Processo Talpe alla DDA: differenze tra le versioni
| Riga 10: | Riga 10: | ||
Il processo nasce attorno alla figura di Michele Aiello di Bagheria, prima imprenditore edile, poi con le sue aziende sanitarie (Villa Santa Teresa, ATM Alte Tecnologie Medicali e Centro di medicina nucleare San Gaetano) divenuto leader nel settore della sanità privata, soprattutto nel campo della diagnostica per immagini. | Il processo nasce attorno alla figura di Michele Aiello di Bagheria, prima imprenditore edile, poi con le sue aziende sanitarie (Villa Santa Teresa, ATM Alte Tecnologie Medicali e Centro di medicina nucleare San Gaetano) divenuto leader nel settore della sanità privata, soprattutto nel campo della diagnostica per immagini. | ||
== La vicenda | == Talpe alla DDA == | ||
*Per maggiori informazioni vai alla sezione [[Processo Talpe alla DDA#La vicenda]] | |||
La figura di Aiello risulta vicina a personaggi di spicco della mafia di Bagheria, come [[Nicolò Eucaliptus]] e [[Pietro Lo Iacono]], fedelissimi di [[Bernardo Provenzano]]. Bagheria, secondo il pentito [[Antonino Giuffrè]], è stata per tutti gli anni ’90 “la roccaforte di [[Bernardo Provenzano]]”, sede di anni e anni di latitanza del padrino corleonese. | La figura di Aiello risulta vicina a personaggi di spicco della mafia di Bagheria, come [[Nicolò Eucaliptus]] e [[Pietro Lo Iacono]], fedelissimi di [[Bernardo Provenzano]]. Bagheria, secondo il pentito [[Antonino Giuffrè]], è stata per tutti gli anni ’90 “la roccaforte di [[Bernardo Provenzano]]”, sede di anni e anni di latitanza del padrino corleonese. | ||
| Riga 31: | Riga 32: | ||
[[Salvatore Cuffaro]] si dimette il 26 gennaio 2008, una settimana dopo la sentenza di primo grado. All'inizio era deciso a non dimettersi, poiché la condanna di favoreggiamento non riconosceva l'aggravante di favoreggiamento a Cosa Nostra. Ma le dimissioni sono arrivate comunque, anche dopo il polverone mediatico sollevato dalla famosa foto con i “cannoli” eseguita dal fotografo Michele Naccari. ''"Ho visto diffondersi in questi giorni una crescente ostilità verso la mia persona'' – dichiara Cuffaro - ''E siccome il popolo, più che i salotti o le manovre di palazzo, è sempre stato l´elemento centrale della mia esperienza politica, anche in questa circostanza così delicata non voglio sottrarmi ad un confronto leale con esso"'' | [[Salvatore Cuffaro]] si dimette il 26 gennaio 2008, una settimana dopo la sentenza di primo grado. All'inizio era deciso a non dimettersi, poiché la condanna di favoreggiamento non riconosceva l'aggravante di favoreggiamento a Cosa Nostra. Ma le dimissioni sono arrivate comunque, anche dopo il polverone mediatico sollevato dalla famosa foto con i “cannoli” eseguita dal fotografo Michele Naccari. ''"Ho visto diffondersi in questi giorni una crescente ostilità verso la mia persona'' – dichiara Cuffaro - ''E siccome il popolo, più che i salotti o le manovre di palazzo, è sempre stato l´elemento centrale della mia esperienza politica, anche in questa circostanza così delicata non voglio sottrarmi ad un confronto leale con esso"'' | ||
Dopo le dimissioni da presidente della Regione, viene eletto senatore della Repubblica il 13 aprile 2008. Il 22 gennaio, confermata la pena in Cassazione, Cuffaro si costituisce, e viene trasmesso nel carcere romano di Rebibbia. Nelle motivazioni della sentenza i Giudici della Cassazione dichiarano provato ''“l'accordo politico-mafioso tra il capo mandamento [[Giuseppe Guttadauro]] e l'uomo politico Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di quest'ultimo di agevolare l'associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi l'esistenza di indagini in corso nei loro confronti”''. | Dopo le dimissioni da presidente della Regione, viene eletto senatore della Repubblica il 13 aprile 2008. Il 22 gennaio, confermata la pena in Cassazione, Cuffaro si costituisce, e viene trasmesso nel carcere romano di Rebibbia. Nelle motivazioni della sentenza i Giudici della Cassazione dichiarano provato ''“l'accordo politico-mafioso tra il capo mandamento [[Giuseppe Guttadauro]] e l'uomo politico Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di quest'ultimo di agevolare l'associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi l'esistenza di indagini in corso nei loro confronti”''. | ||
== Il processo == | == Il processo == | ||