Mafia a Como: differenze tra le versioni
mNessun oggetto della modifica |
mNessun oggetto della modifica |
||
| Riga 16: | Riga 16: | ||
Con l’operazione “Catfish” si è scoperto che anche la Sacra Corona Unita si è espansa a Como, mettendo una base per i traffici di droga guidata dal boss Germano Solito, arrestato poi nel corso di tale operazione<ref> Cfr. ''Omicron'', gennaio-febbraio 1998[http://www.omicronweb.it/wp-content/uploads/2008/01/omicron8.pdf] </ref>. | Con l’operazione “Catfish” si è scoperto che anche la Sacra Corona Unita si è espansa a Como, mettendo una base per i traffici di droga guidata dal boss Germano Solito, arrestato poi nel corso di tale operazione<ref> Cfr. ''Omicron'', gennaio-febbraio 1998[http://www.omicronweb.it/wp-content/uploads/2008/01/omicron8.pdf] </ref>. | ||
Per quanto riguarda i clan ‘ndranghetisti presenti in provincia, a Cermenate vi è la cosca Paviglianiti-Latella; nel 1996 vengono arrestati i capi di questa [[Domenico Paviglianiti]] e [[Giovanni Puntorieri]] nel corso dell’operazione “Europa”. Altre ‘ndrine calabresi operanti nel territorio sono state quella dei Trovato, degli Spinella-Ottinà e dei Mazzaferro: [[Franco Coco Trovato]] è stato per anni il boss indiscusso del lecchese e che gestiva affari anche a Como e nella Brianza; i secondi gestirono il traffico di stupefacenti tra Como, Fino Mornasco, Rovellasca e Saronno dagli anni Ottanta al 1993, anno dell'esecuzione del loro capo [[Diego Spinella]]. Il clan Mazzaferro invece è stato praticamente decimato da due operazioni delle forze dell’ordine nei loro confronti: nel giugno 1994 l’[[Operazione Fiori della notte di San Vito]] portò all'arresto di circa 400 persone, compreso il boss Giuseppe Mazzaferro, mentre nel novembre 1996 scatta l’[[Operazione Fiori della notte di San Vito 2]] che porta all'emanazione di 97 provvedimenti di restrizione. | Per quanto riguarda i clan ‘ndranghetisti presenti in provincia, a Cermenate vi è stata la cosca Paviglianiti-Latella; nel 1996 vengono arrestati i capi di questa [[Domenico Paviglianiti]] e [[Giovanni Puntorieri]] nel corso dell’operazione “Europa”. Altre ‘ndrine calabresi operanti nel territorio sono state quella dei Trovato, degli Spinella-Ottinà e dei Mazzaferro: [[Franco Coco Trovato]] è stato per anni il boss indiscusso del lecchese e che gestiva affari anche a Como e nella Brianza; i secondi gestirono il traffico di stupefacenti tra Como, Fino Mornasco, Rovellasca e Saronno dagli anni Ottanta al 1993, anno dell'esecuzione del loro capo [[Diego Spinella]]. Il clan Mazzaferro invece è stato praticamente decimato da due operazioni delle forze dell’ordine nei loro confronti: nel giugno 1994 l’[[Operazione Fiori della notte di San Vito]] portò all'arresto di circa 400 persone, compreso il boss Giuseppe Mazzaferro, mentre nel novembre 1996 scatta l’[[Operazione Fiori della notte di San Vito 2]] che porta all'emanazione di 97 provvedimenti di restrizione. | ||
Dal 1991-1992, anni di creazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) e della DNA (Direzione Nazionale Antimafia), sono state decine le operazioni dell’Autorità Giudiziaria che hanno coinvolto Como e il suo hinterland ma la prima che mostra dettagliatamente l’organizzazione della criminalità organizzata nella provincia è "I fiori della notte di San Vito”, scattata il 15 giugno 1994. | Dal 1991-1992, anni di creazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) e della DNA (Direzione Nazionale Antimafia), sono state decine le operazioni dell’Autorità Giudiziaria che hanno coinvolto Como e il suo hinterland ma la prima che mostra dettagliatamente l’organizzazione della criminalità organizzata nella provincia è "I fiori della notte di San Vito”, scattata il 15 giugno 1994. | ||
| Riga 28: | Riga 28: | ||
Nella sentenza della Corte di Appello di Milano, gli si imputa di ''«aver diretto una associazione ‘ndranghetistica che aveva preso, appunto, il nome da lui (cosiddetto “Clan Mazzaferro”), strutturata in una fitta ed estesa rete di “cellule territoriali”, definite “Locali”, dedite ad attività illecite di ogni genere, nelle provincie di Milano, Como, Varese, Brescia, Pavia e [[Bergamo]], dal settembre 1982 in poi» e di «aver diretto ed organizzato una associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nei luoghi sopra indicati, dal 1976 in poi»''<ref> Sentenza della Corte d’Appello di Milano, n. 1968/98 </ref>. | Nella sentenza della Corte di Appello di Milano, gli si imputa di ''«aver diretto una associazione ‘ndranghetistica che aveva preso, appunto, il nome da lui (cosiddetto “Clan Mazzaferro”), strutturata in una fitta ed estesa rete di “cellule territoriali”, definite “Locali”, dedite ad attività illecite di ogni genere, nelle provincie di Milano, Como, Varese, Brescia, Pavia e [[Bergamo]], dal settembre 1982 in poi» e di «aver diretto ed organizzato una associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nei luoghi sopra indicati, dal 1976 in poi»''<ref> Sentenza della Corte d’Appello di Milano, n. 1968/98 </ref>. | ||
Nella provincia comasca sono state individuate ben sei Locali: Appiano Gentile-Guanzate, Cermenate, Como, Fino Mornasco, Mariano Comense e Senna Comasco. | |||
===== Clan Mazzaferro ===== | ===== Clan Mazzaferro ===== | ||