Michele Aiello: differenze tra le versioni

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== Biografia ==
[[File:Michele Aiello.jpg|300px|thumb|right|L'imprenditore Michele Aiello]]


=== La fortuna di Aiello ===
Michele Aiello (Palermo, [[2 settembre]] [[1953]]) è un ex imprenditore operante nel campo dell'edilizia e della sanità. È stato condannato a 15 anni e 6 mesi di carcere per il reato di associazione mafiosa nel [[Processo Talpe alla DDA]] insieme, tra gli altri, all'ex Presidente della Regione Siciliana [[Salvatore Cuffaro]] e ai marescialli [[Giuseppe Ciuro]] e [[Giorgio Riolo]]. Michele Aiello infatti si rivelò essere un '''imprenditore colluso con l'organizzazione Cosa nostra. Gli sono stati sequestrati dei beni per un valore di circa '''800 milioni di euro'''.
 
= Biografia =
 
== La fortuna di Aiello ==
 
=== L'imprenditore Aiello ===
Michele Aiello seguì fin dall´inizio le orme del padre, l’imprenditore edile Gaetano Aiello. Business principale delle sue società era la costruzione di strade di penetrazione agraria. Per più di vent’anni, infatti, gran parte delle stradelle che tagliavano i poderi delle campagne siciliane furono costruite dalle ditte di Aiello. Prima nella provincia di Palermo, poi – ampliando gli orizzonti – nella provincia di Trapani e poi via via presso località di tutta l’Isola. Agli inizi degli anni ’90, gli Aiello potevano vantare un giro di affari di qualche miliardo, con centinaia e centinaia di lavori realizzati da Trapani a Caltanissetta.  
Michele Aiello seguì fin dall´inizio le orme del padre, l’imprenditore edile Gaetano Aiello. Business principale delle sue società era la costruzione di strade di penetrazione agraria. Per più di vent’anni, infatti, gran parte delle stradelle che tagliavano i poderi delle campagne siciliane furono costruite dalle ditte di Aiello. Prima nella provincia di Palermo, poi – ampliando gli orizzonti – nella provincia di Trapani e poi via via presso località di tutta l’Isola. Agli inizi degli anni ’90, gli Aiello potevano vantare un giro di affari di qualche miliardo, con centinaia e centinaia di lavori realizzati da Trapani a Caltanissetta.  


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Con la famiglia Eucaliptus, però, i rapporti non si spezzano. Durante il periodo delle indagini, le telecamere nascoste degli investigatori registrano più volte la scena di Nicola Eucaliptus (nel frattempo in libertà vigilata ndr), e del figlio Salvatore, che varcano la soglia del Centro Diagnostica di Aiello.
Con la famiglia Eucaliptus, però, i rapporti non si spezzano. Durante il periodo delle indagini, le telecamere nascoste degli investigatori registrano più volte la scena di Nicola Eucaliptus (nel frattempo in libertà vigilata ndr), e del figlio Salvatore, che varcano la soglia del Centro Diagnostica di Aiello.


. L’otto febbraio 2003 – scrivono i PM - nell’Opel Corsa di Salvatore Eucaliptus viene registrata una conversazione dove si afferma “inequivocabilmente” che i mafiosi di Bagheria “devono usare la massima cautela nei contatti con l’Aiello, per salvaguardarne la posizione all’esterno”. Poco più di un mese dopo, l’11 marzo, nella stessa automobile, Eucaliptus jr trova la microspia e la distrugge. Fine delle intercettazioni. Arrestato nel giugno 2004, Salvatore Eucaliptus ammetterà di aver avuto l’informazione proprio da Aiello.
L’otto febbraio 2003 – scrivono i PM - nell’Opel Corsa di Salvatore Eucaliptus viene registrata una conversazione dove si afferma “inequivocabilmente” che i mafiosi di Bagheria ''“devono usare la massima cautela nei contatti con l’Aiello, per salvaguardarne la posizione all’esterno”''. Poco più di un mese dopo, l’11 marzo, nella stessa automobile, Eucaliptus jr trova la microspia e la distrugge. Fine delle intercettazioni. Arrestato nel giugno 2004, Salvatore Eucaliptus ammetterà di aver avuto l’informazione proprio da Aiello.


Mentre le cimici dei ROS registrano tutto, cioè tra il 2002 e il 2003, gli Eucaliptus parlano spesso di Aiello. Lo chiamano – sbrigativi - l’”ingegnere”, ma il tono è sempre e comunque rispettoso. Non sembra proprio che parlino di una semplice vittima dei loro ricatti. Ma c’è anche inquietudine, tra gli Eucaliptus, padre e figlio, perché sentono il fiato sul collo della Procura antimafia. Il 20 gennaio 2003 Salvatore Eucaliptus riferisce al padre che c’è un certo Giovanni, soprannominato “il pazzo” (attualmente non identificato), che ha un problema con Aiello. Il padre sbotta contro il figlio e conclude il discorso con un imperativo eloquente: “L’ingegnere problemi non deve averne”. Nello stesso giorno, poi, Nicola Eucaliptus raccomanda al figlio: “Noi altri meno ci andiamo nell’ingegnere e meglio è. Noi dall’ingegnere ci dobbiamo andare per le cose utili nostre. Punto e basta”. L’11 febbraio, ennesimo botta e risposta tra i due: (Legenda: NE: Nicola Eucaliptus, SE: Salvatore Eucaliptus).
Mentre le cimici dei ROS registrano tutto, cioè tra il 2002 e il 2003, gli Eucaliptus parlano spesso di Aiello. Lo chiamano – sbrigativi - l’”ingegnere”, ma il tono è sempre e comunque rispettoso. Non sembra proprio che parlino di una semplice vittima dei loro ricatti. Ma c’è anche inquietudine, tra gli Eucaliptus, padre e figlio, perché sentono il fiato sul collo della Procura antimafia. Il 20 gennaio 2003 Salvatore Eucaliptus riferisce al padre che c’è un certo Giovanni, soprannominato “il pazzo” (attualmente non identificato), che ha un problema con Aiello. Il padre sbotta contro il figlio e conclude il discorso con un imperativo eloquente: “L’ingegnere problemi non deve averne”. Nello stesso giorno, poi, Nicola Eucaliptus raccomanda al figlio: “Noi altri meno ci andiamo nell’ingegnere e meglio è. Noi dall’ingegnere ci dobbiamo andare per le cose utili nostre. Punto e basta”. L’11 febbraio, ennesimo botta e risposta tra i due:  


SE: ''Siccome questo ce l’aveva con me…c’era …OMISSIS… voleva parlare con l’ingegnere…ed io gli ho detto di no…''  
'''(Legenda: NE: Nicola Eucaliptus, SE: Salvatore Eucaliptus)'''


EN: ''No, no, l’ingegnere no…''  
'''SE''': ''Siccome questo ce l’aveva con me…c’era …OMISSIS… voleva parlare con l’ingegnere…ed io gli ho detto di no…''  


ES : ''…e io glielo avevo detto…''  
'''EN''': ''No, no, l’ingegnere no…''  


EN: ''L’ingegnere no…non dobbiamo andare a consumare l’ingegnere noi altri (…) Noi altri le persone le dobbiamo rovinare, se non li roviniamo, noi altri…piacere non ce ne sentiamo!''
'''ES''': ''…e io glielo avevo detto…''
 
'''EN''': ''L’ingegnere no…non dobbiamo andare a consumare l’ingegnere noi altri (…) Noi altri le persone le dobbiamo rovinare, se non li roviniamo, noi altri…piacere non ce ne sentiamo!''


==== L'affare dell'hotel Zabara ====
==== L'affare dell'hotel Zabara ====
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==== Le intercettazioni ====
==== Le intercettazioni ====
Ma, dalle intercettazioni emerge qualcosa di diverso. È stato veramente Carlo Castronovo ad “occuparsi” dell’edificio ex “Zabara”, ma in maniera piuttosto differente rispetto a quanto dichiarato da Aiello. Il 29 maggio 1999, quindi più di un anno e mezzo prima dell’acquisto, Carlo Castronovo discute della vendita della struttura con Salvatore Andolina, secondo i pm “soggetto vicino alla famiglia mafiosa di Bagheria”. Andolina si fa portavoce degli interessi di imprecisati “palermitani” che avevano messo gli occhi sull’ex hotel Zabara. Ma Castronovo tergiversa,
Ma, dalle intercettazioni emerge qualcosa di diverso. È stato veramente Carlo Castronovo ad “occuparsi” dell’edificio ex “Zabara”, ma in maniera piuttosto differente rispetto a quanto dichiarato da Aiello. Il 29 maggio 1999, quindi più di un anno e mezzo prima dell’acquisto, Carlo Castronovo discute della vendita della struttura con Salvatore Andolina, secondo i pm “soggetto vicino alla famiglia mafiosa di Bagheria”. Andolina si fa portavoce degli interessi di imprecisati “palermitani” che avevano messo gli occhi sull’ex hotel Zabara. Ma Castronovo tergiversa, prende tempo. “E noi che ci guadagniamo?”. Non abbastanza, evidentemente. E infatti nella vendita dell’immobile saranno privilegiati gli interessi bagheresi. Aiello comprerà lo “Zabara” e ci farà la clinica, e Pietro Lo Iacono potrà dire a Giuffrè: “Se hai bisogno di esami, tac o cose così, ti puoi servire da noi a Bagheria perché abbiamo a disposizione il centro diagnostica di Aiello”.
 
prende tempo. “E noi che ci guadagniamo?”. Non abbastanza, evidentemente. E infatti nella vendita dell’immobile saranno privilegiati gli interessi bagheresi. Aiello comprerà lo “Zabara” e ci farà la clinica, e Pietro Lo Iacono potrà dire a Giuffrè: “Se hai bisogno di esami, tac o cose così, ti puoi servire da noi a Bagheria perché abbiamo a disposizione il centro diagnostica di Aiello”.  


==== I pentiti ====
==== I pentiti ====
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==== Dai rimborsi alle convenzioni ====
==== Dai rimborsi alle convenzioni ====
L’inizio del 2002 riserva a Michele Aiello una spiacevole sorpresa. Succede quello che temeva da tempo e che – viste le sue fonti sempre bene informate – in parte prevedeva. Cambia la normativa regionale per il finanziamento alle cliniche private. Il regime di assistenza indiretta
L’inizio del 2002 riserva a Michele Aiello una spiacevole sorpresa. Succede quello che temeva da tempo e che – viste le sue fonti sempre bene informate – in parte prevedeva. Cambia la normativa regionale per il finanziamento alle cliniche private. Il regime di assistenza indiretta viene abolito per passare a quello, esclusivo, di assistenza diretta. Basta rimborsi a posteriori, dunque. Adesso si ragiona con gli accreditamenti, che avvengono a priori. Per ricevere finanziamenti pubblici, le cliniche private devono stipulare una convenzione con l’Ente regionale, che può erogare i finanziamenti solo se le terapie sono previste nel tariffario. Eppure Aiello, per tutto il 2002, riesce a ricevere fondi pubblici per cinque prestazioni sanitarie che non sono previste nel tariffario regionale, le quali, tra l’altro, essendo quelle più sofisticate, costituiscono una buona parte dei ricavi delle sue aziende. Questo avviene grazie alla firma di uno speciale protocollo di intesa tra la ASL 6 e “Villa Santa Teresa – Diagnostica per immagini srl”, e poi anche con la “ATM srl”. Oggetto dell’accordo: “Remunerazione extratariffaria per prestazioni di altissima specialità in regime di accreditamento provvisorio”. Praticamente, una “eccezione” fatta ad hoc per Michele Aiello.  
 
viene abolito per passare a quello, esclusivo, di assistenza diretta. Basta rimborsi a posteriori, dunque. Adesso si ragiona con gli accreditamenti, che avvengono a priori. Per ricevere finanziamenti pubblici, le cliniche private devono stipulare una convenzione con l’Ente regionale, che può erogare i finanziamenti solo se le terapie sono previste nel tariffario. Eppure Aiello, per tutto il 2002, riesce a ricevere fondi pubblici per cinque prestazioni sanitarie che non sono previste nel tariffario regionale, le quali, tra l’altro, essendo quelle più sofisticate, costituiscono una buona parte dei ricavi delle sue aziende. Questo avviene grazie alla firma di uno speciale protocollo di intesa tra la ASL 6 e “Villa Santa Teresa – Diagnostica per immagini srl”, e poi anche con la “ATM srl”. Oggetto dell’accordo: “Remunerazione extratariffaria per prestazioni di altissima specialità in regime di accreditamento provvisorio”. Praticamente, una “eccezione” fatta ad hoc per Michele Aiello.  


L’imprenditore naviga comunque in buone acque, anche dopo l’abolizione dell’amata assistenza indiretta, grazie soprattutto al direttore generale dell’ASL 6, Giancarlo Manenti, presentatogli da Antonio Borzacchelli mesi prima. Soltanto con il regime di assistenza diretta, quindi dai primi mesi del 2002, alle cliniche di Aiello vengono accreditate qualcosa come 100 milioni di euro. In altre parole, uno dei più grandi impegni di spesa per la più grande azienda sanitaria dell’Isola e per la Regione Sicilia nel suo complesso. Ma nel giugno 2003, succede qualcosa di inaspettato. Dopo più di un anno di generosi accreditamenti, il nuovo direttore generale dell’AUSL 6 Guido Catalano blocca improvvisamente i finanziamenti alle società di Aiello. C’è qualcosa che non va, e vuole vederci chiaro. Catalano era succeduto a Manenti nel febbraio 2002.
L’imprenditore naviga comunque in buone acque, anche dopo l’abolizione dell’amata assistenza indiretta, grazie soprattutto al direttore generale dell’ASL 6, Giancarlo Manenti, presentatogli da Antonio Borzacchelli mesi prima. Soltanto con il regime di assistenza diretta, quindi dai primi mesi del 2002, alle cliniche di Aiello vengono accreditate qualcosa come 100 milioni di euro. In altre parole, uno dei più grandi impegni di spesa per la più grande azienda sanitaria dell’Isola e per la Regione Sicilia nel suo complesso. Ma nel giugno 2003, succede qualcosa di inaspettato. Dopo più di un anno di generosi accreditamenti, il nuovo direttore generale dell’AUSL 6 Guido Catalano blocca improvvisamente i finanziamenti alle società di Aiello. C’è qualcosa che non va, e vuole vederci chiaro. Catalano era succeduto a Manenti nel febbraio 2002.
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A settembre 2003, Antonio Borzacchelli, vecchio “collaboratore” di Aiello e deputato regionale Udc, va a fargli visita per dimostrargli la propria solidarietà. Durante l’incontro, però, l’ex maresciallo lo mette al corrente anche di alcuni particolari non proprio secondari. “Le tue società – dice Borzacchelli – sono rimaste vittime di una specie di complotto targato Forza Italia”. Il direttore generale dell’AUSL Guido Catalano, l’assessore regionale alla Sanità Ettore Cittadini, insieme a numerosi personaggi politici vicini all’On. Gianfranco Miccichè, hanno infatti scelto di sostenere gli interessi dell’imprenditore Guido Filosto, proprietario della clinica “La Maddalena”. Tutto a danno degli interessi di Michele Aiello, imprenditore di area Udc.
A settembre 2003, Antonio Borzacchelli, vecchio “collaboratore” di Aiello e deputato regionale Udc, va a fargli visita per dimostrargli la propria solidarietà. Durante l’incontro, però, l’ex maresciallo lo mette al corrente anche di alcuni particolari non proprio secondari. “Le tue società – dice Borzacchelli – sono rimaste vittime di una specie di complotto targato Forza Italia”. Il direttore generale dell’AUSL Guido Catalano, l’assessore regionale alla Sanità Ettore Cittadini, insieme a numerosi personaggi politici vicini all’On. Gianfranco Miccichè, hanno infatti scelto di sostenere gli interessi dell’imprenditore Guido Filosto, proprietario della clinica “La Maddalena”. Tutto a danno degli interessi di Michele Aiello, imprenditore di area Udc.


In quel periodo si sta lavorando, infatti, presso l’assessorato alla Sanità, al tariffario sanitario definitivo, con i prezzi di tutte le prestazioni previste. Chiaro che gli interessi in gioco, a livello regionale, sono grossissimi. E lo scontro più forte sembra proprio quello tra Aiello e Filosto, e tra i
In quel periodo si sta lavorando, infatti, presso l’assessorato alla Sanità, al tariffario sanitario definitivo, con i prezzi di tutte le prestazioni previste. Chiaro che gli interessi in gioco, a livello regionale, sono grossissimi. E lo scontro più forte sembra proprio quello tra Aiello e Filosto, e tra i loro due sponsor Udc e Forza Italia. Il referente principale di Aiello è il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, che già da molti anni intrattiene rapporti “sia personali che politici” con l’imprenditore di Bagheria. Inoltre, la moglie di Cuffaro, Giacoma Chiarelli, è socia del “Laboratorio Ria diagnostica ormonale srl”, società di cui Aiello nel 2001 cambierà la ragione sociale in “Centro di medicina nucleare San Gaetano srl”.  
 
loro due sponsor Udc e Forza Italia. Il referente principale di Aiello è il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, che già da molti anni intrattiene rapporti “sia personali che politici” con l’imprenditore di Bagheria. Inoltre, la moglie di Cuffaro, Giacoma Chiarelli, è socia del “Laboratorio Ria diagnostica ormonale srl”, società di cui Aiello nel 2001 cambierà la ragione sociale in “Centro di medicina nucleare San Gaetano srl”.  


Ad occuparsi delle trattative per il tariffario per conto di Aiello è Roberto Rotondo, assistente dell’imprenditore, amministratore di una delle sue società e consigliere Udc al Comune di Bagheria. Rotondo incontra il presidente della Regione il 18 settembre 2003, ma c’è qualcosa che non va. La bozza di tariffario che gli presenta Cuffaro, infatti, è troppo sbilanciata verso gli interessi di Filosto. Chiaro che la “cordata” Forza Italia ha avuto il sopravvento. Poco dopo l’incontro, Rotondo chiama Aiello e gli racconta com’è andata. Cuffaro – dopo aver sentito le sue lamentele - gli ha dato una copia della bozza e gli ha detto: “Sistemala tu”. “Mi scrivi in rosso quello che si deve mettere, in verde quello che si deve levare”. Poi il presidente, evidentemente troppo impegnato, ha delegato l’affare al suo fedelissimo Nino Dina, deputato regionale Udc e membro della commissione sanità all’Ars. “Ti incontri con Nino – dice Cuffaro a Rotondo – gli spieghi un pochettino, tecnicamente com’è combinata, e facciamo per come si deve fare”. Alla fine dell’incontro, Cuffaro cominciò anche ad innervosirsi: “S´incazzò – racconta Rotondo ad Aiello - e ci riette tutti cuose a Nino… rice cca sta cuosa un po’ iessere accussì… Nino pensaci tu, l’amu a risuolbere…e mettiti raccordo cu iddu, sistematimi tutti chidda ca sa a sistimari…e passa per comu sa a fare…”. (Ha dato tutte cose a Nino... dice che questa cosa non può essere così... Nino pensaci tu... dobbiamo risolvere (la questione)... e mettiti d´accordo con lui, sistematemi tutto quello che si deve sistemare... e passa per come si deve fare). Intanto, il maresciallo Giuseppe Ciuro si avvale dei suoi buoni rapporti con numerosi giornalisti per sollecitare una campagna stampa favorevole a Villa Santa Teresa e agli interessi dell’imprenditore Aiello.  
Ad occuparsi delle trattative per il tariffario per conto di Aiello è Roberto Rotondo, assistente dell’imprenditore, amministratore di una delle sue società e consigliere Udc al Comune di Bagheria. Rotondo incontra il presidente della Regione il 18 settembre 2003, ma c’è qualcosa che non va. La bozza di tariffario che gli presenta Cuffaro, infatti, è troppo sbilanciata verso gli interessi di Filosto. Chiaro che la “cordata” Forza Italia ha avuto il sopravvento. Poco dopo l’incontro, Rotondo chiama Aiello e gli racconta com’è andata. Cuffaro – dopo aver sentito le sue lamentele - gli ha dato una copia della bozza e gli ha detto: “Sistemala tu”. “Mi scrivi in rosso quello che si deve mettere, in verde quello che si deve levare”. Poi il presidente, evidentemente troppo impegnato, ha delegato l’affare al suo fedelissimo Nino Dina, deputato regionale Udc e membro della commissione sanità all’Ars. “Ti incontri con Nino – dice Cuffaro a Rotondo – gli spieghi un pochettino, tecnicamente com’è combinata, e facciamo per come si deve fare”. Alla fine dell’incontro, Cuffaro cominciò anche ad innervosirsi: “S´incazzò – racconta Rotondo ad Aiello - e ci riette tutti cuose a Nino… rice cca sta cuosa un po’ iessere accussì… Nino pensaci tu, l’amu a risuolbere…e mettiti raccordo cu iddu, sistematimi tutti chidda ca sa a sistimari…e passa per comu sa a fare…”. (Ha dato tutte cose a Nino... dice che questa cosa non può essere così... Nino pensaci tu... dobbiamo risolvere (la questione)... e mettiti d´accordo con lui, sistematemi tutto quello che si deve sistemare... e passa per come si deve fare). Intanto, il maresciallo Giuseppe Ciuro si avvale dei suoi buoni rapporti con numerosi giornalisti per sollecitare una campagna stampa favorevole a Villa Santa Teresa e agli interessi dell’imprenditore Aiello.  
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Il 5 settembre 2003 Ciuro chiama Aiello:  
Il 5 settembre 2003 Ciuro chiama Aiello:  


CIURO: Quindi, l’hai letto il coso sul giornale?  
'''(Legenda: GC: Giuseppe Ciuro, MA: Michele Aiello)'''
 
'''GC''': Quindi, l’hai letto il coso sul giornale?  
 
'''MA''': Sì
 
'''GC''': E come ti è sembrato?
 
'''MA''': Ma buono è
 
'''GC''': Poi ho chiamato pure a cosa… come si chiama… a quel ragazzo di..
 
'''MA''': Di Repubblica? C
 
'''GC''': Si, di Repubblica
 
'''MA''': Eh
 
'''GC''': E mi ha detto che tra qualche giorno… dato che l’ha fatto il Giornale di Sicilia, se lo pubblichiamo noi – dice – il Giornale storce il muso. Facciamo passare qualche giorno, e noi ci andiamo con più “novizia” di particolari… così gli “arzigogolo” su che è un centro d’avanguardia… che è una cosa così…
 
'''MA''': Certo
 
'''GC''': I viaggi della speranza… queste cose qui….
 
'''MA''': Ho capito, ho capito… va bene
 
'''GC''': I DS hanno già preso posizione… hai visto?
 
'''MA''': Sì sì
 
'''GC''': Eh
 
'''MA''': E questo è importante…
 
'''GC''': E questo è mooolto importante (ride, ndr)
 
==== Sanità, l'atto finale: Cuffaro e Aiello da Bertini e il blitz “Talpe” ====
 
*''Per approfondire vedi anche la voce: [[Processo Talpe alla DDA]]''
 
Il 20 ottobre 2003, un mese dopo la consegna del tariffario “corretto”, Roberto Rotondo viene convocato dall’On. Cuffaro presso la sede della presidenza della Regione. Cuffaro è preoccupato, nervoso. Gli dice di “tranquillizzare Aiello per i problemi del tariffario”, ma non è di questo che vuole parlare.
 
Il presidente, infatti, nell’ultimo mese, ha ricevuto numerose informazioni da parte di persone bene informate. Rivelazione di segreti d’indagine, in altre parole. Ora comprende che il problema principale, per Michele Aiello, non è certo quello del tariffario. “Ho anche saputo – gli dice Cuffaro - che Giuseppe Ciuro ha problemi…è indagato…oltre a lui, c’ anche un certo…un maresciallo dei carabinieri…un certo Riolo, pure lui indagato”.


AIELLO:
Una decina di giorni dopo, il 31 ottobre, Totò Cuffaro decide che è ora di incontrare Michele Aiello di persona. Ma usando tutte le cautele. Nella mattinata, l’assistente di Aiello, Roberto Rotondo, viene contattato telefonicamente da un collaboratore di Cuffaro che lo invita a recarsi in presidenza. Giunto lì, Rotondo incontra quello stesso collaboratore, che gli riferisce che il presidente della Regione intende incontrare Aiello presso il negozio di abbigliamento “Bertini” di Bagheria, dove si reca di solito fare gli acquisti. L’appuntamento viene fissato per il pomeriggio. Nelle intercettazioni telefoniche dei collaboratori di Cuffaro viene più volte ripetuto che l’incontro dovrà avvenire “in incognito”. Per andare a Bagheria, il presidente della Regione, con un pretesto, si libera della scorta. Cosa strana, visto che in passato si era recato più volte presso quello stesso negozio, portandosi dietro – sempre e comunque - tutta la scorta. Un comportamento decisamente “anomalo”, quello di Cuffaro, come dichiara il suo segretario personale Vito Raso in sede di interrogatorio. Aiello lo aspetta nelle vicinanze del negozio di abbigliamenti. Gli viene raccomandato di non lasciare nessuna traccia esplicita dell’appuntamento, di non parlarne al telefono con nessuno. L’incontro avviene, e dura circa mezzora. Si parla di tante cose. Del tariffario, ma non solo. Poco dopo l’incontro, Aiello telefona a Carcione e gli riferisce: “Niente di eccezionale. Praticamente sanno quello che sappiamo noi. Né più né meno. Perché hanno un collegamento diretto con Roma. Dice: beh, apriteli gli occhi”. Aiello confesserà questi elementi anche davanti ai pm: “Praticamente ha detto che c’erano delle indagini in corso nei confronti di Ciuro e Riolo, notizie che ha ricevuto da Roma, ma non mi ha precisato dove”, e poi: “Durante quell’incontro sono state messe in evidenza le telefonate tra me, Ciuro e Riolo”. Cuffaro invece smentisce tutto. Secondo la sua versione, durante l’incontro dentro il negozio “Bertini”, si è parlato solo del tariffario. Riguardo il tariffario. Durante la telefonata a Carcione poco dopo l’incontro da “Bertini”, Aiello spiega la situazione: Cuffaro gli ha assicurato che le nuove tariffe saranno approvate “la settimana entrante”, e gli ha raccomandato di accettarle così come sono – almeno per il momento – perché “anche se vi sembrano un po’ basse…per tre mesi ve li dovete accettare per come sono”. Ma non c’è da temere: “Fra tre mesi li cambiamo – ha detto Cuffaro – facciamo un aggiornamento”.


CIURO: E come ti è sembrato?
Ma “la settimana entrante”, per Aiello e i suoi, sarà la più brutta della loro vita. All’alba del 5 novembre 2003, appena cinque giorni dopo l’incontro da “Bertini” con Cuffaro, Michele Aiello verrà arrestato. Insieme a lui, finiranno in manette anche Ciuro e Riolo.


AIELLO: Ma buono è
== Bibliografia ==
*Dossier "Talpe alla DDA" a cura di www.90011.it, di Nino Fricano. Vedi i seguenti articoli:


CIURO: Poi ho chiamato pure a cosa… come si chiama… a quel ragazzo di..  
Articolo 1[http://web.archive.org/web/20101201143204/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3740&tags=speciale-talpe-prima-puntata-anno-2003-bagheria-intercettata]
2[http://web.archive.org/web/20101220042718/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3749&tags=speciale-talpe-seconda-puntata-michele-aiello-e-le-sue-talpe]
3[http://web.archive.org/web/20101220041519/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3781&tags=speciale-talpe-quarta-puntata-il-fiato-sul-collo-della-procura-antimafia]
4[http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3802&tags=speciale-talpe-quinta-puntata-Onofrio-Monreale-e-il-secchio-quella-strana-coincidenza]
5[http://web.archive.org/web/20101201121223/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3823&tags=speciale-talpe-sesta-puntata-quanto-il-maresciallo-catturo-il-boss-rinella-e-stranamente-non-disse-nulla-ad-Aiello]
6[http://web.archive.org/web/20101220041837/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3834&tags=speciale-talpe-settima-puntata-la-confessione-di-riolo-io-attratto-da%20giochi-di-potere-denaro-e-malaffare]
7[http://web.archive.org/web/20100817133600/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3865&tags=speciale-talpe-ottaca-puntata-stradell-e-cantieri-le-origini-della-fortuna-di-michele-aiello]
8[http://web.archive.org/web/20101201212454/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3919&tags=speciale-talpe-nona-puntata-stradelle-e-cantieri-le-origini-della-fortuna-di-michele-aiello-parte-seconda]
9[http://web.archive.org/web/20101201115911/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3930&tags=i-rapporti-ambigui-tra-l-ingegnere-%20e-quelli-di-Bagheria]
10[http://web.archive.org/web/20101201095036/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3977&tags=tanti-parenti-eccellenti-nel-libro-paga-del-gruppo-Aiello]
11[http://web.archive.org/web/20101201131706/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4091&tags=speciale-talpe-alla-dda-business-e-politica-Aiello-scopre-la-sanita-1]
12[http://web.archive.org/web/20101201115622/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4136&tags=speciale-talpe-alla-dda-business-e-politica-Aiello-scopre-la-sanita-2]
13[http://web.archive.org/web/20101201094505/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4258&tags=speciale-talpe-alla-dda-dal-sistema-dei-rimborsi-alle-convenzioni-con-ausl-ecco-le-eccezioni-alla-legge-per-le-cliniche-di-Aiello]
14[http://web.archive.org/web/20101201155949/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4433&tags=speciale-talpe-dda-15]
15[http://web.archive.org/web/20101201183635/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4443&tags=speciale-talpe-alla-dda-ultima-puntata-incontro-aiello-cuffaro-bertini-bagheria]


AIELLO: Di Repubblica? C
*Francesco La Licata su La Stampa: ''Il paradosso di Totò condannato e felice: "Ora posso restare"'' [http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29392girata.asp]


IURO: Si, di Repubblica
*Su Antimafia duemila ''“Borzacchelli, un carabiniere coperto dai Servizi”''[http://www.antimafiaduemila.com/2011110334459/articoli-vari/borzacchelli-un-carabiniere-coperto-dai-servizi-lo-sfogo-di-sebastiano-juculano.html]


AIELLO: Eh
*Su Repubblica.it: ''Cuffaro si è dimesso da Governatore. "E' una decisione irrevocabile"''[http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/cuffaro-processo/dimesso-cuffaro/dimesso-cuffaro.html ]


CIURO: E mi ha detto che tra qualche giorno… dato che l’ha fatto il Giornale di Sicilia, se lo pubblichiamo noi – dice – il Giornale storce il muso. Facciamo passare qualche giorno, e noi ci andiamo con più “novizia” di particolari… così gli “arzigogolo” su che è un centro d’avanguardia… che è una cosa così…
[[Categoria:Imprenditori]] [[Categoria:Collusi]]