Operazione Murcia

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L'Operazione Murcia è un'inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Brescia che consentì di individuare e smantellare una pericolosa associazione transnazionale finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. L'operazione portò all'iscrizione nel registro degli indagati di 26 persone dedite al traffico di cocaina e hashish provenienti dalla Spagna e destinati al mercato lombardo. Seconda fase di un’operazione che, l’8 novembre 2004 portò all'arresto di altri 14 indagati, l’attività scaturì da un filone investigativo dell’Operazione 'nduja, conclusa nell’ottobre 2005 con 42 arresti di esponenti della ‘ndrangheta, riconducibili alle cosche Facchineri e Bellocco di Rosarno.


Struttura e attività dell'organizzazione

L'organizzazione facente capo al narcotrafficante Angelo Marcandelli, assicurò periodiche forniture di cocaina provenienti dalla Spagna, ove era attiva una componente facente capo al colombiano Joaquin Antonio Aristizabal Vasquez, destinate al mercato bresciano e bergamasco. Venne inoltre individuata un’altra compagine collegata, facente capo al già pregiudicato Sergio Botti, dedita all’importazione di hashish sempre dalla Spagna, scoprendo importazioni di narcotico per oltre 3000 Kg. Il referente dell’organizzazione in Spagna venne individuato in Silvano Botti, già condannato in Italia a 14 anni di reclusione per associazione finalizzata al narcotraffico e ricercato in campo internazionale sin dal 1996. Durante l’operazione dei carabinieri fu anche sventata una rapina all’Ufficio corpi di reato del Tribunale di Brescia, con l’arresto dei responsabili e il recupero della refurtiva corrispondente a 10 chili di droghe di vario genere.[1]

In definitiva, l’operazione consentì di smantellare un'articolata struttura transnazionale, individuandone connessioni internazionali e confermandone interazioni tra fornitori stranieri e gruppi della criminalità organizzata italiana.

Bibliografia

  • "Operazione Murcia", nota stampa, Carabinieri del ROS, 9 novembre 2006

Note