Operazione Wall Street: differenze tra le versioni
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La nascita del nuovo gruppo criminale Flachi/Trovato portò a molti conflitti con i gruppi esistenti. La più sanguinosa faida fu certamente quella con il clan camorristico dei [[Clan Batti|Batti]]. Quest’ultimo, fin dai primi anni Ottanta, si era sempre rifornito di droga dal gruppo Flachi e, dopo l’unione con la ‘ndrina Trovato, dal neo-costituito clan. Il clan Batti era dotato di una “esclusiva” dello spaccio in un territorio molto proficuo come quello della Comasina a Milano, ma la sua autonomia rispetto alla struttura centrale rappresentava un elemento anomalo ed inaccettabile per Coco Trovato. Fino a quando Pepè Flachi ebbe un ruolo paritario nell'ambito dirigente dell’associazione, i contrasti causati dal rapporto di vicinanza e dagli interessi economici confliggenti furono attenuati, sia per il rapporto di amicizia che legava Flachi a Ciro e [[Salvatore Batti]], sia, probabilmente, per interessi di tipo economico. Ma quando Flachi fu costretto a darsi alla latitanza, assumendo dunque un ruolo subordinato rispetto a Coco Trovato, esplose il conflitto armato tra i due gruppi. <ref>Corte d’Assise di Milano, sezione seconda, Procedimenti n. 23/94 C. Ass. + 24/94, + 27/94 + 32/94 + 1/95 + 2/92; n. 12602/92.21, pag. 811 </ref>. E’ presumibile che, proprio a causa dello stato di latitanza di Flachi, Coco Trovato decise di definire il contrasto con Salvatore Batti e il suo gruppo. <ref>Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994, pag. 140</ref> | La nascita del nuovo gruppo criminale Flachi/Trovato portò a molti conflitti con i gruppi esistenti. La più sanguinosa faida fu certamente quella con il clan camorristico dei [[Clan Batti|Batti]]. Quest’ultimo, fin dai primi anni Ottanta, si era sempre rifornito di droga dal gruppo Flachi e, dopo l’unione con la ‘ndrina Trovato, dal neo-costituito clan. Il clan Batti era dotato di una “esclusiva” dello spaccio in un territorio molto proficuo come quello della Comasina a Milano, ma la sua autonomia rispetto alla struttura centrale rappresentava un elemento anomalo ed inaccettabile per Coco Trovato. Fino a quando Pepè Flachi ebbe un ruolo paritario nell'ambito dirigente dell’associazione, i contrasti causati dal rapporto di vicinanza e dagli interessi economici confliggenti furono attenuati, sia per il rapporto di amicizia che legava Flachi a Ciro e [[Salvatore Batti]], sia, probabilmente, per interessi di tipo economico. Ma quando Flachi fu costretto a darsi alla latitanza, assumendo dunque un ruolo subordinato rispetto a Coco Trovato, esplose il conflitto armato tra i due gruppi. <ref>Corte d’Assise di Milano, sezione seconda, Procedimenti n. 23/94 C. Ass. + 24/94, + 27/94 + 32/94 + 1/95 + 2/92; n. 12602/92.21, pag. 811 </ref>. E’ presumibile che, proprio a causa dello stato di latitanza di Flachi, Coco Trovato decise di definire il contrasto con Salvatore Batti e il suo gruppo. <ref>Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994, pag. 140</ref> | ||
Le ragioni del contrasto risiederebbero nella violazione da parte dei Batti di quel patto di stabile approvvigionamento di stupefacenti (eroina e cocaina) presso l'organizzazione Flachi/Trovato che, come s'è detto, consentiva al gruppo Batti di gestire in esclusiva il traffico di stupefacenti nella zona delle case di via Novate e della Bovisa. Come numerosi collaboratori hanno ormai confermato, era però avvenuto che i Batti, avessero stabilito autonomi e più convenienti canali di approvvigionamento con fornitori turchi. La cosa non poteva sfuggire a Flachi Coco Trovato e Schettini, che avevano visto diminuire le loro vendite di stupefacenti al gruppo Batti nonostante il visibile incremento dei traffici di costoro | Le ragioni del contrasto risiederebbero nella violazione da parte dei Batti di quel patto di stabile approvvigionamento di stupefacenti (eroina e cocaina) presso l'organizzazione Flachi/Trovato che, come s'è detto, consentiva al gruppo Batti di gestire in esclusiva il traffico di stupefacenti nella zona delle case di via Novate e della Bovisa. Come numerosi collaboratori hanno ormai confermato, era però avvenuto che i Batti, avessero stabilito autonomi e più convenienti canali di approvvigionamento con fornitori turchi. La cosa non poteva sfuggire a Flachi Coco Trovato e Schettini, che avevano visto diminuire le loro vendite di stupefacenti al gruppo Batti nonostante il visibile incremento dei traffici di costoro <ref>Alma e Spataro, Procedimento n.7225/94.21 PM (4583/94 e 3952/95 GIP )- 2/96, 6/96 e 7/96 R.G. C.Ass. (riuniti) contro Di Modica Luigi ed altri, V Corte d'Assise di Milano, "Sintesi scritta della relazione introduttiva del P.M", pag. 36</ref>. | ||
Motivo dell’inizio della faida, secondo i collaboratori di giustizia, sarebbe stata una lite tra Salvatore Batti e Franco Trovato, avvenuta tra maggio e giugno 1990. L'episodio che segnò l'avvio delle concrete ostilità tra i due gruppi è rappresentato dal tentativo di omicidio dello stesso Batti mentre questi si trovava a Terzigno. Il 30 giugno dello stesso anno, la sua vettura venne affiancata da un altro veicolo, dal quale erano stati esplosi molti colpi d'arma da fuoco, ma che non provocarono la morte di Batti. <ref>Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994, pag. 170</ref> | Motivo dell’inizio della faida, secondo i collaboratori di giustizia, sarebbe stata una lite tra Salvatore Batti e Franco Trovato, avvenuta tra maggio e giugno 1990. L'episodio che segnò l'avvio delle concrete ostilità tra i due gruppi è rappresentato dal tentativo di omicidio dello stesso Batti mentre questi si trovava a Terzigno. Il 30 giugno dello stesso anno, la sua vettura venne affiancata da un altro veicolo, dal quale erano stati esplosi molti colpi d'arma da fuoco, ma che non provocarono la morte di Batti. <ref>Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994, pag. 170</ref> | ||