Bruno Contrada: differenze tra le versioni
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'''Bruno Contrada''' (Napoli, [[2 settembre]] [[1931]]) è un ex funzionario, agente segreto ed ex poliziotto italiano; è stato dirigente generale della Polizia di Stato, numero tre del Sisde, capo della Mobile di Palermo, e capo della sezione siciliana della Criminalpol. Condannato a 10 anni di reclusione per '''[[Concorso esterno in associazione mafiosa|concorso esterno in associazione mafiosa]]''' in via definitiva nel 2007, il [[7 luglio]] [[2017]] la sentenza è stata dichiarata dalla stessa Corte di Cassazione "''ineseguibile e improduttiva di effetti penali''", dando seguito alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che aveva condannato l'Italia in quanto prima del [[1994]], quando la suprema Corte si espresse a sezioni riunite, il reato "''era poco chiaro''". | '''Bruno Contrada''' (Napoli, [[2 settembre]] [[1931]] - Palermo, [[12 marzo]] [[2026]]) è stato un ex funzionario, agente segreto ed ex poliziotto italiano; è stato dirigente generale della Polizia di Stato, numero tre del Sisde, capo della Mobile di Palermo, e capo della sezione siciliana della Criminalpol. Condannato a 10 anni di reclusione per '''[[Concorso esterno in associazione mafiosa|concorso esterno in associazione mafiosa]]''' in via definitiva nel 2007, il [[7 luglio]] [[2017]] la sentenza è stata dichiarata dalla stessa Corte di Cassazione "''ineseguibile e improduttiva di effetti penali''", dando seguito alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che aveva condannato l'Italia in quanto prima del [[1994]], quando la suprema Corte si espresse a sezioni riunite, il reato "''era poco chiaro''". | ||
[[File:Bruno Contrada 2.jpg|400px|thumb|right|Bruno Contrada]] | [[File:Bruno Contrada 2.jpg|400px|thumb|right|Bruno Contrada]] | ||
A tal proposito, [[Gian Carlo Caselli]], ex-procuratore capo di Palermo che contestò il reato a Contrada, in un'intervista a "la Stampa"<ref>[http://www.lastampa.it/2017/07/08/italia/cronache/gian-carlo-caselli-sul-caso-contrada-la-suprema-corte-non-ha-capito-quel-reato-esiste-da-sempre-UILP331620vt4tDkNQuQqM/pagina.html Gian Carlo Caselli sul caso Contrada: “La Suprema Corte non ha capito, quel reato esiste da sempre”, la Stampa, 8 luglio 2017]</ref> ha ribadito: "''La Cedu e la Cassazione non prendono in esame i fatti specifici che portano alla responsabilità di Contrada. Quindi non si tratta di un’assoluzione per quanto riguarda i fatti. Che in ogni caso sono e restano gravissimi.''" | A tal proposito, [[Gian Carlo Caselli]], ex-procuratore capo di Palermo che contestò il reato a Contrada, in un'intervista a "la Stampa"<ref>[http://www.lastampa.it/2017/07/08/italia/cronache/gian-carlo-caselli-sul-caso-contrada-la-suprema-corte-non-ha-capito-quel-reato-esiste-da-sempre-UILP331620vt4tDkNQuQqM/pagina.html Gian Carlo Caselli sul caso Contrada: “La Suprema Corte non ha capito, quel reato esiste da sempre”, la Stampa, 8 luglio 2017]</ref> ha ribadito: "''La Cedu e la Cassazione non prendono in esame i fatti specifici che portano alla responsabilità di Contrada. Quindi non si tratta di un’assoluzione per quanto riguarda i fatti. Che in ogni caso sono e restano gravissimi.''" | ||
La sentenza di Strasburgo, in sintesi, aveva motivato la sua decisione con il principio giuridico contenuto nell'articolo 7 della Convenzione europea dei diritti umani, per il quale “''Nulla poena sine lege''” (niente pena senza una legge che la preveda). Un principio che i giudici di Strasburgo poterono richiamare al caso Contrada solo grazie a '''un errore dei rappresentati dello Stato Italiano''', i giuristi '''Ersilia Spatafora''' e '''Paola Accardo'''<ref>Giuseppe Pipitone, [https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/07/mafia-dopo-la-sentenza-contrada-esultano-i-colletti-bianchi-di-cosa-nostra-legale-dellutri-precedente-importante/3714489/ Mafia, dopo la sentenza Contrada esultano i colletti bianchi di Cosa nostra. Legale Dell’Utri: “Precedente importante”], il Fatto Quotidiano, 7 luglio 2017</ref>, le quali non obiettarono alcunché circa la premessa dei giudici europei che definiva il concorso esterno come “''creazione della giurisprudenza''“, quando in realtà ha "''un'origine normativa''", perché scaturisce dalla combinazione tra la norma incriminatrice (l’articolo 416 bis) e l’articolo 110 del codice penale che prevede il concorso in reato. Senza quella contestazione di merito, quindi, la CEDU ha potuto facilmente condannare l’Italia per il caso Contrada ravvisando la violazione dell’art. 7 della Convenzione Europea. | |||
== Biografia == | == Biografia == | ||
Dichiarato vincitore del concorso per esami per vice-Commissario di polizia in prova, indetto il [[1° Giugno]] [[1957]], Bruno Contrada, dopo avere prestato | Dichiarato vincitore del concorso per esami per vice-Commissario di polizia in prova, indetto il [[1° Giugno]] [[1957]], Bruno Contrada, dopo avere prestato servizio per il periodo di prova presso la Questura di Latina, proveniente dall'Istituto Superiore della Polizia di Stato di Roma, il [[24 dicembre]] [[1959]] venne nominato Vice-Commissario nel ruolo della carriera direttiva dell'Amministrazione della Polizia di Stato: per il periodo compreso tra il [[25 luglio]] 1959 e il [[1° agosto]] [[1961]] venne assegnato, quale funzionario addetto, alla Questura di Latina, prima all'Ufficio Politico, poi alla III Divisione e infine alla Squadra Mobile; dal 1° agosto 1961 al [[4 novembre]] [[1962]] diresse il Commissariato di Sezze Romano, in provincia di Latina, con la qualifica di | ||
servizio per il periodo di prova presso la Questura di Latina, proveniente dall'Istituto Superiore della Polizia di Stato di Roma, il [[24 dicembre]] [[1959]] venne nominato Vice-Commissario nel ruolo della carriera direttiva dell'Amministrazione della Polizia di Stato: per il periodo compreso tra il [[25 luglio]] 1959 e il [[1° agosto]] [[1961]] venne assegnato, quale funzionario addetto, alla Questura di Latina, prima all'Ufficio Politico, poi alla III Divisione e infine alla Squadra Mobile; dal 1° agosto 1961 al [[4 novembre]] [[1962]] diresse il Commissariato di Sezze Romano, in provincia di Latina, con la qualifica di | |||
Commissario aggiunto, conseguita il [[23 giugno]] 1961. | Commissario aggiunto, conseguita il [[23 giugno]] 1961. | ||
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La revoca della condanna portò a diverse polemiche, soprattutto per il fatto che su diversi media si spacciò l'annullamento per assoluzione, nonostante i fatti alla base della condanna definitiva non fossero stati smentiti né dalla CEDU né dalla nuova pronuncia della Cassazione. | La revoca della condanna portò a diverse polemiche, soprattutto per il fatto che su diversi media si spacciò l'annullamento per assoluzione, nonostante i fatti alla base della condanna definitiva non fossero stati smentiti né dalla CEDU né dalla nuova pronuncia della Cassazione. | ||
Secondo '''Marco Travaglio''' la sentenza riporta l'antimafia all'età della pietra<ref>Marco Travaglio, L'età della Pietra, Il Fatto Quotidiano, 9 luglio 2017</ref> | Secondo '''Marco Travaglio''', direttore de "Il Fatto Quotidiano", la sentenza riporta l'antimafia all'età della pietra<ref>Marco Travaglio, L'età della Pietra, Il Fatto Quotidiano, 9 luglio 2017</ref>: "''Ora, con buona pace della Corte di Strasburgo che la mafia non l'ha mai vista neppure in cartolina, e della nostra Cassazione che invece dovrebbe saperne qualcosa, il reato di concorso esterno non è un'invenzione: è sempre esistito, come il concorso in omicidio, in rapina, in truffa, in corruzione ecc. Nel 1875, quando la Sicilia aveva una Cassazione tutta sua e la mafia si chiamava brigantaggio, già venivano condannati i suoi concorrenti esterni agrigentini per “complicità in associazione di malfattori”. Nel 1982 la legge Rognoni-La Torre creò finalmente il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis del Codice penale) e subito dopo, nel 1987, il pool di Falcone e Borsellino contestò il concorso esterno in associazione mafiosa ai colletti bianchi di Cosa Nostra nella sentenza-ordinanza del maxiprocesso-ter.''" | ||
Secondo Attilio Bolzoni de "la Repubblica", le motivazioni del caso Contrada possono aprire a una revisione del processo anche per [[Marcello Dell'Utri]], braccio destro di [[Silvio Berlusconi]]: "''Proprio partendo da queste motivazioni c'è l'esultanza anche degli avvocati di Marcello Dell'Utri. E ben si comprende. I giudici della Cassazione hanno ritenuto provate le collusioni del braccio destro di Berlusconi solo dal 1977 al 1992, confermando l'assoluzione della Corte di Appello per le accuse successive al 1992. Nei tempi, il caso Contrada sembra una fotocopia del caso Dell'Utri. | Secondo Attilio Bolzoni de "la Repubblica", le motivazioni del caso Contrada possono aprire a una revisione del processo anche per [[Marcello Dell'Utri]], braccio destro di [[Silvio Berlusconi]]: "''Proprio partendo da queste motivazioni c'è l'esultanza anche degli avvocati di Marcello Dell'Utri. E ben si comprende. I giudici della Cassazione hanno ritenuto provate le collusioni del braccio destro di Berlusconi solo dal 1977 al 1992, confermando l'assoluzione della Corte di Appello per le accuse successive al 1992. Nei tempi, il caso Contrada sembra una fotocopia del caso Dell'Utri. | ||
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* Francesco Ingargiola, Sentenza n.338/1996, Tribunale di Palermo - V Sezione Penale, 5 aprile 1996 | * Francesco Ingargiola, Sentenza n.338/1996, Tribunale di Palermo - V Sezione Penale, 5 aprile 1996 | ||
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