Barbaro ('ndrina): differenze tra le versioni
m Leadermassimo ha spostato la pagina Barbaro (famiglia) a Barbaro ('ndrina) senza lasciare redirect |
|||
| (15 versioni intermedie di 3 utenti non mostrate) | |||
| Riga 1: | Riga 1: | ||
<center>''Se San Luca rappresenta il cuore della ‘ndrangheta, Plati è la sua mente.'' </center> | |||
<center>('''Nicola Gratteri'''<ref>Gratteri N. - Nicaso A., [[Fratelli di sangue]], Milano, Mondadori, 2009</ref>)</center> | |||
Nel cuore dell’Aspromonte reggino sorge Platì, un paese di 3.700 abitanti. Il casato egemone del territorio è quello dei '''Barbaro''', gli altri clan presenti a Platì sono gli '''Agresta''', i '''Catanzariti''', i '''Marando''', i '''Molluso''', i '''Musitano''', i '''Papalia''', i '''Perre''', i '''Romeo''', i '''Sergi''', i '''Trimboli''', i '''Violi''' e gli '''Zappia'''. I Barbaro iniziarono a realizzare i loro primi grandi introiti negli anni ’70 attraverso i sequestri di persona, in seguito reinvestiti nel più redditizio traffico di droga. Avvalendosi dei legami di sangue e delle alleanze con le altre potentissime famiglie originarie di Platì e San Luca, questa cosca risulta essere una delle più potenti compagini della mafia calabrese. Le principali attività del gruppo sono rivolte al narcotraffico, all’infiltrazione nei lavori pubblici e al movimento terra. I Barbaro sono presenti anche nel Nord-Italia (Lombardia e Piemonte), in Australia, in Europa (Spagna e Germania) e in Sud America (Colombia, Bolivia e Venezuela). | |||
== La dinastia == | == La dinastia == | ||
| Riga 18: | Riga 24: | ||
=== Barbaro 'Castanu' === | === Barbaro 'Castanu' === | ||
I Barbaro ‘Castanu’ sono la ‘ndrina più ricca e potente di Platì. '''Il patriarca della cosca è Francesco Barbaro detto ‘Ciccio 'castanu’'''. Questo boss è stato uno dei principali esponenti della strategia dei sequestri di persona, non a caso fu anche soprannominato ‘Il re dei sequestri’. Venne arrestato nel 1989 dopo 9 anni di latitanza e in seguito, '''le redini del clan passarono al figlio Giuseppe Barbaro, soprannominato ‘Peppe Canarinu ‘u Sparitu’''', perché fu latitante per 14 anni. Venne catturato il 10 dicembre 2001. Nel 1998 Giuseppe Barbaro pare che condusse una presunta trattativa per la risoluzione del sequestro ai danni di Alessandra Sgarella, come riporta la Commissione Parlamentare a riguardo: ''‘’ Sconcertante notizia che il deus ex machina di tale trattativa segreta dello Stato sia stato un super latitante della 'ndrangheta il boss di Platì Giuseppe Barbaro - detto 'u canarinu – […], in cambio della collaborazione per la soluzione del sequestro Sgarella avrebbe ottenuto favori alla propria latitanza ed alleggerimento del regime di cui all'articolo 41-bis per i propri familiari attualmente detenuti ‘’'' <ref> Camera dei Deputati, Seduta n.406 del 17/9/1998, [http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed406/aurg04.htm] </ref>. | I Barbaro ‘Castanu’ sono la ‘ndrina più ricca e potente di Platì. '''Il patriarca della cosca è [[Francesco Barbaro]] detto ‘Ciccio 'castanu’'''. Questo boss è stato uno dei principali esponenti della strategia dei sequestri di persona, non a caso fu anche soprannominato ‘Il re dei sequestri’. Venne arrestato nel 1989 dopo 9 anni di latitanza e in seguito, '''le redini del clan passarono al figlio Giuseppe Barbaro, soprannominato ‘Peppe Canarinu ‘u Sparitu’''', perché fu latitante per 14 anni. Venne catturato il 10 dicembre 2001. Nel 1998 Giuseppe Barbaro pare che condusse una presunta trattativa per la risoluzione del sequestro ai danni di Alessandra Sgarella, come riporta la Commissione Parlamentare a riguardo: ''‘’ Sconcertante notizia che il deus ex machina di tale trattativa segreta dello Stato sia stato un super latitante della 'ndrangheta il boss di Platì Giuseppe Barbaro - detto 'u canarinu – […], in cambio della collaborazione per la soluzione del sequestro Sgarella avrebbe ottenuto favori alla propria latitanza ed alleggerimento del regime di cui all'articolo 41-bis per i propri familiari attualmente detenuti ‘’'' <ref> Camera dei Deputati, Seduta n.406 del 17/9/1998, [http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed406/aurg04.htm] </ref>. | ||
Nell’Operazione Infinito realizzata dalla Dda di Milano nel 2010, gli inquirenti sostennero che '''Pasquale Barbaro''' (fratello di Giuseppe) detto ‘U zangrei’ (in calabrese ‘Il tamarro’) fu il reggente della cosiddetta “Camera di Controllo” denominata ‘Lombardia’ fino alla data del suo decesso, avvenuta nel 2007 per problemi cardiaci. Nell’Operazione Crimine (Dda Reggio Calabria, 2010) viene citato il matrimonio tra suo figlio Giuseppe e Elisa Pelle, la figlia di Giuseppe Pelle (sposato con Marianna Barbaro, figlia di Francesco ‘ciccio ‘u castanu) e nipote di Antonio Pelle ‘Gambazza’, ex Capo Crimine della ‘ndrangheta, '''due affiliati invitati alle nozze sostennero che il matrimonio Barbaro/Pelle è stato fatto per confermare la potenza delle due famiglie'''. Nell’Operazione Platino compiuta nel gennaio del 2014, attraverso le intercettazioni sarebbe emerso che il '''ruolo di reggente della Camera di Controllo ‘Lombardia’ sarebbe attribuibile a Rocco Barbaro''' <ref> Corriere della Sera, «La Lombardia ha un nuovo boss Rocco Barbaro è il capo dei capi» , 11 gennaio 2014 [http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_gennaio_11/lombardia-ha-nuovo-boss-rocco-barbaro-capo-capi-9291d1ca-7aa3-11e3-b46a-38fa5c85cfc2.shtml] </ref> , anch’esso figlio di Francesco Barbaro ‘cicciu ‘u castanu. Gli esponenti dei 'Castanu' sono collegati, attraverso vincoli di matrimonio e nelle attività lecite e illecite, anche alle famiglie degli Agresta, Marando, Papalia, Pelle, Perre, Romeo, Sergi e Trimboli <ref> Regione Carabinieri ‘Lombardia’, Indagine Infinito, Gruppo di Monza Nucleo Investigativo, Capitolo 3.3 ‘’Dalla Tequila’’ dos alla ‘’Infinito’’ p.102, 103 </ref>. | Nell’Operazione Infinito realizzata dalla Dda di Milano nel 2010, gli inquirenti sostennero che '''Pasquale Barbaro''' (fratello di Giuseppe) detto ‘U zangrei’ (in calabrese ‘Il tamarro’) fu il reggente della cosiddetta “Camera di Controllo” denominata ‘Lombardia’ fino alla data del suo decesso, avvenuta nel 2007 per problemi cardiaci. Nell’Operazione Crimine (Dda Reggio Calabria, 2010) viene citato il matrimonio tra suo figlio Giuseppe e Elisa Pelle, la figlia di Giuseppe Pelle (sposato con Marianna Barbaro, figlia di Francesco ‘ciccio ‘u castanu) e nipote di Antonio Pelle ‘Gambazza’, ex Capo Crimine della ‘ndrangheta, '''due affiliati invitati alle nozze sostennero che il matrimonio Barbaro/Pelle è stato fatto per confermare la potenza delle due famiglie'''. Nell’Operazione Platino compiuta nel gennaio del 2014, attraverso le intercettazioni sarebbe emerso che il '''ruolo di reggente della Camera di Controllo ‘Lombardia’ sarebbe attribuibile a Rocco Barbaro''' <ref> Corriere della Sera, «La Lombardia ha un nuovo boss Rocco Barbaro è il capo dei capi» , 11 gennaio 2014 [http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_gennaio_11/lombardia-ha-nuovo-boss-rocco-barbaro-capo-capi-9291d1ca-7aa3-11e3-b46a-38fa5c85cfc2.shtml] </ref> , anch’esso figlio di Francesco Barbaro ‘cicciu ‘u castanu. Gli esponenti dei 'Castanu' sono collegati, attraverso vincoli di matrimonio e nelle attività lecite e illecite, anche alle famiglie degli Agresta, Marando, Papalia, Pelle, Perre, Romeo, Sergi e Trimboli <ref> Regione Carabinieri ‘Lombardia’, Indagine Infinito, Gruppo di Monza Nucleo Investigativo, Capitolo 3.3 ‘’Dalla Tequila’’ dos alla ‘’Infinito’’ p.102, 103 </ref>. | ||
=== Barbaro 'Nigri' === | === Barbaro 'Nigri' === | ||
Il reggente della cosca è stato Antonio Barbaro, detto ‘u nigru’, il soprannome deriva dalla carnagione scura della pelle. In seguito alla morte di Pasquale Agresta avvenuta nel '74, Antonio ‘u nigru insieme a Francesco Barbaro ‘u Castanu ''fecero sorgere uno dei clan più potenti della ‘ndrangheta'' <ref> N. Gratteri - A. Nicaso, Fratelli di Sangue, Mondadori, 2008, p.127 </ref> . Secondo gli inquirenti, dopo la sua morte avvenuta nel 1994, il suo ruolo all’interno della ‘ndrina fu preso dal figlio '''Giuseppe Barbaro''' <ref> Calabria Ora, Eolico, spunta Barbaro “Nigru”. Il boss è stato coinvolto nell’inchiesta per la morte del brigadiere Marino, 12 settembre 2011, [http://www.edicoladipinuccio.it/eolico-spunta-barbaro-nigru-il-boss-e-stato-coinvolto-nellinchiesta-per-la-morte-del-brigadiere-marino/] </ref> . Vito Nicastri, imprenditore dell'eolico è stato accusato di essere in rapporti d'affari con Matteo Messina Denaro e alcuni clan dell'area jonica di Reggio Calabria (Platì, San Luca e San Luca). Per conto delle famiglie di Platì il Nicastri avrebbe intessuto rapporti con Giuseppe Barbaro 'u nigru <ref> Corriere della Calabria, ‘Ndrangheta e Cosa nostra: In nome del fotovoltaico, 4 agosto 2011 [http://www.corrieredellacalabria.it/media/attach/2013/04/CorCal_n._7_visual_trascinato.pdf] </ref>. Venne arrestato il 23 ottobre 2006 a Modena perché reputato il presunto mandante dell’omicidio ai danni del carabiniere Antonino Marino, ucciso il 9 settembre 1990 a Bovalino durante la festa patronale <ref> Strill, ‘Ndrangheta, domiciliari a Barbaro, 22 novembre 2006 [http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3552:ndrangheta-domiciliari-a-barbaro] </ref>. '''Giuseppe Barbaro è deceduto nel 2012 all’età di 64 anni''' <ref>Cn24, Platì, vietati i funerali di Giuseppe Barbaro [http://www.cn24tv.it/news/39449/plati-ndrangheta-vietati-i-funerali-di-giuseppe-barbaro.html] </ref> . Ne ‘Le Mani sulla Città’ scritto da Barbacetto/Milosa si riporta un’informativa del 2008 da parte del Servizio centrale operativo della polizia di Milano ''‘’ La famiglia dei Nigri, imparentata anche con i Papalia, è da considerarsi ai vertici della criminalità organizzata in Calabria operante nel Nord-Italia’’''. <ref> G.Barbacetto – D.Milosa, Le mani sulla città p.157, Chiarelettere, Milano </ref> | Il reggente della cosca è stato Antonio Barbaro, detto ‘u nigru’, il soprannome deriva dalla carnagione scura della pelle. In seguito alla morte di Pasquale Agresta avvenuta nel '74, Antonio ‘u nigru insieme a Francesco Barbaro ‘u Castanu ''fecero sorgere uno dei clan più potenti della ‘ndrangheta'' <ref> N. Gratteri - A. Nicaso, Fratelli di Sangue, Mondadori, 2008, p.127 </ref> . Secondo gli inquirenti, dopo la sua morte avvenuta nel 1994, il suo ruolo all’interno della ‘ndrina fu preso dal figlio '''Giuseppe Barbaro''' <ref> Calabria Ora, Eolico, spunta Barbaro “Nigru”. Il boss è stato coinvolto nell’inchiesta per la morte del brigadiere Marino, 12 settembre 2011, [http://www.edicoladipinuccio.it/eolico-spunta-barbaro-nigru-il-boss-e-stato-coinvolto-nellinchiesta-per-la-morte-del-brigadiere-marino/] </ref> . Vito Nicastri, imprenditore dell'eolico è stato accusato di essere in rapporti d'affari con Matteo Messina Denaro e alcuni clan dell'area jonica di Reggio Calabria (Platì, San Luca e San Luca). Per conto delle famiglie di Platì il Nicastri avrebbe intessuto rapporti con Giuseppe Barbaro 'u nigru <ref> Corriere della Calabria, ‘Ndrangheta e Cosa nostra: In nome del fotovoltaico, 4 agosto 2011 [http://www.corrieredellacalabria.it/media/attach/2013/04/CorCal_n._7_visual_trascinato.pdf] </ref>. Venne arrestato il 23 ottobre 2006 a Modena perché reputato il presunto mandante dell’omicidio ai danni del carabiniere Antonino Marino, ucciso il 9 settembre 1990 a Bovalino durante la festa patronale <ref> Strill, ‘Ndrangheta, domiciliari a Barbaro, 22 novembre 2006 [http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3552:ndrangheta-domiciliari-a-barbaro] </ref>. '''Giuseppe Barbaro è deceduto nel 2012 all’età di 64 anni''' <ref>Cn24, Platì, vietati i funerali di Giuseppe Barbaro, 15 gennaio 2012 [http://www.cn24tv.it/news/39449/plati-ndrangheta-vietati-i-funerali-di-giuseppe-barbaro.html] </ref> . Ne ‘Le Mani sulla Città’ scritto da Barbacetto/Milosa si riporta un’informativa del 2008 da parte del Servizio centrale operativo della polizia di Milano ''‘’ La famiglia dei Nigri, imparentata anche con i Papalia, è da considerarsi ai vertici della criminalità organizzata in Calabria operante nel Nord-Italia’’''. <ref> G.Barbacetto – D.Milosa, Le mani sulla città p.157, Chiarelettere, Milano </ref> | ||
=== Barbaro 'Pillari' === | === Barbaro 'Pillari' === | ||
| Riga 39: | Riga 45: | ||
=== I padroni di Platì === | === I padroni di Platì === | ||
Nella Sentenza dell’Operazione Nord-Sud viene riportata una testimonianza dell’influenza e della percezione che la mafia calabrese ha all’interno di Platì. ''‘’Ne v'è da meravigliarsi se nell'anno 1985 i carabinieri di Platì, uscendo dalla Caserma del Comando Stazione per andare a telefonare, sentivano la necessità di indossare il giubbotto antiproiettile […] o se, durante le indagini del sequestro Casella, per individuare l'abitazione di Barbaro Giuseppe ('u Pillari) in quella cittadina, a causa del silenzio omertoso dei suoi abitanti, fu necessario "forzare" la collaborazione del locale vigile urbano’’'' <ref> Sentenza Nord-Sud, Dda Milano 1997, p.361 </ref> . Nel luglio 2002 venne scoperta una rete di bunker, un labirinto di nascondigli, frutto di avanzatissime tecnologie che consentirono ai latitanti della ‘ndrangheta alti livelli di protezione. Giuseppe Barbaro ‘u sparitu’, fu catturato sette mesi prima dell’operazione proprio tra quei cunicoli, nel corso della sua latitanza fece quattro figli. Il 30 luglio 2002 il giornalista Carlo Macrì sulle pagine del Corriere della Sera riportò ''‘’ In questa cittadella scavata nelle viscere dell'abitato, gli inquilini in odor di mafia accedono scendendo le scale delle loro abitazioni. Basta muovere una parete e si arriva nel ventre del paese. Per i più «sfortunati» il cunicolo di fuga corre parallelo alla fogna. Il sistema di apertura è un congegno idraulico mosso a distanza da un telecomando. Ogni 10 metri c' è una presa d' aria. Le aperture del sistema di ventilazione coincidono con il giardino interno di qualche casa o si trovano ai lati della strada’’'' <ref> Corriere della Sera, Platì, scoperta una rete di bunker utilizzati da latitanti della ‘ndrangheta, 30 luglio 2002 [http://archiviostorico.corriere.it/2002/luglio/30/Plati_scoperta_una_rete_bunker_co_0_0207302024.shtml] </ref>. L’anno successivo scattò l’Operazione Marine, a Platì vennero arrestate 125 persone con l’accusa di associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, corruzione e turbativa d’asta <ref> Repubblica, ‘Ndrangheta, maxi-blitz all’alba 125 arresti nella Locride, 13 novembre 2003 [http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/plati/plati/plati.html?ref=search] </ref>. I lavori per la costruzione dei bunker furono realizzati a cielo aperto durante il giorno con i soldi pubblici del Comune di Platì.‘’ Valorizzazione area latitanti fiumara’’ <ref> Corriere della Sera | Nella Sentenza dell’Operazione Nord-Sud viene riportata una testimonianza dell’influenza e della percezione che la mafia calabrese ha all’interno di Platì. ''‘’Ne v'è da meravigliarsi se nell'anno 1985 i carabinieri di Platì, uscendo dalla Caserma del Comando Stazione per andare a telefonare, sentivano la necessità di indossare il giubbotto antiproiettile […] o se, durante le indagini del sequestro Casella, per individuare l'abitazione di Barbaro Giuseppe ('u Pillari) in quella cittadina, a causa del silenzio omertoso dei suoi abitanti, fu necessario "forzare" la collaborazione del locale vigile urbano’’'' <ref> Sentenza Nord-Sud, Dda Milano 1997, p.361 </ref> . Nel luglio 2002 venne scoperta una rete di bunker, un labirinto di nascondigli, frutto di avanzatissime tecnologie che consentirono ai latitanti della ‘ndrangheta alti livelli di protezione. Giuseppe Barbaro ‘u sparitu’, fu catturato sette mesi prima dell’operazione proprio tra quei cunicoli, nel corso della sua latitanza fece quattro figli. Il 30 luglio 2002 il giornalista Carlo Macrì sulle pagine del Corriere della Sera riportò ''‘’ In questa cittadella scavata nelle viscere dell'abitato, gli inquilini in odor di mafia accedono scendendo le scale delle loro abitazioni. Basta muovere una parete e si arriva nel ventre del paese. Per i più «sfortunati» il cunicolo di fuga corre parallelo alla fogna. Il sistema di apertura è un congegno idraulico mosso a distanza da un telecomando. Ogni 10 metri c' è una presa d' aria. Le aperture del sistema di ventilazione coincidono con il giardino interno di qualche casa o si trovano ai lati della strada’’'' <ref> Corriere della Sera, Platì, scoperta una rete di bunker utilizzati da latitanti della ‘ndrangheta, 30 luglio 2002 [http://archiviostorico.corriere.it/2002/luglio/30/Plati_scoperta_una_rete_bunker_co_0_0207302024.shtml] </ref>. L’anno successivo scattò l’Operazione Marine, a Platì vennero arrestate 125 persone con l’accusa di associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, corruzione e turbativa d’asta <ref> Repubblica, ‘Ndrangheta, maxi-blitz all’alba 125 arresti nella Locride, 13 novembre 2003 [http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/plati/plati/plati.html?ref=search] </ref>. I lavori per la costruzione dei bunker furono realizzati a cielo aperto durante il giorno con i soldi pubblici del Comune di Platì.‘’ Valorizzazione area latitanti fiumara’’ <ref> Corriere della Sera, Bunker e cunicoli, la città segreta dei boss, 4 dicembre 2003 [http://archiviostorico.corriere.it/2003/dicembre/04/Bunker_cunicoli_citta_segreta_dei_co_0_031204047.shtml] </ref> così l’amministrazione locale giustificò i lavori. Il Municipio fu sciolto due volte: nel 2006 e nel 2012. | ||
==== L'uccisone del Sindaco Domenico De Maio ==== | ==== L'uccisone del Sindaco Domenico De Maio ==== | ||
Nel biennio 1985-1986 furono uccisi due sindaci di Platì: Domenico Natale De Maio (sindaco in carica, venne ucciso il 25 marzo 1985) e Francesco Prestia (è stato sindaco di Platì dal 1965 al 1970 e poi dal 1976 al 1978, venne ucciso il 12 febbraio 1986). Il sindaco De Maio, che negava l’esistenza della mafia nel suo Municipio <ref> L’Unità | Nel biennio 1985-1986 furono uccisi due sindaci di Platì: Domenico Natale De Maio (sindaco in carica, venne ucciso il 25 marzo 1985) e Francesco Prestia (è stato sindaco di Platì dal 1965 al 1970 e poi dal 1976 al 1978, venne ucciso il 12 febbraio 1986). Il sindaco De Maio, che negava l’esistenza della mafia nel suo Municipio <ref> L’Unità, Esecuzione mafiosa in Calabria: ucciso sindaco democristiano, 28 marzo 1985 [http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/archivio/uni_1985_03/19850328_0005.pdf&query=de%20maio] </ref> , fu assassinato a Natile. Si riporta in ‘Buccinasco’ ''‘’ Le ragioni per cui fu eliminato non sono mai state del tutto chiarite[…] Il sindaco si era impegnato in una missione ‘insolente’: far tornare in possesso del Comune oltre cento ettari di terreno demaniale occupati abusivamente dalla famiglia Barbaro.[…] casi mai provati, caddero su Francesco Barbaro ‘u Castanu’''' <ref> dalla Chiesa–Panzarasa, Buccinasco. La ‘ndrangheta al Nord, Einaudi, p.122 </ref>. | ||
== Le attività == | == Le attività == | ||
| Riga 63: | Riga 69: | ||
=== Il traffico internazionale di stupefacenti === | === Il traffico internazionale di stupefacenti === | ||
I Barbaro, insieme alle principali ‘ndrine di Platì e con potenti clan della mafia calabrese furono coinvolti in grandi operazioni in cui sono state sequestrate diverse tonnellate di cocaina provenienti dal Sud-America. A seguito delle operazioni Igres (2003) e Stupur Mundi (2007), emersero i rapporti tra i clan di Platì e '''Roberto Pannunzi''' per il traffico di cocaina in Sud-America. Quando venne arrestato nel luglio del 2013 il Procuratore Aggiunto della Procura di Reggio Nicola Gratteri sostenne ''‘’ E’ di sicuro il più potente broker della droga al mondo’’'' <ref> Strill | I Barbaro, insieme alle principali ‘ndrine di Platì e con potenti clan della mafia calabrese furono coinvolti in grandi operazioni in cui sono state sequestrate diverse tonnellate di cocaina provenienti dal Sud-America. A seguito delle operazioni Igres (2003) e Stupur Mundi (2007), emersero i rapporti tra i clan di Platì e '''Roberto Pannunzi''' per il traffico di cocaina in Sud-America. Quando venne arrestato nel luglio del 2013 il Procuratore Aggiunto della Procura di Reggio Nicola Gratteri sostenne ''‘’ E’ di sicuro il più potente broker della droga al mondo’’'' <ref> Strill, Arresto Pannunzi, Procuratore Gratteri: ''E' il piu' potente broker della droga al mondo. No ai domiciliari'', 6 luglio 2013 [http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=169598:arresto-pannunzi-procuratore-gratteri-e-il-piu-potente-broker-della-droga-al-mondo-no-ai-domiciliari&catid=40:reggio&Itemid=86] </ref> . Per questa attività i clan di Platì si sono attivati anche in Spagna. A seguito dell’Operazione Stupur Mundi si ipotizzò che a Platì fosse presente una raffineria di cocaina <ref> Nuova Cosenza, Operazione Stupor Mundi: sgominato traffico di droga, 9 maggio 2007 [http://www.nuovacosenza.com/cs/07/maggio/stupormundi.html] </ref>. | ||
I Barbaro insieme ad altre ‘ndrine di Platì sono attive in Sud-America e in Spagna nel traffico internazionale di cocaina. Secondo le mappe riportate da Francesco Forgione in ‘Mafia Export’ i Barbaro e gruppi collegati sono presenti in : | I Barbaro insieme ad altre ‘ndrine di Platì sono attive in Sud-America e in Spagna nel traffico internazionale di cocaina. Secondo le mappe riportate da Francesco Forgione in ‘Mafia Export’ i Barbaro e gruppi collegati sono presenti in : | ||
| Riga 93: | Riga 99: | ||
=== Piemonte === | === Piemonte === | ||
Le attività dei Barbaro in Piemonte, nella provincia di Torino risalgono ai primi anni ottanta. In una notte di agosto del 1991, davanti alla caserma di Volpiano furono rinvenuti oltre 7 chili di esplosivo, l’intimidazione di matrice ‘ndranghetista fu evidente. Nel 1992 fu arrestato Francesco Barbaro, aveva 26 anni, fu trovato in possesso di 70 grammi di eroina <ref> Omicronweb | Le attività dei Barbaro in Piemonte, nella provincia di Torino risalgono ai primi anni ottanta. In una notte di agosto del 1991, davanti alla caserma di Volpiano furono rinvenuti oltre 7 chili di esplosivo, l’intimidazione di matrice ‘ndranghetista fu evidente. Nel 1992 fu arrestato Francesco Barbaro, aveva 26 anni, fu trovato in possesso di 70 grammi di eroina <ref> Omicronweb, Mafie in Piemonte: Quando Platì e Volpiano parlano lo stesso dialetto, 24 marzo 2013 [http://www.omicronweb.it/2013/03/24/mafie-in-piemonte-quando-volpiano-e-plati-parlano-lo-stesso-dialetto/] </ref>. | ||
==== 'Minotauro' e il 'locale' di Volpiano ==== | ==== 'Minotauro' e il 'locale' di Volpiano ==== | ||
| Riga 101: | Riga 107: | ||
=== Germania === | === Germania === | ||
Sono presenti degli esponenti dei Barbaro ‘Pillari’ a Krefeld (Renania Settentrionale-Vestfalia). ‘’ '''Giuseppe Barbaro (Castanu)''', spesso si è recato in Germania per sfuggire alle ricerche della polizia italiana[…]Dopo alcune ricerche al Registro centrale degli stranieri è emerso che suo cognato è residente a Krefeld. Il cognato, che si chiama come lui, '''Giuseppe Barbaro (Pillari)''', è nato a Platì il 16 febbraio 1959”. Nel periodo del sequestro Sgarella emersero evidenze di flussi di denaro spediti in Germania riferibili proprio al sequestro. Riporta la Bka tedesca ''‘’Pochi giorni prima del rilascio, il marito di Alessandra Sgarella si reca ad Hong Kong e qui movimenta sette miliardi, trasferendone cinque in Germania […]fonti confidenziali confermerebbero che la famiglia Sgarella prima che la magistratura bloccasse i beni, avrebbe trasferito una cospicua somma di denaro in Germania’’'' <ref> Ammazzateci Tutti! Lombardia | Sono presenti degli esponenti dei Barbaro ‘Pillari’ a Krefeld (Renania Settentrionale-Vestfalia). ‘’ '''Giuseppe Barbaro (Castanu)''', spesso si è recato in Germania per sfuggire alle ricerche della polizia italiana[…]Dopo alcune ricerche al Registro centrale degli stranieri è emerso che suo cognato è residente a Krefeld. Il cognato, che si chiama come lui, '''Giuseppe Barbaro (Pillari)''', è nato a Platì il 16 febbraio 1959”. Nel periodo del sequestro Sgarella emersero evidenze di flussi di denaro spediti in Germania riferibili proprio al sequestro. Riporta la Bka tedesca ''‘’Pochi giorni prima del rilascio, il marito di Alessandra Sgarella si reca ad Hong Kong e qui movimenta sette miliardi, trasferendone cinque in Germania […]fonti confidenziali confermerebbero che la famiglia Sgarella prima che la magistratura bloccasse i beni, avrebbe trasferito una cospicua somma di denaro in Germania’’'' <ref> Ammazzateci Tutti! Lombardia, Tutti gli affari tra Platì, Milano e la Germania. Ecco che fine hanno fatto i soldi di Alessandra Sgarella, 4 gennaio 2010 [http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2010/01/04/tutti-gli-affari-dei-barbaro-tra-plati-milano-e-la-germania-ecco-che-fine-hanno-fatto-i-soldi-del-sequestro-di-alessandra-sgarella/] </ref> . | ||
=== Australia === | === Australia === | ||
| Riga 112: | Riga 118: | ||
== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||
Gratteri N. - Nicaso A., [[Fratelli di sangue]], Milano, Mondadori, 2009 | |||
N.dalla Chiesa - M.Panzarasa, [[Buccinasco]], Torino, Einaudi, 2012 | |||
G.Barbacetto - D.Milosa, [[Le Mani sulla Città]], Milano, Chiarelettere, 2011 | |||
[[Categoria:'ndrine]] | |||