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|description=Joe Masseria, soprannominato Joe the Boss, al secolo Giuseppe Masseria (Menfi, 17 gennaio 1886 – New York City, 15 aprile 1931), è stato un mafioso italoamericano, appartenente a Cosa Nostra americana.
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'''Joe Masseria''', soprannominato ''Joe the Boss'', al secolo ''Giuseppe Masseria'' (Menfi, [[17 gennaio]] [[1886]] – New York City, [[15 aprile]] [[1931]]), è stato un mafioso italoamericano, appartenente a [[Cosa Nostra Americana|Cosa Nostra americana]].
'''Joe Masseria''', soprannominato ''Joe the Boss'', al secolo ''Giuseppe Masseria'' (Menfi, [[17 gennaio]] [[1886]] – New York City, [[15 aprile]] [[1931]]), è stato un mafioso italoamericano, appartenente a [[Cosa Nostra Americana|Cosa Nostra americana]].
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[[Categoria:Mafiosi Americani]]
== Biografia ==
=== Primi anni ===
Nato a Menfi in Provincia di Agrigento<ref>Sulla sua città di origine, in realtà, non c'è unanimità. Dash Mike, nel suo ''C’era una volta la Mafia: la storia mai raccontata della nascita di Cosa Nostra'', Roma, Newton Compton Editori, p.263, sostiene sia nato a Marsala. Salvatore Lupo, invece, nel libro ''Quando la Mafia trovò l’America. Storia di un intreccio intercontinentale (1888-2008)'', Torino, Giulio Einaudi Editore, pp. 57-60, sostiene sia nato a Sciacca. Tuttavia, nel 2011 Richard Warner accertò che nacque a Menfi. Si veda Warner, Richard N. (2011). "''On the Trail of Giuseppe "Joe the Boss" Masseria''", in  "Informer: The History of American Crime and Law Enforcement", pp. 56–58</ref>, Masseria si trasferì nel [[1902]] negli Stati Uniti con tutta la sua famiglia, quando aveva sedici anni<ref>Citato in Dash Mike (2010), op. cit., p. 57 e p. 60.</ref>.
 
=== Il primo approccio al crimine ===
Joe iniziò a compiere i primi reati attorno al [[1907]]<ref>Ivi, p. 262</ref>, compiendo aggressioni ed estorsioni per conto del Clan dei Morello, da cui si sarebbe separato nei primi anni Venti<ref>Citato in Lupo Salvatore (2008), op. cit., p.60</ref>. I giornali dell'epoca gli attribuirono il titolo di "'''The Boss'''", includendolo nella lsita dei più potenti capimafia del periodo, seppur non avesse la medesima rilevanza mediatica dei suoi "colleghi".<ref>Ibidem</ref>.
 
Masseria fu tuttavia il primo ad utilizzare il termine “''boss''” per riferirsi a se stesso e indicare il capo di una famiglia mafiosa americana, al posto del più tradizionale "Godfather" (Padrino)<ref>Citato in Raab Selwyn (2009). ''Le famiglie di Cosa Nostra. La nascita, il declino e la resurrezione della più potente organizzazione criminale americana'', Roma, Newton Compton editori, p.38.</ref>.
 
=== Capo dei capi durante il Proibizionismo ===
Masseria conquistò il potere durante la reclusione di '''Giuseppe Morello''', boss della [[Famiglia Genovese|famiglia Genovese]] incriminato dalla polizia di New York e detenuto dal [[1909]] al [[1919]], che divenne poi uno dei luogotenenti di Masseria a partire dal [[1922]]. Anche [[Ciro Terranova]], fratellastro di Morello e membro della sua banda, divenne uno dei suoi luogotenenti. Negli anni Venti, Masseria fu protettore del clan Morello-Terranova<ref>Citato in Dash, op. cit., p. 20.</ref>.
 
Il controllo di Masseria sul contrabbando e sul gioco d’azzardo era limitato alle zone del ''Lower East Side'' di Manhattan, New York, mentre i Terranova si occupavano di ''East Harlem'' e del ''Bronx''<ref>Citato in Lupo Salvatore (2008). op. cit., p. 60.</ref>.
 
Dopo la morte nel [[1928]]] di Salvatore "Totò" D'Aquila, boss della [[Famiglia Gambino|famiglia Gambino]], Masseria ne prese il posto<ref>Citato in Dash, op. cit., p. 19.</ref>.
 
Nella seconda metà degli anni Venti, cominciò una rivalità con Umberto Valente, detto “''the Ghost''”, uno degli assassini più spietati della famiglia Gambino. Valente era appena tornato negli Stati Uniti e aveva tentato di uccidere Masseria. Fra l’assassinio di Valente ad opera di [[Lucky Luciano]] e i continui tentativi di sottomettere le altre famiglie criminali di New York, Masseria innescò il conflitto di mafia che prese il nome di “[[Guerra castellammarese]]”<ref>Ivi, p. 65</ref>.
 
=== La Guerra castellammarese ===
*Per approfondire [[Guerra castellammarese]]
 
Verso la fine degli anni Venti, Masseria pretese diecimila dollari da alcuni membri di una borgata castellammarese per il riconoscimento della sua posizione di Boss e fece uccidere alcuni sottoposti che gli si opposero. Maranzano si rifiutò di riconoscere la supremazia di Masseria, dando così avvio a un conflitto senza precedenti<ref>Citato in Raab, op. cit., p. 37.</ref>. Fu in quel periodo che Salvatore Luciano cercò l’aiuto di Joe Masseria, in quanto preoccupato della notorietà che i castellammaresi avrebbero potuto trarre dal conflitto. Inoltre egli voleva innovare il sistema commerciale mafioso rendendolo internazionale, finanziando anche attività ulteriori, quali la prostituzione e i sindacati e cooperando con malavitosi ebrei e irlandesi. Masseria, invece, era soddisfatto degli introiti del traffico di alcolici e determinato a farla finita con Maranzano e la famiglia Bonanno<ref>Ivi, p. 38.</ref>.
 
Nel dicembre 1930, Masseria chiese a Luciano e Genovese di uccidere per suo conto un boss del Bronx sospettato di collaborare con il nemico; si trattava di un imprenditore dell’industria del ghiaccio la cui morte si rivelò controproducente in quanto produsse una convergenza tra un pezzo dell’establishment affaristico-criminale e Maranzano. In risposta, vennero eliminati numerosi luogotenenti di Masseria<ref>Lupo, op. cit., p. 89.</ref>.
 
Dopo un pestaggio ordinato da Maranzano, dal quale uscì vivo per miracolo, e che gli valse l’appellativo di “lucky”, Luciano decise di chiudere i conti sia con Masseria che con Maranzano<ref>Ivi, p. 88.</ref>. Andò quindi da quest’ultimo e propose di eliminare Masseria in cambio del controllo della sua banda<ref>Raab, op. cit., p. 39.</ref>.
 
=== La morte ===
Masseria morì il [[15 aprile]] [[1931]], assassinato da un commando nel ristorante italiano “''Nuova Villa Tammaro''” di Coney Island, mentre giocava a poker dopo aver consumato una cena abbondante<ref>Lupo, op. cit., p. 89.</ref>. Il boss venne colpito da quattro colpi di pistola alla schiena e uno alla nuca<ref>Citato in in Pollak Michael (2012). ''Coney Island’s Big Hit, New York, the New York Times''</ref>.
 
== Note ==
<references />
 
==Bibliografia==
* Dash, Mike (2010). ''C’era una volta la Mafia: la storia mai raccontata della nascita di Cosa Nostra'', Roma, Newton Compton Editori.
* Lupo, Salvatore (2008). ''Quando la Mafia trovò l’America. Storia di un intreccio intercontinentale (1888-2008)'', Torino, Giulio Einaudi Editore.
* Pollack, Michael (2012). ''Coney Island’s Big Hit'', New York, the New York Times.
* Raab, Selwyn (2009). ''Le famiglie di Cosa Nostra. La nascita, il declino e la resurrezione della più potente organizzazione criminale americana'', Roma, Newton Compton editori.
 
[[Categoria:Mafiosi Americani]] [[Categoria:Boss di Cosa Nostra americana]]