Paolo Borsellino: differenze tra le versioni

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<center>''È bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.''</center>
<center>''È bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.''</center>


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Nel marzo [[1992]] Borsellino ritornò a Palermo come Procuratore aggiunto, insieme al sostituto [[Antonio Ingroia]].
Nel marzo [[1992]] Borsellino ritornò a Palermo come Procuratore aggiunto, insieme al sostituto [[Antonio Ingroia]].
=== Dopo la strage di Capaci ===
- 25 giugno Micromega


=== La penultima intervista su Dell'Utri ===
=== La penultima intervista su Dell'Utri ===
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Le polemiche suscitate dalla messa in onda dell'intervista si fecero più intense quando si scoprì che il video trasmesso da RaiNews24 non era una semplice versione ridotta (33 minuti contro i 55 dell'originale), ma era stata manipolata: alcune risposte erano state tagliate e messe su altre domande. La famosa risposta del "cavallo in albergo" non si riferiva a un'intercettazione che riguardava Mangano e Dell'Utri, ma tra Mangano e un altro mafioso della famiglia Inzerillo.
Le polemiche suscitate dalla messa in onda dell'intervista si fecero più intense quando si scoprì che il video trasmesso da RaiNews24 non era una semplice versione ridotta (33 minuti contro i 55 dell'originale), ma era stata manipolata: alcune risposte erano state tagliate e messe su altre domande. La famosa risposta del "cavallo in albergo" non si riferiva a un'intercettazione che riguardava Mangano e Dell'Utri, ma tra Mangano e un altro mafioso della famiglia Inzerillo.
=== Dopo la [[Strage di Capaci|strage di Capaci]] ===
Dopo la morte di Giovanni Falcone, Borsellino si gettò a capofitto nelle indagini per scoprire la verità sulla strage di Capaci. Alle voci insistenti di una sua nomina a Procuratore Nazionale Antimafia, al posto dell'amico e collega, seguì una proposta ufficiale degli allora ministri dell'Interno e della Giustizia, [[Vincenzo Scotti]] e [[Claudio Martelli]]: a seguito di una domanda dal pubblico durante la presentazione del libro di [[Pino Arlacchi]], [[Gli Uomini del Disonore]], a cui i due presero parte insieme al capo della polizia [[Vincenzo Parisi]] e a Borsellino stesso, nonostante il suo esplicito rifiuto, i ministri annunciarono che avrebbero chiesto al CSM di riaprire il concorso per permettergli di partecipare.
Borsellino non replicò direttamente in quella sede, ma rispose al ministro per iscritto qualche giorno dopo, affermando che: "''la scomparsa di Giovanni Falcone mi ha reso destinatario di un dolore che mi impedisce di rendermi beneficiario di effetti comunque riconducibili a tale luttuoso evento''".
La sera del 25 giugno, la rivista Micromega organizzò a Palermo, nell'atrio della settecentesca Biblioteca comunale, la presentazione di un fascicolo interamente dedicato al fenomeno mafioso, alla presenza del sindaco [[Leoluca Orlando|Orlando]], [[Tano Grasso]], [[Pina Grassi]], [[Nando dalla Chiesa]] e [[Alfredo Galasso]]. Borsellino, la cui presenza era stata annunciata ma non era scontata, arrivò più tardi, scusandosi per gli impegni di lavoro. Nella sua ultima uscita pubblica, il magistrato esordì ricordando a se stesso e ai duemila palermitani venuti ad ascoltarlo che la toga che indossava non gli permetteva di rivelare i particolari e le circostanze dell'indagine che stava conducendo alla ricerca della verità sulla Strage di Capaci, anche perché ricopriva il ruolo di testimone e ne avrebbe prima riferito al titolare delle indagini, il procuratore capo di Caltanissetta, Salvatore Celesti.
Poi passò all'attacco, sostenendo che Falcone aveva cominciato a morire nel gennaio 1988, quando il CSM gli aveva preferito Antonino Meli come successore di Antonino Caponnetto. Rincarando la dose, affermò che: "Con questo non voglio dire che la strage sia il naturale epilogo di questo processo di morte. Anche se oggi tutti ci rendiamo conto che lo Stato, la magistratura, che forse ha più colpe di ogni altro, cominciò a farlo morire quel giorno. Forse ancora prima, in quella data ricordata da Orlando, con quell'articolo di Leonardo Sciascia sui "professionisti dell'antimafia" pubblicato sul Corriere della Sera.
Infine, indicò nella concreta possibilità che Falcone diventasse procuratore nazionale antimafia la causa del suo omicidio: il suo amico e collega venne ammazzato perché faceva paura.


=== La morte e i funerali ===
=== La morte e i funerali ===
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== Per saperne di più ==
== Per saperne di più ==
=== Libri ===
=== Libri ===
=== Cinema ===
* Agnese Borsellino e Salvo Palazzolo, ''Ti racconterò tutte le storie che potrò'', Feltrinelli, Milano 2013
* Umberto Lucentini, ''Paolo Borsellino. Il valore di una vita'', Mondadori 1994, riedito San Paolo 2004
 
=== Televisione ===
=== Televisione ===
* Paolo Borsellino - i 57 giorni, di Alberto Negrin, RaiUno, maggio 2012
* Paolo Borsellino, di Gianluca Maria Tavarelli, Canale5, 2004


== Note ==
== Note ==