Yakuza: differenze tra le versioni
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La '''Yakuza''' è un'organizzazione criminale giapponese, le cui origini risalgono al XVII secolo. In Occidente è anche nota come "mafia giapponese", per alcuni tratti che la accomunano al fenomeno mafioso tradizionale, benché, a differenza delle organizzazioni mafiose propriamente dette, abbia un riconoscimento legale nella Costituzione giapponese, quindi operi alla luce del sole. | La '''Yakuza''' è un'organizzazione criminale giapponese, le cui origini risalgono al XVII secolo. In Occidente è anche nota come "mafia giapponese", per alcuni tratti che la accomunano al fenomeno mafioso tradizionale, benché, a differenza delle organizzazioni mafiose propriamente dette, abbia un riconoscimento legale nella Costituzione giapponese, quindi operi alla luce del sole. | ||
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* gli ''shatei gashira'', boss locali dei diversi gruppi interni, a cui rispondono gli ''shatei gashira hosa'' e gli ''shatei''; tutti questi fanno parte del ''komon'', il gruppo di consiglieri dell'''oyabun''. | * gli ''shatei gashira'', boss locali dei diversi gruppi interni, a cui rispondono gli ''shatei gashira hosa'' e gli ''shatei''; tutti questi fanno parte del ''komon'', il gruppo di consiglieri dell'''oyabun''. | ||
=== '' | === ''Wakamono no kokoroe'', il codice interno === | ||
I gruppi Yakuza esercitano un forte controllo sui membri, attraverso un codice, il ''wakamono no kokoroe'' (regole per i giovani ''yakuza''), che stabilisce una ferrea disciplina e prescrive una fedeltà assoluta all'''oyabun''. La fedeltà assoluta viene premiata con promozioni o premi in denaro, mentre l'infedeltà è punita con alcune piccole offese all'onore dell'affiliato (la rasatura dei capelli, la reclusione temporanea, multe salate e una temporanea espulsione) oppure, nei casi più gravi, con il linciaggio (''rinchi''), l'amputazione di un dito (''yubitsume''), l'espulsione (''hamon''), l'espulsione definitiva (''zetsuen'') e, infine, la morte. | |||
Le cinque regole fondamentali sono: | |||
* non disobbedire o causare problemi ai tuoi superiori; | |||
* non tradire il gruppo o i tuoi compagni; | |||
* non lottare con i tuoi compagni o non rompere l'armonia dell'organizzazione; | |||
* non sprecare i fondi dell'organizzazione; | |||
* non toccare alcuna donna dei membri dell'organizzazione. | |||
Il controllo interno è attuato in maniera indiretta, attraverso il concetto di ''giri'' e ''irezumi''. Il ''giri'' è un'obbligo morale, che deriva dal codice d'onore dei samurai del medioevo giapponese (il ''bushido''), che implica lealtà, fedeltà e gratitudine da parte dell'affiliato; l'''irezumi'' è la pratica dei tatuaggi, introdotta per la prima volta dai ''bakuto'' in epoca feudale, che testimonia la propria volontà di distinguersi dalla società. Nella cultura giapponese, il tatuaggio ha una valenza fortemente negativa, che si riflette in molti divieti per i tatuati, esistenti ancora oggi, come ad esempio l'accesso a strutture pubbliche come bagni e piscine, a prescindere se si sia affiliati a un gruppo Yakuza o meno. Il tatuaggio è considerato quindi una grande prova di coraggio. | |||
=== Rituali === | |||
==== ''Sakazuki'': Il rito di affiliazione ==== | |||
Il rito di affiliazione tipico dei gruppi ''yakuza'' è il rituale del ''sakazuki'' (letteralmente "scambio di sakè"), che consiste nella stipulazione di un patto padre-figlio (''oyako sakazuki'') di fronte a un altare scintoista, alle cui spalle sono posizionati degli stendardi con i nomi delle divinità del sole ''Amaterasu'' e del dio patrono dei guerrieri ''Hachiman''. In un clima di silenzio assoluto, l'''oyabun'' si siede di fronte gli aspiranti adepti, mentre gli ''azukarinin'' (servitori di livello inferiore del gruppo) preparano il ''sakè'', mischiato con il sale. | |||
I partecipanti alla cerimonia ne bevono un po' ciascuno, per poi scambiarsi le tazze: a questo punto ciascun nuovo ''kobun'' dichiara la propria fedeltà alla nuova famiglia, ricevendo una spilla con l'emblema della ''ikka'', oltre a un documento nel quale si elencano i membri del gruppo, il nome della famiglia appartenente, la struttura dei gruppi interni, la posizione di ognuna e infine il nome del nuovo membro. | |||
La nuova famiglia ha la precedenza assoluta su quella reale, che entrerà sotto la protezione di quella fittizia. | |||
Il rituale non è utilizzato solamente per formalizzare le nuove affiliazioni, ma anche per le promozioni nella scala gerarchica dell'organizzazione. | |||
==== il ''demukai'' ==== | |||
Questo rituale è il più importante di tutti perché esalta il concetti di ''giri'' e consiste nella confessione di un atto criminale al posto di un superiore. Questa azione è considerata una grande prova di coraggio ed ricompensata con la promozione nella gerarchia dell'organizzazione all'uscita dal carcere e con una somma di denaro. | |||
La cerimonia è pubblica ed è volta a sfidare lo Stato nella riabilitazione del detenuto. I membri della ''ikka'' e delle organizzazioni amiche partono dai propri quartier generali in macchine lussuose (Cadillac, Mercedes etc.), per arrivare nel luogo dove avverrà la liberazione del detenuto. | |||
L'ordine di arrivo delle auto e la posizione occupato al loro interno segue la gerarchia del gruppo: una volta scambiati i saluti tra i membri delle varie filiali e dei gruppi alleati, tutti si dispongono ordinatamente di fronte alle mura del carcere, formando ciascun gruppo una piramide che ricalca la struttura interna del gruppo. | |||
L'''oyabun'' e il suo vice entrano nel carcere e accolgono l'ex-detenuto, ringraziandolo, per poi portarlo fuori, dove riceverà diversi doni da parte degli altri affiliati. | |||
==== ''Yubitsume'', il rituale del dito mozzato ==== | ==== ''Yubitsume'', il rituale del dito mozzato ==== | ||
Un altro rituale è lo ''yubitsume'', cioè il rituale del dito mozzato, che può assumere una valenza positiva (iki yubi, dito vivente) e una negativa (shinu yubi, dito morto): il primo è mostrato in segno di sacrificio per risolvere un problema o conflitto di cui si è responsabili, ed è simbolo di sincera fedeltà dell'affiliato all'organizzazione; nel secondo caso, viene praticato in maniera preventiva dall'affiliato per evitare una punizione più pesante per un suo sgarro (anche se solitamente molti preferiscono pagare una multa, piuttosto che perdere un dito). | |||
=== I gruppi Yakuza === | === I gruppi Yakuza === | ||
==== La ''Yamaguchi-gumi''==== | ==== La ''Yamaguchi-gumi''==== | ||
La sesta generazione della ''Yamaguchi-gumi'' è l'organizzazione ''yakuza'' più grande e violenta del Giappone, con ramificazioni in diversi paesi asiatici, in Australia e anche negli USA. Le stime ufficiali riportano che il numero dei membri ammonta a 20.400, mentre quello degli associati a 18.600, per un totale di 39mila persone, anche se il cuore pulsante dell'organizzazione (quello vincolato dal rito del ''sakazuki'') non dovrebbe superare il centinaio. | |||
La ''Yamaguchi-gumi'' fu fondata a Kobe nel 1915 da ''Harukichi Yamaguchi'' e all'inizio non poteva contare che su una dozzina di membri. Fino all'elezione del suo terzo ''kumi-cho'', '''Kazuo Taoka''', passato alla storia come il "capo dei capi" della Yakuza, mantenne un basso profilo locale. | |||
Nel 1946, infatti, Taoka impose una rivoluzione strutturale nelle yakuza giapponesi: l'attività illegale sarebbe dovuta essere associata ad attività legali di facciata. Inoltre, iniziò una politica espansionistica violenta che fagocitò tutti i gruppi minori locali, portando la 'Yamaguchi-gumi'' in ogni angolo del Giappone. | |||
Con la morte per infarto di Taoka nel 1981, la 'Yamaguchi-gumi'' visse un periodo di forti conflitti interni tra i vari sotto-gruppi, con un periodo di violenza prolungata che costrinse anche le forze di polizia a intervenire. Alla fine il conflitto si placò nel 1989, quando venne eletto come ''oyabun'' ''Yoshinori Watanabe''. | |||
Attualmente la sesta generazione è guidata da Shinobu Tsukasa. | |||
==== ''Shitei-boryokudan'' ==== | ==== ''Shitei-boryokudan'' ==== | ||
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== Rapporti con la Politica == | == Rapporti con la Politica == | ||
Nel secondo dopoguerra, i rapporti tra i partiti politici, soprattutto quelli di destra, e le yakuza furono molto stretti e addirittura improntati alla reciprocità, con casi estremi in cui era impossibile distinguere tra l'autorità pubblica e gli appartenenti ai gruppi criminali. | |||
Dal [[1954]], tuttavia, la situazione andò normalizzandosi, riportando ad una separazione netta tra le due realtà, benché la politica trovasse ancora molto utile coltivare i rapporti con i boss, accolti come ospiti d'onore a feste private e destinatari di omaggi floreali alle cerimonie di successione, ai matrimoni e ai funerali. | |||
A partire dalla fine degli anni '70, però, il clima di violenza e gli scandali di corruzione resero politicamente poco strategici rapporti così plateali di benevolenza nei confronti dei gruppi yakuza, con i quali si usò maggior discrezione, che contraddistingue anche oggi i rapporti tra i due soggetti. | |||
La legge ''Botaiho'' sembrava aver scritto il capitolo finale di questa collaborazione, tanto che l'anno successivo alla sua approvazione l'uomo politico più potente del Giappone, ''Shin Kanemaru'', fu arrestato a seguito di finanziamenti illeciti ricevuti da un'impresa di trasporti, la ''Sagawa Kiubin'', nota per i suoi stretti rapporti con i gruppi Yakuza. | |||
In realtà i rapporti informali tra politica e gruppi criminali continuano tutt'ora, anche per via della legittimazione legale di cui gode la Yakuza. | |||
== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||