Clan Partenio

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Il clan Genovese o clan Partenio è un cartello camorristico operante nella città di Avellino e nello stretto hinterland. Venne definito anche il “clan dei due monti”, poiché la loro influenza si estendeva dalla fascia dei monti del Partenio fino a quella del monte Terminio. Facendo affidamento su fedeli capizona ha esteso il suo potere nei comuni di Mercogliano, Monteforte Irpino, Serino, Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Chiusano San Domenico, Montemiletto, Pratola Serra e Altavilla Irpina[1].

Suo grande alleato è il clan Cava, che si serve dei Genovese per allargare il suo potere anche nella parte centrale dell’Irpinia.

Le principali attività del gruppo criminale sono in particolar modo l’usura, le estorsioni, lo spaccio di sostanze stupefacenti e le infiltrazioni nelle aste immobiliari[2].

Ad oggi, dopo l’ultima operazione delle forze dell’ordine denominata “Nuovo Clan Partenio 2.0” nell’ottobre del 2019, sussiste un vuoto di potere poiché l’organizzazione è stata decapitata in modo netto.

Storia

Agli inizi degli anni ’90, Modestino Genovese incontrò in carcere suo cugino Amedeo. Il primo era un affiliato della “Nuova Camorra Organizzata” mentre il secondo della “Nuova Famiglia”. I due decisero di dare vita a un gruppo camorristico autonomo, composto solamente da avellinesi[3].

Ai due cugini si affiancarono al vertice del gruppo Antonio Masucci e Raffaele Spiniello, con quest'ultimo che cercò di dare un'impronta “napoletana” al clan, ispirandosi al violento gruppo “le teste matte”. In questo modo il clan si fece largo nella provincia avellinese a suon di pestaggi, intimidazioni e attentati a negozi e imprese, arruolando una vasta rete di di capizona in tutta la parte orientale dell’Irpinia.

L'omicidio di Walter De Cristofaro

L'ascesa criminale del gruppo subì una prima battuta d'arresto quando nei primi anni Duemila un'operazione anticamorra decapitò l’organizzazione, arrestando Amedeo e Modestino Genovese per l'omicidio del camorrista Walter De Cristofaro.

Nel pomeriggio del 12 luglio 2000 Walter De Cristofaro si trovava nei pressi del “Bar Tiglio”, gestito da sua moglie e da altro parente a San Biagio di Serino, quando due killer lo uccisero a colpi di pistola.

Già noto alle forze dell'ordine e negli ambienti criminali in quanto affiliato al Clan Cava, storico alleato dei Genovese, la vittima era stata scarcerata il 13 giugno ed era diventata scomoda per la sua riluttanza a un inquadramento gerarchico nell'organizzazione criminale.

L'indomani, nel comune di Atripalda, viene rinvenuta una Seat Ibiza che era stata rubata per compiere l'omicidio. Al suo interno venne rinvenuta una bottiglia contenente del liquido infiammabile. Al momento del furto l’autovettura si trovava nelle vicinanze dell’abitazione di uno dei sospettati. Questa concatenazione di indizi diede una spinta decisiva alle indagini portate avanti dalle forze dell’ordine. In seguito, si riuscì a risalire sia ai mandanti che agli esecutori materiali dell'omicidio.

Nel marzo del 2010 arrivarono le condanne: ergastolo per Amedeo Genovese, ritenuto il mandante insieme ad Antonio Masucci, condannato solo a 18 anni perché collaboratore di giustizia, e Modestino Genovese, già condannato all’ergastolo con il rito abbreviato. L'esecutore materiale del delitto, Pasqualino Bianco, fu condannato a 22 anni, mentre Giulio Acierno e Luigi Viesto furono condannati a 17 anni per tentato omicidio[4]

Il Nuovo Clan Partenio

Le condanne misero fine al clan, anche se vi fu un tentativo di ricostituirlo da parte di nuove leve. Nel 2013 la DIA registrò un tentativo di espansione di un gruppo criminale legato ai Galdieri, in passato affiliati del clan Cava[5]

Il “Nuovo Clan Partenio”, denominato così in seguito, non riuscirà comunque a raggiungere i fasti di un tempo.

Alle prime ore dell'alba del 14 ottobre 2019 circa 250 carabinieri arrestarono 23 individui ritenuti affiliati al c.d. “Nuovo Clan Partenio 2.0”, con l'accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, estorsioni, detenzione di armi ed altro, nei comuni di Avellino, Bagnoli Irpino, Montella e Monteforte. Di questi 23, in 18 finirono in carcere e 5 agli arresti domiciliari.

Tra gli arrestati figuravano i vertici dell’organizzazione criminale: Pasquale Galdieri detto “‘O Milord”, Nicola Galdieri, Carmine Valente ed Ernesto Nigro[6]

Note

  1. Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2009, p.287
  2. Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2002, p.62; Relazione 2° Semestre 2019, p.287
  3. Avellino, Centro Dorso: quaranta anni di camorra in Irpinia, The Wam.net, 22 novembre 2019
  4. Omicidio De Cristofaro, ergastolo per Amedeo Genovese, IrpiniaOggi.it, 24 marzo 2010
  5. Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2013, p.114
  6. Camorra ad Avellino, smantellato il clan Partenio: 23 arresti all’alba, NuovaIrpinia.it, 14 ottobre 2019

Bibliografia

  • Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2002
  • Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2009
  • Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2013
  • Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2019