Vittorio Grevi

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Vittorio Grevi (Pavia, 2 settembre 1942 - Pavia, 4 dicembre 2010) è stato un giurista ed editorialista italiano, ordinario di procedura penale all'Università di Pavia.

Vittorio Grevi
Vittorio Grevi

Biografia

Figlio di Gino, allenatore della squadra italiana femminile di ginnastica artistica vincitrice della medaglia d'argento alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928, Vittorio Grevi conseguì la maturità classica presso il Liceo Ugo Foscolo di Pavia, per poi diventare convittore del Collegio Ghislieri una volta iscrittosi a Giurisprudenza presso l'Università di Pavia.

Laureatosi nel 1965, divenne prima assistente in Procedura Penale, poi professore incaricato. Nel 1971, ad appena 29 anni, divenne professore ordinario presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Macerata, dove ebbe una breve parentesi di insegnamento, per poi ottenere nel 1974 definitivamente la cattedra di ordinario di Procedura Penale nella Facoltà di Giurisprudenza dove si era laureato[1].

Giurista e consulente, ma non avvocato

Fu nominato membro, a più riprese tra il 1974 e il 1998, delle commissioni governative di riforma del processo penale: tra di esse vi fu quella presieduta da Giandomenico Pisapia, dai cui lavori nacque nel 1989 il nuovo Codice di procedura penale italiano che sancì la transizione del processo penale italiano dal sistema inquisitorio a quello accusatorio. Nel 1978 venne chiamato a collaborare con il Viminale in qualità di consigliere giuridico dall'allora Ministro dell'interno Virginio Rognoni, subentrato a Francesco Cossiga dopo l'omicidio di Aldo Moro.

Personalità di grande austerità e rigore professionale, sin dall'inizio del suo percorso di studioso decise di non esercitare la professione di avvocato, pur essendo iscritto all'Albo, al fine di tutelare il proprio ruolo di accademico e non compromettere la propria onestà di analisi e giudizio scientifico: tale posizione fu da lui mantenuta e difesa anche dopo aver raggiunto la grandissima autorevolezza di giurista che lo accompagnava, nonostante i grandi vantaggi materiali che dall'esercizio della professione forense gli sarebbero derivati.

Editorialista

La ferma onestà intellettuale e l'autorevole rigore metodologico che lo caratterizzavano trovarono fedele rappresentazione tanto nelle analisi che gli venivano sollecitate nel corso di programmi televisivi di approfondimento politico, ove veniva interpellato in veste di esperto di Procedura Penale, quanto e soprattutto nella sua copiosa attività di editorialista in tema di giustizia penale, attività che da oltre vent'anni trovava forma in pubblicazioni di frequentissima cadenza sul Corriere della Sera e - in precedenza - su Il Sole-24 Ore e Il Giorno.

Inviso al potere

Le sue prese di posizione, aventi come unico riferimento i princìpi della Costituzione, lo resero poco gradito al potere politico: venne quindi bocciato come vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura o come giudice della Corte Costituzionale, ruoli per i quali venne più volte proposto.

Lo strisciante ostracismo dimostrato nei suoi riguardi, spesso senza alcuna distinzione di segno o colore politico, indusse diversi commentatori e intellettuali a dure reazioni di sdegno, ingenerando aspre polemiche che sono proseguite anche dopo la sua morte.[2]

L'impegno come giurista

Promotore e socio fondatore dell'Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale, ne rivestì anche la carica di segretario dal 1985 al 1997. Al momento della sua morte era uno dei tre membri italiani della Fondation Internationale Pénale et Pénitentiaire. Fu componente della direzione delle riviste Cassazione penale e della Rivista italiana di diritto e procedura penale e direttore della collana "Giustizia penale oggi" (Zanichelli) e della collana "Procedura penale" (Giappichelli); insieme a Giovanni Conso è stato curatore per la CEDAM del Commentario breve al Codice di Procedura Penale, nonché di un importante manuale sulla Procedura Penale, il Compendio di Procedura Penale, la cui ultima edizione era stata licenziata appena due mesi prima della sua scomparsa.

Impegno civile e antimafia

Dal 2004 iniziò ad organizzare presso l'Università di Pavia la Rassegna "Mafie: Legalità e Istituzioni", oggi a lui dedicata.

Fu nominato nel 2010 socio onorario dell'associazione Libertà e Giustizia.

La morte

Grevi morì a Pavia il 4 dicembre 2010 a causa di una forma fulminante di leucemia. Parte dei suoi libri sono parte oggi della Bibilioteca di Giurisprudenza dell'Università di Pavia.

Attività scientifica

Ha pubblicato le seguenti monografie:

  • Imputato minorenne e impugnazione del genitore, Giuffrè, Milano, 1970;
  • Nemo tenetur se detegere. Interrogatorio dell'imputato e diritto al silenzio nel processo penale, Giuffrè, Milano, 1972;
  • Libertà personale dell'imputato e Costituzione, Giuffrè, Milano, 1976;
  • La nuova disciplina delle intercettazioni telefoniche, Giuffrè, Milano, 1979;
  • Le sommarie informazioni di polizia e la difesa dell'indiziato, Giuffrè, Milano, 1980;
  • la raccolta di studi Alla ricerca di un processo penale giusto, Giuffrè, Milano, 2000.

Ha curato e diretto, insieme ad altri autori, tra i quali G. Conso, G. Neppi Modona, G. Giostra e F. Della Casa:

  • Commentario breve al codice di procedura penale, Cedam, Padova, 1988;
  • Profili del nuovo codice di procedura penale, Cedam, Padova, quattro edizioni, 1991-1996;
  • Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, Vª ed. 2010.
  • Il nuovo codice di procedura penale dalle leggi delega ai decreti delegati, 9 voll., Cedam, Padova, 1990-1993.
  • Ordinamento penitenziario. Commento articolo per articolo, 2ª ed., Cedam, Padova, 2000.

Ha inoltre coordinato, scrivendone il saggio introduttivo, i seguenti volumi collettanei:

  • Il problema dell'autodifesa nel processo penale, Zanichelli, Bologna; 1977;
  • Diritti dei detenuti e trattamento penitenziario, Zanichelli, Bologna, 1981;
  • Alternative alla detenzione e riforma penitenziaria, Zanichelli, Bologna, 1982;
  • Tribunale della libertà e garanzie individuali, Zanichelli, Bologna, 1983;
  • La nuova disciplina della libertà personale nel processo penale, Cedam, Padova, 1985;
  • L'ordinamento penitenziario dopo la riforma, Cedam, Padova, 1988;
  • La libertà personale dell'imputato verso il nuovo processo penale, Cedam, Padova, 1989;
  • L'ordinamento penitenziario tra riforme ed emergenze, Cedam, Padova, 1994;
  • Processo penale e criminalità organizzata, Laterza, Bari, 1993;
  • Misure cautelari e diritto di difesa, Giuffrè, Milano, 1996.

Note

  1. L'addio a Vittorio Grevi, giurista sopra le parti, Corriere della Sera online, 5 dicembre 2010.
  2. Nando dalla Chiesa, "Chi ha paura di Vittorio Grevi?", Sito Web personale, 28 luglio 2010.

Bibliografia

  • Archivio Storico del Corriere della Sera
  • Università degli Studi di Pavia - In memoria di Vittorio Grevi