorale e i duri attacchi contro Badalamenti ne decretarono l'esecuzione: nella notte tra l'8 e il 9 maggio fu rapito e fatto saltare in aria con una carica di tritolo dopo essere stato immobilizzato sui binari della ferrovia. Il suo omicidio, tuttavia, passò in secondo piano, poiché lo stesso giorno venne ritrovato il corpo del presidente della Democrazia Cristiana, l'on. Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse. | ||
[[File:Funerali impastato.jpg|200px|thumb|right| | [[File:Funerali impastato.jpg|200px|thumb|right|I funerali di Peppino Impastato]] | ||
L'omicidio di Impastato fu da subito identificato come un attentato terroristico finito male, nel quale l'attentatore era rimasto vittima del suo tentativo di sabotare la ferrovia. In un fonogramma del 9 maggio, infatti, il procuratore Gaetano Martorana scriveva: "''Attentato alla sicurezza dei trasporti mediante esplosione dinamitarda. Verso le ore 0,30-1 del 9.05.1978 persona allo stato ignota, ma presumibilmente identificata in tale Impastato Giuseppe si recava a bordo della propria autovettura all'altezza del km. 30+180 della strada ferrata Trapani-Palermo per ivi collocare un ordigno dinamitardo che, esplodendo, dilaniava lo stesso attentatore''". La tesi fu avvalorata dal ritrovamento di una lettera, che riportava la data di molti mesi prima, in cui senza alcun dubbio si accertava che l'attentatore non era altro che un suicida. | L'omicidio di Impastato fu da subito identificato come un attentato terroristico finito male, nel quale l'attentatore era rimasto vittima del suo tentativo di sabotare la ferrovia. In un fonogramma del 9 maggio, infatti, il procuratore Gaetano Martorana scriveva: "''Attentato alla sicurezza dei trasporti mediante esplosione dinamitarda. Verso le ore 0,30-1 del 9.05.1978 persona allo stato ignota, ma presumibilmente identificata in tale Impastato Giuseppe si recava a bordo della propria autovettura all'altezza del km. 30+180 della strada ferrata Trapani-Palermo per ivi collocare un ordigno dinamitardo che, esplodendo, dilaniava lo stesso attentatore''". La tesi fu avvalorata dal ritrovamento di una lettera, che riportava la data di molti mesi prima, in cui senza alcun dubbio si accertava che l'attentatore non era altro che un suicida. | ||