Omicron - Osservatorio milanese sulla criminalità organizzata al Nord

Da WikiMafia.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Omicron - Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord è stato un mensile destinato a un pubblico di addetti ai lavori quali magistrati, politici, intellettuali, giornalisti ed esponenti delle forze dell’ordine. Al suo interno venivano proposte analisi, approfondimenti e riflessioni sulla presenza della criminalità organizzata nel Nord Italia da parte di giovani studiosi ed esperti. È stato prodotto tra gennaio del 1997 e marzo del 2003[1].

Storia

Dopo la chiusura del mensile del Circolo Società Civile, su iniziativa di Nando dalla Chiesa e di alcuni altri protagonisti di quella esperienza, venne creato Omicron, con lo scopo di affrontare in modo professionale la presenza mafiosa nel Nord Italia. La redazione era aperta e composta da giovani ricercatori, laureandi e neo-laureati e qualche giornalista professionista di supporto per la redazione e la confezione dei numeri. Inoltre, collaboravano anche alcuni magistrati, impegnati nelle indagini milanesi e nazionali che venivano trattate dal mensile.

Omicron si inseriva nel quadro di una società milanese, lombarda, e del Nord in generale, dove dominava un forte negazionismo sull’esistenza e sulla presenza della criminalità organizzata nel proprio territorio, dettato dal tentativo di non creare un’identità disdicevole in zone del Paese in forte crescita economica, ma anche politica e sociale.

L’idea era stata quindi quella di focalizzarsi specificatamente sulla criminalità organizzata e creare un osservatorio che avesse un connotato scientifico, proponendo attività di informazione, monitoraggio, riflessione e critica sul fenomeno, per poi divulgarle tramite un prodotto editoriale, il mensile appunto. Veniva utilizzato un metodo che combinava criteri e strumenti della sociologia, dell’economia, del diritto.

Era stata scelta la stampa su carta colorata (precisamente rosa salmone) come un noto quotidiano nazionale, per restituire un’immagine autorevole di ciò che veniva prodotto e pubblicato.

Il mensile si presentava con una struttura di base fissa, composta da quattro rubriche intitolate ciascuna: “Il fatto”, “Le cifre”, “I luoghi e le idee” e “Dubbi”. A queste rubriche a volte si aggiungevano anche “L’osservatorio” e “Le date”. Venivano così, ogni mese, affrontate tematiche e avvenimenti diversi legati alla presenza della criminalità organizzata di stampo mafioso, e proposte critiche e riflessioni su quanto veniva studiato e analizzato, oltre che su personaggi spesso finiti nelle indagini giudiziarie o nelle pagine di cronaca per la presunta o no vicinanza alle organizzazioni mafiose. In aggiunta, si cercò di tenere la contabilità del fenomeno.

L’Osservatorio proponeva anche degli eventi e dei convegni con esperti del contrasto al crimine organizzato di stampo mafioso. Nel 2000 seguì inoltre i lavori della Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale, partecipando a una rete di collaborazione europea e internazionale[2].

Nell'ambito del Programma Falcone della Commissione Europea, l'Osservatorio lavorò anche alla ricerca internazionale “L’influenza della criminalità straniera sulla struttura degli interessi e dei comportamenti criminali nelle grandi aree metropolitane dell’Europa mediterranea: Milano, Parigi e Barcellona”.

Il Comitato Scientifico

Nel 1999 venne creato un Comitato Scientifico, composto da personalità di riconosciuto prestigio istituzionale e culturale, che si affiancò alla redazione[3]. Il Comitato era composto da:

  • Vittorio Borraccetti, Procuratore capo della Repubblica, Venezia
  • Anna Canepa, Procuratore della Repubblica, Genova
  • Giancarlo Caselli, Procuratore della Repubblica di Torino. Già Procuratore capo della Repubblica di Palermo e direttore di Eurojust.
  • Adolfo Ceretti, Docente di Criminologia all’Università di Milano Bicocca. Coordinatore dell’Ufficio per la mediazione penale di Milano.
  • Nando Dalla Chiesa, Deputato della Repubblica e docente di Sociologia economica all’Università Milano.
  • Gabrio Forti, Docente di Criminologia all’Università Cattolica di Milano.
  • Alison Jamieson, Giornalista, ricercatrice
  • Alberto Nobili, Procuratore aggiunto della Repubblica a Milano
  • Marcelle Padovani, Giornalista, presidente dell’Associazione della stampa estera in Italia.
  • Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale di Milano.
  • Virginio Rognoni, già parlamentare e ministro dell’Interno.
  • Maurizio Romanelli, Sostituto Procuratore della Repubblica, Milano.
  • Adriano Sansa, Magistrato della Corte d’appello di Genova. Già sindaco di Genova.
  • Bartolomeo Sorge, Direttore responsabile di Aggiornamenti sociali.

La chiusura

L’ultimo numero del mensile è uscito nel marzo del 2003. Il motivo principale della chiusura è riconducibile a motivi personali e professionali dei partecipanti[4].

Omicron tuttavia sopravvisse in altra forma, in un sito internet omonimo, in cui si svolgeva soprattutto un’attività di catalogazione degli articoli sulla criminalità organizzata che uscivano sui vari giornali nazionali e no. Tuttavia, con l'avvento del diritto all'oblio, le richieste di rimozione degli articoli da parte delle persone citate o coinvolte e le minacce di querele resero praticamente impossibile il proseguimento di quell'esperienza. Oggi il sito non è più in funzione, anche se alcune sue parti sono presenti online.

Note

  1. Giada Visconti, Intervista a Gianni Barbacetto, 8 febbraio 2023, Milano
  2. Citato in "Chi Siamo", Omicronweb.it, Link WebArchive
  3. Ibidem.
  4. Intervista a Gianni Barbacetto

Bibliografia

  • Visconti Giada (2023). Intervista a Gianni Barbacetto, Milano, 8 febbraio.
  • Sito Web OmicronWeb (Archivio).

Voci correlate