Rossella Casini

Da WikiMafia.
Jump to navigation Jump to search


Rossella Casini (Firenze, 29 maggio 1956 - Palmi, 22 febbraio 1981) è stata una studentessa italiana, vittima della 'ndrangheta, scomparsa in Calabria durante la sanguinosa faida tra la 'ndrina Gallico e le 'ndrine Parrello-Condello, nota anche come la faida di Palmi.

Biografia

Fiorentina, figlia unica di Loredano, ex dipendente della Fiat in pensione, e Clara, casalinga, viveva a Borgo la Croce con i genitori, strada che collega piazza Sant'Ambrogio a piazza Beccaria, all'estremità orientale del centro storico fiorentino. Rossella aveva 21 anni e studiava alla Facoltà di Magistero, corso di laurea in Pedagogia, dell'Università di Firenze quando nel novembre del 1977 conobbe Francesco Frisina.

Francesco era uno studente fuorisede calabrese alla facoltà di economia all'università di Siena, e da poco si era trasferito, con altri studenti meridionali, nella stessa palazzina ottocentesca dove viveva la famiglia Casini, in Borgo la Croce a Firenze. Rossella iniziò una relazione con Francesco, ignara che lo studente calabrese avesse legami con la 'ndrangheta e che la sua famiglia fosse affiliata alla 'ndrina Gallico di Palmi.

La relazione tra Rossella e Francesco proseguì nella più apparente normalità e nell'estate del 1979 andarono insieme in vacanza nella città natale di lui, Palmi. Durante la permanenza calabrese il 4 luglio 1979 Domenico Frisina, imprenditore agricolo e padre di Francesco, fu assassinato in contrada Pirara di Palmi da due killer appartenenti a un clan rivale. Da quel momento tutto cambiò per Rossella - l'episodio di sangue era legato alla faida in corso tra la 'ndrina Gallico, di cui i Frisina erano parte, e le 'ndrine Parrello-Condello. Rossella aveva iniziato a rendersi conto di essere finita in mezzo a una guerra di mafia.

Ma la studentessa fiorentina, sempre più innamorata di Francesco, rimase a Palmi anche nei mesi successivi per offrire sostegno morale al fidanzato. Alcuni mesi più tardi, il 9 dicembre 1979, anche Francesco fu ferito alla testa, riportando lesioni cerebrali durante una spedizione punitiva contro Francesco Condello, membro della 'ndrina rivale. Francesco fu subito ricoverato, per la gravità delle lesioni, al reparto di neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.

Rossella, che era in viaggio verso Firenze quel giorno, tornò precipitosamente a Palmi e riuscì a far trasferire il fidanzato al reparto neurochirurgico dell'ospedale Careggi di Firenze. Durante la permanenza all'ospedale fiorentino, Rossella, con l'aiuto di un giovane brigadiere di Polizia, riuscì a convincere Francesco a collaborare con la giustizia e raccontare i dettagli della faida in corso a Palmi allo stesso poliziotto e a un sostituto procuratore di Firenze. Rossella stessa il 14 febbraio 1980 rilasciò dichiarazioni su quanto aveva visto durante i suoi soggiorni a Palmi in Calabria al procuratore fiorentino Francesco Fleury, il quale trasmise gli atti alla procura di Palmi. La reazione della famiglia Frisina non si fece attendere. Intervenne Pino Mazzullo, cognato di Francesco e marito di sua sorella Concetta.

Francesco venne convinto dalla famiglia ad andare a Torino, e a ritrattare tutto con i magistrati. La colpa del pentimento di Francesco ricadde così su Rossella, la quale, comunque, non abbandonò la sua volontà di tirare fuori Francesco dal mondo malavitoso. Rossella continuò a frequentare Francesco e fare avanti e indietro tra Firenze e la Calabria. Rossella scomparve il 22 febbraio del 1981 a Palmi. Quel giorno fece un'ultima telefonata al padre Loredano nella quale gli aveva annunciato che stava per tornare a Firenze. Il corpo di Rossella non è mai stato ritrovato.

Bibliografia