Carmelo Iannì: differenze tra le versioni
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== Biografia == | == Biografia == | ||
Sposato con Giovanna, con la quale ebbe tre figlie, Liliana, Roberta e Monica, Carmelo aveva rilevato nel [[1977]] il "''Riva Smeralda''", un albergo sul mare a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo, dopo aver gestito per due stagioni con successo la terrazza del Saracen di Capaci. Proprio lì decise di alloggiare nell'agosto [[1980]] il chimico marsigliese '''Andreè Bousquet''', arrivato in Sicilia a raffinare l'eroina per Cosa Nostra. Al fine di poterlo tenere d'occhio e arrestare i complici, la polizia chiese a Carmelo di poter impiegare nella sua struttura alcuni uomini sotto copertura come personale dell'albergo. | |||
Carmelo, in anni in cui "la mafia non esisteva" e infuriava la [[Seconda Guerra di Mafia]], accettò e nemmeno tre settimane dopo, il [[24 agosto]], Bousquet fu arrestato insieme ad altri due marsigliesi in un villino adibito a raffineria di eroina, insieme al boss latitante [[Gerlando Alberti]]. Ciò che costò la morte a Carmelo fu il fatto che nel blitz vennero impiegati anche gli agenti sotto copertura, subito riconosciuti da Alberti, che dal carcere ordinò l'omicidio dell'albergatore per aver collaborato con le forze dell'ordine. | |||
=== L'omicidio === | |||
Il [[28 agosto]] due giovani a volto scoperto, mai identificati, entrarono nella hall del ''Riva Smeralda'' e uccisero Carmelo sotto gli occhi della moglie e di alcuni ospiti dell'albergo. | |||
== Indagini e processi == | |||
Di Iannì, in un primo tempo, si disse addirittura che fosse organico a Cosa Nostra. «''Soltanto dopo un po' di giorni scrissero la verità con dei piccoli articoli'' – raccontò in un'intervista la figlia Roberta – ''ma, essendo notizia già vecchia, su pagine in fondo al giornale. Trasmissioni televisive come “Maurizio Costanzo Show” e diversi libri sull’antimafia, invece, parlarono di lui associandolo spesso all’omicidio del giudice Gaetano Costa, accaduto pochi giorni prima, costituendo questo per noi tutte l'unica magra consolazione''»<ref>Antimafia Duemila, [https://www.antimafiaduemila.com/home/di-la-tua/239-parla/51028-carmelo-ianni-un-uomo-al-quale-a-34-anni-dal-suo-omicidio-lo-stato-deve-ancora-qualcosa.html Carmelo Iannì: un uomo al quale, a 34 anni dal suo omicidio, lo Stato deve ancora qualcosa], 28 agosto 2014</ref>. | |||
Sebbene gli esecutori materiali non siano mai stati identificati, per l'omicidio sono stati condannati all'ergastolo come mandanti Gerlando Alberti e Vincenzo Citarda. | |||
== Note == | |||
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== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||
*Antimafia Duemila, ''[http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/236-societa/74188-mio-padre-carmelo-e-quei-marsigliesi.html Mio padre Carmelo e quei Marsigliesi]'', 16 aprile 2019. | *Antimafia Duemila, ''[http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/236-societa/74188-mio-padre-carmelo-e-quei-marsigliesi.html Mio padre Carmelo e quei Marsigliesi]'', 16 aprile 2019. | ||
[[Categoria:Imprenditori]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]] [[Categoria:Nati il 24 febbraio]] [[Categoria:Nati nel 1934]] [[Categoria:Morti il 28 agosto]] [[Categoria:Morti nel 1980 | |||
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Versione delle 09:04, 28 ago 2021
Carmelo Iannì (Palermo, 24 febbraio 1934 – Villagrazia di Carini, 28 agosto 1980) è stato un imprenditore italiano, vittima innocente di Cosa Nostra.
Biografia
Sposato con Giovanna, con la quale ebbe tre figlie, Liliana, Roberta e Monica, Carmelo aveva rilevato nel 1977 il "Riva Smeralda", un albergo sul mare a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo, dopo aver gestito per due stagioni con successo la terrazza del Saracen di Capaci. Proprio lì decise di alloggiare nell'agosto 1980 il chimico marsigliese Andreè Bousquet, arrivato in Sicilia a raffinare l'eroina per Cosa Nostra. Al fine di poterlo tenere d'occhio e arrestare i complici, la polizia chiese a Carmelo di poter impiegare nella sua struttura alcuni uomini sotto copertura come personale dell'albergo.
Carmelo, in anni in cui "la mafia non esisteva" e infuriava la Seconda Guerra di Mafia, accettò e nemmeno tre settimane dopo, il 24 agosto, Bousquet fu arrestato insieme ad altri due marsigliesi in un villino adibito a raffineria di eroina, insieme al boss latitante Gerlando Alberti. Ciò che costò la morte a Carmelo fu il fatto che nel blitz vennero impiegati anche gli agenti sotto copertura, subito riconosciuti da Alberti, che dal carcere ordinò l'omicidio dell'albergatore per aver collaborato con le forze dell'ordine.
L'omicidio
Il 28 agosto due giovani a volto scoperto, mai identificati, entrarono nella hall del Riva Smeralda e uccisero Carmelo sotto gli occhi della moglie e di alcuni ospiti dell'albergo.
Indagini e processi
Di Iannì, in un primo tempo, si disse addirittura che fosse organico a Cosa Nostra. «Soltanto dopo un po' di giorni scrissero la verità con dei piccoli articoli – raccontò in un'intervista la figlia Roberta – ma, essendo notizia già vecchia, su pagine in fondo al giornale. Trasmissioni televisive come “Maurizio Costanzo Show” e diversi libri sull’antimafia, invece, parlarono di lui associandolo spesso all’omicidio del giudice Gaetano Costa, accaduto pochi giorni prima, costituendo questo per noi tutte l'unica magra consolazione»[1].
Sebbene gli esecutori materiali non siano mai stati identificati, per l'omicidio sono stati condannati all'ergastolo come mandanti Gerlando Alberti e Vincenzo Citarda.
Note
- ↑ Antimafia Duemila, Carmelo Iannì: un uomo al quale, a 34 anni dal suo omicidio, lo Stato deve ancora qualcosa, 28 agosto 2014
Bibliografia
- Antimafia Duemila, Mio padre Carmelo e quei Marsigliesi, 16 aprile 2019.