Paolo Borsellino: differenze tra le versioni
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Nel [[1969]] divenne pretore a Monreale, dove cominciò a lavorare con il capitano dei Carabinieri [[Emanuele Basile]]. Nel [[1975]] Borsellino venne trasferito presso l'Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo e si distinse con il capitano Basile nel [[1980]] per aver continuato l'indagine sui rapporti tra i mafiosi di Altofonte e Corso dei Mille iniziata dal commissario [[Boris Giuliano]], ucciso pochi mesi prima nel [[1979]]. Il rapporto tra il giovane Paolo e Rocco Chinnici, allora capo dell'ufficio istruzione, divenne nel frattempo, per usare le parole della sorella Rita e della figlia del capo Ufficio Caterina, di "adozione", non solo professionale. Nello stesso anno Cosa Nostra eliminava il [[4 maggio]] il capitano Basile e a Borsellino fu assegnata la scorta. | Nel [[1969]] divenne pretore a Monreale, dove cominciò a lavorare con il capitano dei Carabinieri [[Emanuele Basile]]. Nel [[1975]] Borsellino venne trasferito presso l'Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo e si distinse con il capitano Basile nel [[1980]] per aver continuato l'indagine sui rapporti tra i mafiosi di Altofonte e Corso dei Mille iniziata dal commissario [[Boris Giuliano]], ucciso pochi mesi prima nel [[1979]]. Il rapporto tra il giovane Paolo e Rocco Chinnici, allora capo dell'ufficio istruzione, divenne nel frattempo, per usare le parole della sorella Rita e della figlia del capo Ufficio Caterina, di "adozione", non solo professionale. Nello stesso anno Cosa Nostra eliminava il [[4 maggio]] il capitano Basile e a Borsellino fu assegnata la scorta. | ||
[[File:Falcone borsellino.jpg|250px|thumb|left|Giovanni Falcone con Paolo Borsellino]] | |||
=== Il Pool Antimafia e il Maxiprocesso di Palermo === | === Il Pool Antimafia e il Maxiprocesso di Palermo === | ||
Il [[29 luglio]] [[1983]] Rocco Chinnici fu ucciso da un'autobomba, insieme ai due agenti di scorta e al portiere del suo condominio; l'idea del Pool antimafia, il gruppo di giudici istruttori specializzati in reati di stampo mafioso, lo aveva reso pericoloso, ma per fortuna fu messa in pratica dal suo successore, [[Antonino Caponnetto]], che lo costituì facendovi entrare, oltre a Borsellino e Falcone, anche [[Giuseppe Di Lello]] e [[Leonardo Guarnotta]]. | Il [[29 luglio]] [[1983]] Rocco Chinnici fu ucciso da un'autobomba, insieme ai due agenti di scorta e al portiere del suo condominio; l'idea del Pool antimafia, il gruppo di giudici istruttori specializzati in reati di stampo mafioso, lo aveva reso pericoloso, ma per fortuna fu messa in pratica dal suo successore, [[Antonino Caponnetto]], che lo costituì facendovi entrare, oltre a Borsellino e Falcone, anche [[Giuseppe Di Lello]] e [[Leonardo Guarnotta]]. | ||
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=== Procuratore a Marsala e la polemica sui Professionisti dell'Antimafia === | === Procuratore a Marsala e la polemica sui Professionisti dell'Antimafia === | ||
[[File:Leonardo-Sciascia.jpg|200px|thumb|right|Leonardo Sciascia]] | |||
Il [[19 dicembre]] [[1986]] Borsellino chiese ed ottenne di essere nominato Procuratore della Repubblica di Marsala. Il fatto che la sua nomina non avesse seguito il canonico criterio dell'anzianità di servizio, portò [[Leonardo Sciascia]] a innescare sul Corriere della Sera del [[10 gennaio]] [[1987]] la famosa polemica sui [[I professionisti dell'Antimafia|Professionisti dell'Antimafia]]. Lo scrittore siciliano polemizzava sul fatto che, a suo dire, l'antimafia fosse usata da alcuni magistrati come Borsellino come strumento per fare carriera in magistratura. | Il [[19 dicembre]] [[1986]] Borsellino chiese ed ottenne di essere nominato Procuratore della Repubblica di Marsala. Il fatto che la sua nomina non avesse seguito il canonico criterio dell'anzianità di servizio, portò [[Leonardo Sciascia]] a innescare sul Corriere della Sera del [[10 gennaio]] [[1987]] la famosa polemica sui [[I professionisti dell'Antimafia|Professionisti dell'Antimafia]]. Lo scrittore siciliano polemizzava sul fatto che, a suo dire, l'antimafia fosse usata da alcuni magistrati come Borsellino come strumento per fare carriera in magistratura. | ||
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*''Per approfondire vedi [[Strage di Via Mariano d’Amelio|Strage di Via D'Amelio]]'' | *''Per approfondire vedi [[Strage di Via Mariano d’Amelio|Strage di Via D'Amelio]]'' | ||
[[File:Strage_via_damelio.jpg|300px|thumb|right|Una foto dopo l'esplosione della bomba]] | |||
Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove viveva sua madre. | Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove viveva sua madre. | ||
Alle '''16:54'''. una Fiat 126 imbottita di tritolo che era parcheggiata sotto l'abitazione della madre esplose non appena Borsellino suonò il citofono: stando alle parole di [[Totò Riina]], intercettato nel carcere di Opera nel marzo 2014, fu proprio Borsellino ad azionare la bomba, nell'atto di citofonare alla madre<ref>"[http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/03/12/news/l_ultima_rivelazione_di_riina_in_carcere_il_telecomando_era_nel_citofono_cos_borsellino_azion_la_sua_bomba-80790636/ L'ultima rivelazione di Riina: "Telecomando nel citofono" Borsellino azionò la sua bomba]"</ref>. Insieme a lui morirono i cinque agenti della scorta [[Emanuela Loi]] (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), [[Agostino Catalano]], [[Vincenzo Li Muli]], [[Walter Eddie Cosina]] e [[Claudio Traina]]. L'unico sopravvissuto fu l'agente [[Antonino Vullo]], scampato perché al momento della deflagrazione stava parcheggiando uno dei veicoli della scorta. | Alle '''16:54'''. una Fiat 126 imbottita di tritolo che era parcheggiata sotto l'abitazione della madre esplose non appena Borsellino suonò il citofono: stando alle parole di [[Totò Riina]], intercettato nel carcere di Opera nel marzo 2014, fu proprio Borsellino ad azionare la bomba, nell'atto di citofonare alla madre<ref>"[http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/03/12/news/l_ultima_rivelazione_di_riina_in_carcere_il_telecomando_era_nel_citofono_cos_borsellino_azion_la_sua_bomba-80790636/ L'ultima rivelazione di Riina: "Telecomando nel citofono" Borsellino azionò la sua bomba]"</ref>. Insieme a lui morirono i cinque agenti della scorta [[Emanuela Loi]] (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), [[Agostino Catalano]], [[Vincenzo Li Muli]], [[Walter Eddie Cosina]] e [[Claudio Traina]]. L'unico sopravvissuto fu l'agente [[Antonino Vullo]], scampato perché al momento della deflagrazione stava parcheggiando uno dei veicoli della scorta. | ||