Diego Passafiume

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Diego Passafiume
Diego Passafiume

Diego Passafiume (Cianciana, 16 luglio 1952 - Cianciana, 22 agosto 1993) è stato un imprenditore siciliano, vittima innocente di Cosa Nostra.

Biografia

Piccolo imprenditore edile impegnato nel movimento terra anche per conto terzi, Diego Passafiume operava nella zona di Cianciana, paesino di poco più di 2mila abitanti in provincia di Agrigento. Rinomato per la sua bravura, per via della mancanza di lavoro nella sua zona aveva tentato di estendere le proprie attività al di fuori del comune di Cianciana, in particolare nei lavori della strada tra Cattolica e il suo comune, nella parte che insisteva nel Comune di Cattolica Eraclea[1].

Proprio a causa della sua buona reputazione e della sua volontà di espandersi, nelle settimane precedenti l'omicidio cominciò a ricevere telefonate minatorie.

L'omicidio

Il giorno del suo omicidio, il 22 agosto 1993, Passafiume si trovava alla guida della sua autovettura insieme alla moglie, Maria Chicchìrillo, la suocera, Giovanna Tuzzolino, e la nipote, Giovanna Barbiera detta Angela, e i due figli di lei, Alfonso e Pietro, rispettivamente di cinque e otto anni.

L'imprenditore aveva appena fermato l'auto a 20 metri dall'abitazione del cognato, di cui avrebbero festeggiato l'anniversario di matrimonio, quando un commando di 4 killer, a volto scoperto e a bordo di un'Alfa Romeo 164, affiancò l'auto: l'uomo seduto sul sedile anteriore lato passeggero aveva fatto fuoco con un fucile a pallettoni; scese quindi dall'auto avvicinandosi a quella di Passafiume, sporgendosi dal finestrino di questa per vederne l'intemo e dare quindi il colpo di grazia alla vittima designata.

Nell'incursione rimasero ferite anche la suocera e la nipote[2].

Indagini e processi

Pur essendo evidente la matrice mafiosa dell'omicidio, il caso rimase irrisolto per diversi anni, nonostante la presenza di testimoni oculari, in particolare della moglie Maria e della nipote Giovanna, le quali avevano reso fin da subito dichiarazioni utili, a partire dalla descrizione fisica di uno degli assassini[3].

Gli stessi Carabinieri che avevano effettuato le indagini, pur indicando quale possibile ambito cui ricollegare l'omicidio al contesto degli appalti e subappalti nei lavori di movimento terra, e pur riferendo di incendi e danneggiamenti verificatisi ai danni di cantieri e di mezzi meccanici nel territorio di Cianciana, non avevano enucleato alcun significativo dato fattuale specificamente ricollegabile alla vittima ed alla sua attivita imprenditoriale[4].

La svolta nel 2016

Nel tempo erano comunque emersi elementi significativi idonei a confermare che l'omicidio fosse opera di Cosa Nostra, e in particolare ad alcuni suoi affiliati quali Giovanni Pollari, un imprenditore di Cianciana titolare di un impianto di calcestruzzi, Mario Capizzi, Giuseppe Renna e Filippo Sciara[5].

Infatti il collaboratore di giustizia Pasquale Salemi nel 1997 aveva indicato in Sciara, uomo d'onore di Siculiana, il killer di Passafiume, sostenendo che avesse agito su mandato di Giovanni Pollari, anch'egli uomo d'onore di Cianciana:

«Sempre a causa del sistema impositivo e violento da lui usato nella gestione dei suoi interessi economici, ricordo che Giovanni POLLARI ha fatto uccidere un piccolo imprenditore di Cianciana, del quale non ricordo il nome, che a suo avviso gli faceva concorrenza»[6].

In un interrogatorio reso l'anno successivo confermò la circostanza, dichiarando che Passafiume:

«prendeva piccoli appalti e lavori, e possedeva credo un pala meccanica ed un camion. Non so perchè in particolare il Pollari, che io ben conosco, l'avesse con lui. Ad eseguire l'omicidio comunque sono stati Sciara Filippo e Capizzi Mario. Ciò ho appreso conversando direttamente con Sciara e con Renna Giuseppe, da cui ho appreso anche del coinvolgimento del Capizzi Mario nella esecuzione dell'omicidio. I riberesi e quelli di Siculiana infatti si scambiavano i favori nella esecuzione dei delitti. L'unica ragione della eliminazione del Passafiume era comunque quella di fare un favore al Pollari, che come ho già detto era consigliere del mandamento di Santo Stefano Quisquina»[7].

Tuttavia, l'indicazione di Salemi rimase senza riscontro finché nel 2016 alla moglie e alla nipote di Diego era stato mostrato dall'avvocato un album fotografico in originale contenente le foto di vari uomini d'onore dell'agrigentino coinvolti nell'operazione "Akragas" tra cui anche quella di Filippo Sciara, riconosciuto subito dalle due[8].

Per quanto riguarda invece Giovanni Pollari, fu al centro di altre indagini per omicidio nell'area della c.d. "bassa Quisquina", in particolare quelle sulla morte di Ignazio Panepinto, titolare di una cava di materiali inerti in Bivona, e di suo fratello, di Antonino Di Girgenti ad Alessandria della Rocca, nonché del duplice omicidio di Giovanni Carbone ed Emanuele Sedita, per conto del quale Passafiume aveva svolto dei lavori di trasporto. Le ulteriori e differenti indagini svolte nel tempo sulla figura di Pollari avevano consentito di fare luce su vari fatti criminosi[9].

A confermare le dichiarazioni di Salemi furono anche i collaboratori di giustizia Luigi Putrone[10], Giuseppe Salvatore Vaccaro[11] e Calogero Rizzuto[12].

Le condanne

A causa del decesso di Pollari, il processo che si aprì vide come imputato solo Filippo Sciara, condannato al termine del primo grado il 15 dicembre 2023 all'ergastolo, pena confermata in Appello il 16 gennaio 2025 e in Cassazione il 5 novembre dello stesso anno.

Note

  1. ↑ Sentenza di 1° grado, p. 20.
  2. ↑ Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d'Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio, p. 6.
  3. ↑ Mazzara, Wilma Angela (Presidente) (2023). Sentenza n. 3/23 ontro Sciara Filippo, Corte d'Assise di Agrigento - III Sezione, 15 dicembre, p. 8.
  4. ↑ Ibidem.
  5. ↑ Ivi, p. 8-9.
  6. ↑ ivi, p. 63.
  7. ↑ Ivi, p. 65.
  8. ↑ Ibidem.
  9. ↑ Ivi p. 21.
  10. ↑ Ivi, p. 74 e ss.
  11. ↑ Ivi, p. 85 e ss.
  12. ↑ Ivi, p. 87 e ss.

Bibliografia

  • De Marzo, Giuseppe (Presidente) (2025). Sentenza n. 659/2025 contro Sciara Filippo, Suprema Corte di Cassazione - Sezione I, 5 novembre.
  • Mazzara, Wilma Angela (Presidente) (2023). Sentenza n. 3/23 ontro Sciara Filippo, Corte d'Assise di Agrigento - III Sezione, 15 dicembre.
  • Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d'Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio.