Maxiprocesso di Palermo: differenze tra le versioni

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L'intuizione per far fronte a questa tragica sequenza di morti viene da [[Rocco Chinnici]], allora a capo dell'ufficio istruzione di Palermo. Chinnici decide di affidare le indagini sulla mafia ad un gruppo specializzato di magistrati, favorendo la circolazione e la condivisione delle informazioni. In tal modo si riuscì ad esaminare in maniera complessiva la mafia, non più analizzando soltanto ristrette porzioni del fenomeno, ma esaminandolo con uno sguardo d'insieme. Il Pool e il capo della Squadra Mobile, il vicequestore [[Ninni Cassarà]], avviarono un'azione di contrasto a Cosa nostra come mai prima di allora. La risposta della mafia non si fece aspettare, e arrivò con l'omicidio di Rocco Chinnici, il 23 luglio 1983. A sostituirlo fu chiamato [[Antonino Caponetto]], che portò ad un livello ancora di maggiore efficacia il funzionamento del Pool, ora composto da [[Giovanni Falcone]], [[Paolo Borsellino]], [[Leonardo Guarnotta]] e [[Giuseppe Di Lello]]. Fu data particolare importanza al metodo investigativo inaugurato da Giovanni Falcone e basato sull'analisi dei movimenti bancari per comprendere collegamenti che altrimenti non sarebbero mai emersi.
L'intuizione per far fronte a questa tragica sequenza di morti viene da [[Rocco Chinnici]], allora a capo dell'ufficio istruzione di Palermo. Chinnici decide di affidare le indagini sulla mafia ad un gruppo specializzato di magistrati, favorendo la circolazione e la condivisione delle informazioni. In tal modo si riuscì ad esaminare in maniera complessiva la mafia, non più analizzando soltanto ristrette porzioni del fenomeno, ma esaminandolo con uno sguardo d'insieme. Il Pool e il capo della Squadra Mobile, il vicequestore [[Ninni Cassarà]], avviarono un'azione di contrasto a Cosa nostra come mai prima di allora. La risposta della mafia non si fece aspettare, e arrivò con l'omicidio di Rocco Chinnici, il 23 luglio 1983. A sostituirlo fu chiamato [[Antonino Caponetto]], che portò ad un livello ancora di maggiore efficacia il funzionamento del Pool, ora composto da [[Giovanni Falcone]], [[Paolo Borsellino]], [[Leonardo Guarnotta]] e [[Giuseppe Di Lello]]. Fu data particolare importanza al metodo investigativo inaugurato da Giovanni Falcone e basato sull'analisi dei movimenti bancari per comprendere collegamenti che altrimenti non sarebbero mai emersi.
Nel 1982 nasce la prima indagine, detta "Rapporto dei 122". Il principio della centralizzazione delle indagini ebbe come ovvia conseguenza la necessità di riunificare tutte le istruttorie in un unico processo. Aggiungendo altri filoni investigativi al nucleo di indagine originario, nacque l'embrione di quello che sarebbe poi divenuto il Maxiprocesso.
Nel giugno 1982 viene stilato da Ninni Cassarà in persona il "Rapporto dei 162", l'embrione che costituì la base del Maxiprocesso. Il principio della centralizzazione delle indagini ebbe come ovvia conseguenza la necessità di riunificare tutte le istruttorie in un unico processo. Aggiungendo altri filoni investigativi al nucleo di indagine originario, prese forma quella che poi sarebbe divenuta l'istruttoria del Maxiprocesso.


Una svolta fondamentale fu l'irrompere sulla scena di [[Tommaso Buscetta]], nel 1984, che con le sue dichiarazioni permise uno sguardo inedito dentro a Cosa nostra.Il 29 settembre 1984, grazie alle dichiarazioni di Buscetta, scatta il blitz di San Michele durante il quale vengono eseguiti i mandati di cattura nei confronti di 366 presunti mafiosi.
Una svolta fondamentale fu l'irrompere sulla scena di [[Tommaso Buscetta]], nel 1984, che con le sue dichiarazioni permise uno sguardo inedito dentro a Cosa nostra.Il 29 settembre 1984, grazie alle dichiarazioni di Buscetta, scatta il blitz di San Michele durante il quale vengono eseguiti i mandati di cattura nei confronti di 366 presunti mafiosi.