Pippo Fava: differenze tra le versioni

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=== Direttore de Il Giornale del Sud ===
=== Direttore de Il Giornale del Sud ===
Nel 1980 gli venne offerto il posto di caporedattore di un nuovo giornale catanese che si prefiggeva di mettersi in concorrenza con ''La Sicilia'' di Ciancio: ''Il Giornale del Sud''. Fava accettò l'incarico, tornando a Catania: mise insieme una redazione composta per lo più da ventenni, molti alle prime armi; questi giovani furono i primi a parlare di mafia a Catania, sia nei confronti delle famiglie presenti sul territorio (in particolare la più potente, quella sei Santapaola), sia approfondendo i rapporti di Cosa Nostra col mondo degli affari, dell'imprenditoria e della politica. Ma i contrasti con gli editori, per gli interessi economici e sopratutto politici dietro Il Giornale del Sud, non tardarono a predominare: addirittura il cavaliere Graci incaricò il proprio avvocato di svolgere un lavoro di controllo e censura di tutti gli articoli prima della pubblicazione.
Nel 1980 gli venne offerto il posto di Direttore di un nuovo giornale catanese che si prefiggeva di mettersi in concorrenza con ''La Sicilia'' di Ciancio: ''Il Giornale del Sud''. Fava accettò l'incarico, tornando a Catania: mise insieme una redazione composta per lo più da ventenni, molti alle prime armi; questi giovani furono i primi a parlare di mafia a Catania, sia nei confronti delle famiglie presenti sul territorio (in particolare la più potente, quella sei Santapaola), sia approfondendo i rapporti di Cosa Nostra col mondo degli affari, dell'imprenditoria e della politica. Ma i contrasti con gli editori, per gli interessi economici e sopratutto politici dietro Il Giornale del Sud, non tardarono a predominare: addirittura il cavaliere Graci incaricò il proprio avvocato di svolgere un lavoro di controllo e censura di tutti gli articoli prima della pubblicazione.


La notte tra il 18 e 19 gennaio 1981 la redazione subì un attentato: una bomba carta venne posta all'entrata secondaria del giornale, l'unico giorno in cui la redazione non era aperta. Chiaro segnale intimidatorio i cui autori le successive indagini individuarono negli stessi editori del giornale.
La notte tra il 18 e 19 gennaio 1981 la redazione subì un attentato: una bomba carta venne posta all'entrata secondaria del giornale, l'unico giorno in cui la redazione non era aperta. Chiaro segnale intimidatorio i cui autori le successive indagini individuarono negli stessi editori del giornale.