Carlo Alberto dalla Chiesa: differenze tra le versioni
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La figlia Rita dalla Chiesa pretese che le corone di fiori inviate da Mario D'Acquisto, Presidente della Regione Siciliana (che a suo tempo polemizzò con il prefetto), fossero tolte. Volle che sul feretro del Generale fossero deposti solo il tricolore, la sciabola e il berretto. | La figlia Rita dalla Chiesa pretese che le corone di fiori inviate da Mario D'Acquisto, Presidente della Regione Siciliana (che a suo tempo polemizzò con il prefetto), fossero tolte. Volle che sul feretro del Generale fossero deposti solo il tricolore, la sciabola e il berretto. | ||
[[File:Sandro Pertini.jpg|miniatura|I funerali di Palermo. In prima fila: il Presidente della Repubblica Sandro Pertini e Giovanni Spadolini, Presidente del Consiglio.]] | |||
L'omelia del Cardinale Pappalardo fu, a detta del figlio [[Nando dalla Chiesa|Nando dalla Chiesa]] "una frustata per tutti": ''«Si sta sviluppando - e ne siamo tutti costernati spettatori - una catena di violenza e di vendette tanto più impressionanti perchè, mentre così lente ed incerte appaiono le mosse e le indecisioni di chi deve provvedere alla sicurezza e al bene di tutti, siano privati cittadini che funzionari dello Stato medesimo, quanto mai decisive invece, tempestive e scattanti sono le azioni di chi ha mente, volontà e braccio pronti a colpire. Sovviene e si può applicare una nota frase della letteratura latina, di Sallustio mi pare, nel De bello jugurtino: "Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur"; mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di sagunto viene espugnata dai nemici!. Povera la nostra Palermo! Come difenderla?»'' | L'omelia del Cardinale Pappalardo fu, a detta del figlio [[Nando dalla Chiesa|Nando dalla Chiesa]] "una frustata per tutti": ''«Si sta sviluppando - e ne siamo tutti costernati spettatori - una catena di violenza e di vendette tanto più impressionanti perchè, mentre così lente ed incerte appaiono le mosse e le indecisioni di chi deve provvedere alla sicurezza e al bene di tutti, siano privati cittadini che funzionari dello Stato medesimo, quanto mai decisive invece, tempestive e scattanti sono le azioni di chi ha mente, volontà e braccio pronti a colpire. Sovviene e si può applicare una nota frase della letteratura latina, di Sallustio mi pare, nel De bello jugurtino: "Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur"; mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di sagunto viene espugnata dai nemici!. Povera la nostra Palermo! Come difenderla?»'' | ||