Renata Fonte: differenze tra le versioni
Creata pagina con "<center>''E sono ancora qui che cerco di scrivere una storia, la mia storia. Ma che cosa scriverò di me, io, poeta mai nato? Volevo solo cantare l’antico Inno alla Vita…..." |
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'''Renata Fonte''' (Nardò, [[10 marzo]] [[1951]] – Nardò, [[31 marzo]] [[1984]]) è stata una politica italiana | '''Renata Fonte''' (Nardò, [[10 marzo]] [[1951]] – Nardò, [[31 marzo]] [[1984]]) è stata una donna politica italiana, vittima innocente di mafia. | ||
== Biografia == | == Biografia == | ||
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Durante l'espletamento del suo mandato Renata Fonte iniziò a scoprire illeciti ambientali e si oppose con tutte le sue forze alla lottizzazione cementizia proposta nella zona di Porto Selvaggio. Fu uccisa da tre colpi di pistola nella notte tra il [[31 marzo]] e il [[1 aprile]] [[1984]], vicino alla sua abitazione, mentre rientrava a casa dopo una seduta del consiglio comunale; aveva 33 anni. Fu il primo omicidio di mafia nel Salento. | Durante l'espletamento del suo mandato Renata Fonte iniziò a scoprire illeciti ambientali e si oppose con tutte le sue forze alla lottizzazione cementizia proposta nella zona di Porto Selvaggio. Fu uccisa da tre colpi di pistola nella notte tra il [[31 marzo]] e il [[1 aprile]] [[1984]], vicino alla sua abitazione, mentre rientrava a casa dopo una seduta del consiglio comunale; aveva 33 anni. Fu il primo omicidio di mafia nel Salento. | ||
== | == Indagini e Processi == | ||
Renata Fonte fu uccisa per aver difeso Porto Selvaggio dalla speculazione edilizia come confermato dalla sentenza della Corte d'assise di Lecce, depositata il [[16 marzo]] [[1987]] dal presidente Domenico Angelelli e dal giudice istruttore Luigi de Liguori. | Renata Fonte fu uccisa per aver difeso Porto Selvaggio dalla speculazione edilizia come confermato dalla sentenza della Corte d'assise di Lecce, depositata il [[16 marzo]] [[1987]] dal presidente Domenico Angelelli e dal giudice istruttore Luigi de Liguori. | ||
L'impianto della sentenza di primo grado condannò all’ergastolo il mandante e gli esecutori materiali mentre pesanti condanne, per oltre 66 anni di reclusione, furono inflitte agli altri imputati. Tutto ciò fu confermato dalla Corte d'appello (del [[5 febbraio]] [[1988]]) e da quella di Cassazione ([[8 novembre]] [[1988]]). | L'impianto della sentenza di primo grado condannò all’ergastolo il mandante e gli esecutori materiali mentre pesanti condanne, per oltre 66 anni di reclusione, furono inflitte agli altri imputati. Tutto ciò fu confermato dalla Corte d'appello (del [[5 febbraio]] [[1988]]) e da quella di Cassazione ([[8 novembre]] [[1988]]). | ||
I tre livelli di giudizio individuarono gli esecutori materiali dell'omicidio in [[Giuseppe Durante]] e [[Marcello My]]. [[Mario Cesari]] e [[Pantaleo Sequestro]] furono condannati come mandanti di secondo livello, quindi intermediari tra i sicari e il mandante di primo livello, [[Antonio Spagnolo]], rivale di partito di Renata e primo dei non eletti alle elezioni amministrative. | I tre livelli di giudizio individuarono gli esecutori materiali dell'omicidio in [[Giuseppe Durante]] e [[Marcello My]]. [[Mario Cesari]] e [[Pantaleo Sequestro]] furono condannati come mandanti di secondo livello, quindi intermediari tra i sicari e il mandante di primo livello, [[Antonio Spagnolo]], rivale di partito di Renata e primo dei non eletti alle elezioni amministrative. | ||
Antonio Spagnolo, condannato all'ergastolo è stato definito dai giudici come "''un uomo capace dunque di passare - letteralmente! - sul cadavere del suo avversario pur di raggiungere un obiettivo; è il trait d’union più idoneo anche per quella ignobile fauna di pseudo industriali, possidenti, imprenditori edili, “benestanti” che attraverso di lui cercano di realizzare sempre più grandi profitti.''" <ref>Domenico Angelelli, Sentenza n. Corte d’assise di Lecce, 16 marzo 1987, p.47</ref> La sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Lecce dichiarò però il probabile coinvolgimento di altri personaggi, non meglio identificati, che avrebbero avuto obiettivi non raggiungibili con l'elezione di Renata. | Antonio Spagnolo, condannato all'ergastolo è stato definito dai giudici come "''un uomo capace dunque di passare - letteralmente! - sul cadavere del suo avversario pur di raggiungere un obiettivo; è il trait d’union più idoneo anche per quella ignobile fauna di pseudo industriali, possidenti, imprenditori edili, “benestanti” che attraverso di lui cercano di realizzare sempre più grandi profitti.''" <ref>Domenico Angelelli, Sentenza n. Corte d’assise di Lecce, 16 marzo 1987, p.47</ref> La sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Lecce dichiarò però il probabile coinvolgimento di altri personaggi, non meglio identificati, che avrebbero avuto obiettivi non raggiungibili con l'elezione di Renata. | ||
== Memoria == | == Memoria == | ||
Nel 2002 la Commissione del Dipartimento Affari Civili del Ministero dell'Interno riconobbe il carattere di vittima di criminalità mafiosa a Renata Fonte.<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/01/vigilantes-uccisi-renata-fonte-vittime-di.html I vigilantes uccisi e Renata Fonte vittime di mafia, La Repubblica, 1° marzo 2002]</ref> | Nel 2002 la Commissione del Dipartimento Affari Civili del Ministero dell'Interno riconobbe il carattere di vittima di criminalità mafiosa a Renata Fonte.<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/01/vigilantes-uccisi-renata-fonte-vittime-di.html I vigilantes uccisi e Renata Fonte vittime di mafia, La Repubblica, 1° marzo 2002]</ref> | ||
A Renata Fonte è dedicata l'associazione “Donne insieme” con l'intento di promuovere la legalità e non violenza. Da una collaborazione tra Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, è nata l'omonima “[http://www.centroantiviolenzarenatafonte.it/ Rete Antiviolenza Renata Fonte]”. Questo è il primo centro di tale genere riconosciuto dal ministero dell'interno in collaborazione con il ministro delle Pari Opportunità. | A Renata Fonte è dedicata l'associazione “Donne insieme” con l'intento di promuovere la legalità e non violenza. Da una collaborazione tra Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, è nata l'omonima “[http://www.centroantiviolenzarenatafonte.it/ Rete Antiviolenza Renata Fonte]”. Questo è il primo centro di tale genere riconosciuto dal ministero dell'interno in collaborazione con il ministro delle Pari Opportunità. | ||
Le è stata intitolata anche una piazza e la sala consigliare del comune di Nardò. | |||
Nel 2009 è stata inaugurata nel Parco di Porto Selvaggio una stele in memoria dell'impegno civile e politico di Renata fonte. | Le è stata intitolata anche una piazza e la sala consigliare del comune di Nardò. Nel 2009 è stata inaugurata nel Parco di Porto Selvaggio una stele in memoria dell'impegno civile e politico di Renata fonte. | ||
Ogni [[21 marzo]], in occasione della Giornata della Memoria e dell'impegno di [[Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie|Libera]] il suo nome è ricordato tra le vittime innocenti di mafia. | Ogni [[21 marzo]], in occasione della Giornata della Memoria e dell'impegno di [[Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie|Libera]] il suo nome è ricordato tra le vittime innocenti di mafia. | ||
Le è stata dedicata anche la scuola di politica della [http://benvenutiinitalia.it/ Fondazione Benvenuti in Italia], fondata nel 2011 che si riunisce a Torino. | Le è stata dedicata anche la scuola di politica della [http://benvenutiinitalia.it/ Fondazione Benvenuti in Italia], fondata nel 2011 che si riunisce a Torino. | ||
Il comune di Nardò nel 2014, a trent'anni dell'assassinio, organizzò delle manifestazioni per ricordare la concittadina Renata Fonte con la presenza di don [[Luigi Ciotti]] e del vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna. | Il comune di Nardò nel 2014, a trent'anni dell'assassinio, organizzò delle manifestazioni per ricordare la concittadina Renata Fonte con la presenza di don [[Luigi Ciotti]] e del vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna. | ||
A Fonte è stata dedicata un'orchidea, la ‘’Ophrys x sivana nothosubsp. Renatafontae’’, incrocio tra ‘’Ophrys candica’’ e ‘’Ophrys holosericea subsp. Parvimaculata’’ ed è stata descritta dai naturalisti salentini Roberto Gennaio, Marco Gargiulo, Piero Medagli e Francesco Salvatore Chetta. | A Fonte è stata dedicata un'orchidea, la ‘’Ophrys x sivana nothosubsp. Renatafontae’’, incrocio tra ‘’Ophrys candica’’ e ‘’Ophrys holosericea subsp. Parvimaculata’’ ed è stata descritta dai naturalisti salentini Roberto Gennaio, Marco Gargiulo, Piero Medagli e Francesco Salvatore Chetta. | ||
Nel comune di Mottola (TA) le è stata intitolata una piazzetta, che attende di essere inaugurata ufficialmente, su proposta di una classe dell'IC "Manzoni" che ha vinto la seconda edizione del concorso indetto da Toponomastica Femminile. | Nel comune di Mottola (TA) le è stata intitolata una piazzetta, che attende di essere inaugurata ufficialmente, su proposta di una classe dell'IC "Manzoni" che ha vinto la seconda edizione del concorso indetto da Toponomastica Femminile. | ||
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Dall'omonimo romanzo nel [[1988]] venne girato “[[La posta in gioco (film)|La posta in gioco]]” di Sergio Nasca interpretato da Lina Sastri, Turi Ferro e Vittorio Caprioli. | Dall'omonimo romanzo nel [[1988]] venne girato “[[La posta in gioco (film)|La posta in gioco]]” di Sergio Nasca interpretato da Lina Sastri, Turi Ferro e Vittorio Caprioli. | ||
Nel febbraio 2018 va in onda su Canale 5 “Una donna contro tutti - Renata Fonte”, quarta puntata della fiction “[[Liberi Sognatori (Serie Tv)|Liberi Sognatori]]”. Il ruolo di Renata è interpretato da Cristina Capotondi. <ref>[http://www.video.mediaset.it:%20http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/renata-fonte-una-donna-contro-tutti-quarta-puntata_803908.html Film disponibile gratuitamente in streaming on demand]</ref> | Nel febbraio 2018 va in onda su Canale 5 “Una donna contro tutti - Renata Fonte”, quarta puntata della fiction “[[Liberi Sognatori (Serie Tv)|Liberi Sognatori]]”. Il ruolo di Renata è interpretato da Cristina Capotondi. <ref>[http://www.video.mediaset.it:%20http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/renata-fonte-una-donna-contro-tutti-quarta-puntata_803908.html Film disponibile gratuitamente in streaming on demand]</ref> | ||
== Note == | |||
<references></references> | |||
== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||
* la Repubblica, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/02/10/per-il-delitto-fonte-ergastolo-killer-mandante.html Per il delitto Fonte ergastolo a killer e mandante]'', 10 febbraio 1987 | |||
[[Categoria:Politici]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime della Sacra Corona Unita e delle mafie pugliesi]] [[Categoria:Nati il 10 marzo]] [[Categoria:Nati nel 1951]] [[Categoria:Morti il 31 marzo]] [[Categoria:Morti nel 1984]] | |||