Operazione Grillo Parlante 2: differenze tra le versioni
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== Operazione Grillo Parlante 2 == | == Operazione Grillo Parlante 2 == | ||
L’operazione Grillo Parlante 2, è un’inchiesta della Dda di Milano che riguarda “l’infiltrazione mafiosa nel tessuto economico-imprenditoriale Lombardo”, le cui indagini vennero condotte dai Carabinieri del comando provinciale di Milano durante i primi mesi del 2013. | == Antefatti == | ||
'''L’operazione Grillo Parlante 2''', è un’inchiesta della Dda di Milano che riguarda “l’infiltrazione mafiosa nel tessuto economico-imprenditoriale Lombardo”, le cui indagini vennero condotte dai Carabinieri del comando provinciale di Milano durante i primi mesi del 2013. | |||
L’operazione scattata il 18 Dicembre 2013, portò a 8 misure di custodia cautelare, di arresti domiciliari e di obbligo di firma principalmente per estorsione aggravata dal metodo mafioso in concorso. L’inchiesta ha preso il via dal correlato filone investigativo riguardante l’operazione [[Operazione Grillo Parlante|Grillo Parlante]] terminato nell’Ottobre 2012 quando furono arrestati 23 soggetti legati al clan Mancuso – Di Grillo. | L’operazione scattata il 18 Dicembre 2013, portò a 8 misure di custodia cautelare, di arresti domiciliari e di obbligo di firma principalmente per estorsione aggravata dal metodo mafioso in concorso. L’inchiesta ha preso il via dal correlato filone investigativo riguardante l’operazione [[Operazione Grillo Parlante|Grillo Parlante]] terminato nell’Ottobre 2012 quando furono arrestati 23 soggetti legati al clan Mancuso – Di Grillo. | ||
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Il cuore dell’indagine riguarda cinque episodi contestati dagli inquirenti che evidenzierebbero il pervasivo legame tra gli imprenditori lombardi e le cosche calabresi. Dall’indagine emerge la consuetudine degli imprenditori di avvalersi del potere delle intimidazioni portate dagli affiliati nei confronti dei loro debitori al fine di risolvere le insolvenze. | Il cuore dell’indagine riguarda cinque episodi contestati dagli inquirenti che evidenzierebbero il pervasivo legame tra gli imprenditori lombardi e le cosche calabresi. Dall’indagine emerge la consuetudine degli imprenditori di avvalersi del potere delle intimidazioni portate dagli affiliati nei confronti dei loro debitori al fine di risolvere le insolvenze. | ||
La procedura sarebbe piuttosto semplice: l’imprenditore, trovatosi di fronte a un debitore insolvente, anziché impegnarsi in una causa civile si rivolgeva a un esponente del clan della cosca Mancuso di Limbadi il quale a sua volta attuava pressioni nei confronti del debitore. Il debitore, intimorito dalla leva esercitata dal vincolo associativo di origine mafiosa del clan Mancuso, pagava il proprio debito. Solitamente la metà dell’importo finiva nelle tasche del clan come commissione, l’altra metà andava al creditore. | La procedura sarebbe piuttosto semplice: l’imprenditore, trovatosi di fronte a un debitore insolvente, anziché impegnarsi in una causa civile si rivolgeva a un esponente del clan della cosca Mancuso di Limbadi il quale a sua volta attuava pressioni nei confronti del debitore. Il debitore, intimorito dalla leva esercitata dal vincolo associativo di origine mafiosa del clan Mancuso, pagava il proprio debito. Solitamente la metà dell’importo finiva nelle tasche del clan come commissione, l’altra metà andava al creditore. | ||
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