Cadaveri eccellenti (film)

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Locandina del film "Cadaveri eccellenti"
Francesco Rosi

CADAVERI ECCELLENTI

Anno: 1976

Genere: Giallo, noir, drammatico

Durata: 115min.

Regia: Francesco Rosi

Sceneggiatura: Tonino Guerra, Lino Iannuzzi, Francesco Rosi

Attori: Lino Ventura, Renato Salvatori, Max Von Sydow, Alain Cuny, Fernando Rey, Charles Vanel, Francesco Callari, Paolo Bonacelli, Tino Carraro, Marcel Bozzuffi, Maria Carta, Luigi Pistilli, Tina Aumont, Paolo Graziosi, Anna Proclemer, Alfonso Gatto, Carlo Tamberlani, Enrico Ragusa, Corrado Gaipa, Claudio Nicastro, Silverio Blasi, Florestano Vancini

Fotografia: Pasqualino De Santis

Montaggio: Ruggero Mastroianni

Musiche: Astor Piazzolla, Piero Piccioni, Chopin (Sonata n.2 op.35)

Produttore: Alberto Grimaldi

Distribuzione: PEA UNITED ARTISTS - RICORDI VIDEO, VIVIVIDEO, RCS FILMS&TV

Paese: Francia, Italia

Trama

In una regione del sud, qualcuno uccide un magistrato, poi un altro e un altro ancora. Ad indagare sui tre delitti viene incaricato l'ispettore Rogas che, scartate le ipotesi di una vendetta mafiosa e dei crimini immotivati di un folle, ritiene che l'omicida sia un farmacista ingiustamente condannato, anni prima, per un presunto tentativo di avvelenamento, ed ora scomparso. Quando, però, il misterioso assassino comincia a uccidere i magistrati della capitale, il capo della polizia impone a Rogas di indirizzare le indagini verso i "gruppuscoli" di estrema sinistra, e non più agendo da solo ma agli ordini di un commissario della squadra politica. Ormai convinto, invece, che quei delitti facciano parte di un piano eversivo, Rogas continua per la sua strada, finchè raggiunge le prove del complotto. Ne informa, allora, il segretario del partito comunista, al quale ha dato appuntamento in un museo: ma un killer appostato sul luogo li uccide entrambi. La versione ufficiale, fornita dallo stesso capo della polizia, attribuisce l'uccisione del capo comunista allo stesso Rogas, che avrebbe dato da tempo segni di squilibrio mentale. I compagni del morto, pur conoscendo la verità, non ne approfittano, poiché giudicano prematura la conquista del potere.