Roberto Antiochia: differenze tra le versioni

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Roberto seppe dell’omicidio di Montana mentre era a Roma, al mare con la fidanzata. Prese il primo aereo e andò a rendere omaggio al commissario. Dopo l’omicidio, non volle tornare subito a Roma, e usò i giorni di permesso per fare da scorta a Cassarà, restando a dormire nel monolocale di un collega.
Roberto seppe dell’omicidio di Montana mentre era a Roma, al mare con la fidanzata. Prese il primo aereo e andò a rendere omaggio al commissario. Dopo l’omicidio, non volle tornare subito a Roma, e usò i giorni di permesso per fare da scorta a Cassarà, restando a dormire nel monolocale di un collega.


=== Omicidio ===
== Omicidio ==
Rimase ucciso dall'esecuzione mafiosa il 6 agosto 1985. Mentre con l’Alfetta blindata Antiochia e Natale Mondo stavano accompagnando a casa Cassarà, in via Croce Rossa 81, alle ore 15.20 duecento proiettili di kalashnikov furono sparati da un gruppo di circa 9 uomini, appostati su di un palazzo di fronte a quello dove abitava il vicecapo della Squadra Mobile.
Rimase ucciso dall'esecuzione mafiosa il 6 agosto 1985. Mentre con l’Alfetta blindata Antiochia e Natale Mondo stavano accompagnando a casa Cassarà, in via Croce Rossa 81, alle ore 15.20 duecento proiettili di kalashnikov furono sparati da un gruppo di circa 9 uomini, appostati su di un palazzo di fronte a quello dove abitava il vicecapo della Squadra Mobile.
I killer avevano lì un appartamento affittato da tempo dove tenevano le armi, segno che l’omicidio era stato meditato a lungo.
I killer avevano lì un appartamento affittato da tempo dove tenevano le armi, segno che l’omicidio era stato meditato a lungo.
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La madre di Roberto, Saveria (che, in seguito, diverrà famosa e determinante nella storia dell’antimafia), voleva rifiutare i funerali di Stato, ma i poliziotti della Squadra Mobile insistettero per restare a Palermo. Ai funerali di Roberto e di Ninni Cassarà ci fu una ribellione della gente e dei poliziotti stessi contro l'ultimo massacro di servitori dello stato.
La madre di Roberto, Saveria (che, in seguito, diverrà famosa e determinante nella storia dell’antimafia), voleva rifiutare i funerali di Stato, ma i poliziotti della Squadra Mobile insistettero per restare a Palermo. Ai funerali di Roberto e di Ninni Cassarà ci fu una ribellione della gente e dei poliziotti stessi contro l'ultimo massacro di servitori dello stato.


=== Memoria ===
== Memoria ==
Per onorarne la memoria, nel 1998 la Scuola di Polizia Giudiziaria di Pescara è stata intitolata al suo nome, come anche la via della Questura di Terni[http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/sicurezza/app_notizia_16881.html] , ed il suo nome è ricordato dall'Associazione "Libera, Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie" nell'annuale Giornata della Memoria e dell'Impegno [http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/87]
Per onorarne la memoria, nel 1998 la Scuola di Polizia Giudiziaria di Pescara è stata intitolata al suo nome, come anche la via della Questura di Terni[http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/sicurezza/app_notizia_16881.html] , ed il suo nome è ricordato dall'Associazione "Libera, Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie" nell'annuale Giornata della Memoria e dell'Impegno [http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/87]


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"Agente della Polizia di Stato, in servizio a Roma, mentre era in ferie, spontaneamente partecipava in Palermo alle delicate e difficili indagini sull'omicidio di un funzionario di polizia, con il quale aveva in passato collaborato, consapevole del pericolo cui si esponeva nella lotta contro la feroce organizzazione mafiosa. Nel corso di un servizio di scorta, rimaneva vittima di proditorio agguato ad opera di spietati assassini. Esempio di attaccamento al dovere spinto all'estremo sacrificio della vita. Palermo, 6 agosto 1985."[http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=3961]
"Agente della Polizia di Stato, in servizio a Roma, mentre era in ferie, spontaneamente partecipava in Palermo alle delicate e difficili indagini sull'omicidio di un funzionario di polizia, con il quale aveva in passato collaborato, consapevole del pericolo cui si esponeva nella lotta contro la feroce organizzazione mafiosa. Nel corso di un servizio di scorta, rimaneva vittima di proditorio agguato ad opera di spietati assassini. Esempio di attaccamento al dovere spinto all'estremo sacrificio della vita. Palermo, 6 agosto 1985."[http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=3961]


=== Bibliografia ===
== Bibliografia ==


Nando Dalla Chiesa, ''Le Ribelli'', Melampo, 2006
Nando Dalla Chiesa, ''Le Ribelli'', Melampo, 2006