Mafia a Varese: differenze tra le versioni

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Il 13 novembre 1997 si conclude il processo Isola Felice. La Corte di Assise di Varese pronuncia la sua sentenza: vengono comminati 7 ergastoli ed oltre 600 anni di carcere a 52 imputati.
Il 13 novembre 1997 si conclude il processo Isola Felice. La Corte di Assise di Varese pronuncia la sua sentenza: vengono comminati 7 ergastoli ed oltre 600 anni di carcere a 52 imputati.


I giudici si pronunciano nell’aula bunker collocata negli stabilimenti dell’ex Aermacchi, luogo simbolo della città, a poche centinaia di metri dal centro e dal comune. Pubblico Ministero di quel processo è [[Agostino Abate]] che poco dopo commenta: ''“E’ una sentenza storica per Varese. E’ stata riconosciuta l’esistenza di un’associazione per delinquere di stampo mafioso ben radicata nel Varesotto che ha operato anche nel Comasco e nell’Alto Milanese”''<ref>R. Brivio, ''Giustizia per vent’anni di crimini'', «Corriere della Sera», 14 novembre 1997</ref>.
I giudici si pronunciano nell’aula bunker collocata negli stabilimenti dell’ex Aermacchi, luogo simbolo della città, a poche centinaia di metri dal centro e dal comune. Pubblico Ministero di quel processo è [[Agostino Abate]] che poco dopo commenta: ''“E’ una sentenza storica per Varese. E’ stata riconosciuta l’esistenza di un’associazione per delinquere di stampo mafioso ben radicata nel Varesotto che ha operato anche nel Comasco e nell’Alto Milanese”''<ref>R. Brivio, ''Giustizia per vent’anni di crimini'', «Corriere della Sera», 14 novembre 1997[http://archiviostorico.corriere.it/1997/novembre/14/Giustizia_per_vent_anni_crimini_co_5_9711141638.shtml]</ref>.


Il “Locale di Varese” della ‘ndrangheta dell’Aspromonte, rappresentato dagli Zagari, perde la sua influenza colpito dal pentitismo. Conseguentemente, il clan Mazzaferro della ‘ndrangheta della Piana, capeggiato del Responsabile Regionale [[Giuseppe Mazzaferro]], dopo aver verificato che in tale zona non vi fossero “locali” di altri clan o strutture riconducibili ad altre organizzazioni criminose, decideva di insediarsi a Varese costituendo un “locale” a Varese affidato, con il ruolo di capo, a [[Calogero Marcenò]], preferendolo, nonostante le sue origini siciliane, a Francesco Patamia. La nuova struttura, molto eterogenea per l’origine delle persone -calabresi, siciliane e sarde-, composta da personaggi già radicati nel territorio varesino e già facenti parte della cosca Zagari, viene integrata con altri personaggi provenienti dal “locale di Como”.
Il “Locale di Varese” della ‘ndrangheta dell’Aspromonte, rappresentato dagli Zagari, perde la sua influenza colpito dal pentitismo. Conseguentemente, il clan Mazzaferro della ‘ndrangheta della Piana, capeggiato del Responsabile Regionale [[Giuseppe Mazzaferro]], dopo aver verificato che in tale zona non vi fossero “locali” di altri clan o strutture riconducibili ad altre organizzazioni criminose, decideva di insediarsi a Varese costituendo un “locale” a Varese affidato, con il ruolo di capo, a [[Calogero Marcenò]], preferendolo, nonostante le sue origini siciliane, a Francesco Patamia. La nuova struttura, molto eterogenea per l’origine delle persone -calabresi, siciliane e sarde-, composta da personaggi già radicati nel territorio varesino e già facenti parte della cosca Zagari, viene integrata con altri personaggi provenienti dal “locale di Como”.