Giovanni Falcone: differenze tra le versioni

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A causa dei bombardamenti americani, Giovanni e la famiglia dovettero abbandonare la Kalsa nel 1940, rifugiandosi a Sferracavallo, un borgo della riserva marina di Isola delle Femmine. Dopo il bombardamento della passeggiata e dei palazzi del porto, avvenuto il 9 maggio 1943, la famiglia Falcone si trasferì dai parenti della madre a Corleone. Quando vi fu l'armistizio, l'8 settembre 1943, Giovanni e la sua famiglia tornarono alla Kalsa: qui trovarono ospitalità dalle sorelle del padre, Stefania e Carmela, in quanto la loro casa risultò pesantemente danneggiata dai bombardamenti.  
A causa dei bombardamenti americani, Giovanni e la famiglia dovettero abbandonare la Kalsa nel 1940, rifugiandosi a Sferracavallo, un borgo della riserva marina di Isola delle Femmine. Dopo il bombardamento della passeggiata e dei palazzi del porto, avvenuto il 9 maggio 1943, la famiglia Falcone si trasferì dai parenti della madre a Corleone. Quando vi fu l'armistizio, l'8 settembre 1943, Giovanni e la sua famiglia tornarono alla Kalsa: qui trovarono ospitalità dalle sorelle del padre, Stefania e Carmela, in quanto la loro casa risultò pesantemente danneggiata dai bombardamenti.  


[[File:Giovanni falcone accademia navale.jpg|200px|Giovanni Falcone allievo dell'accademia navale (1958)|alt=Giovanni Falcone giovane]]
[[File:Giovanni falcone accademia navale.jpg|200px|miniatura|Giovanni Falcone allievo dell'accademia navale (1958)|alt=Giovanni Falcone giovane]]
Giovanni frequentò le scuole elementari al Convitto Nazionale di Palermo (a lui intitolato nel 1999), le medie alla scuola "Giovanni Verga" e le superiori al liceo classico "Umberto I". Aveva la media dell'otto a scuola, frequentava l'Azione Cattolica e trascorreva gran parte dei suoi pomeriggi in parrocchia facendo la spola tra quella di Santa Teresa alla Kalsa e quella di San Francesco. Nella prima conobbe padre Giacinto che diventò il suo cicerone e gli fece visitare il Trentino e Roma. All'età di tredici anni cominciò a giocare a calcio all'Oratorio dove, durante una delle tante partite, conobbe Paolo Borsellino, più piccolo di sei mesi, con cui si sarebbe ritrovato prima sui banchi dell'Università e poi in Magistratura. In parrocchia si appassionò anche al ping-pong e in una partita giocò con [[Tommaso Spadaro]] futuro "re della Kalsa", personaggio di spicco della malavita locale impegnato nel traffico di stupefacenti e oggi all'ergastolo. In quel periodo incrociò anche Tommaso Buscetta.
Giovanni frequentò le scuole elementari al Convitto Nazionale di Palermo (a lui intitolato nel 1999), le medie alla scuola "Giovanni Verga" e le superiori al liceo classico "Umberto I". Aveva la media dell'otto a scuola, frequentava l'Azione Cattolica e trascorreva gran parte dei suoi pomeriggi in parrocchia facendo la spola tra quella di Santa Teresa alla Kalsa e quella di San Francesco. Nella prima conobbe padre Giacinto che diventò il suo cicerone e gli fece visitare il Trentino e Roma. All'età di tredici anni cominciò a giocare a calcio all'Oratorio dove, durante una delle tante partite, conobbe Paolo Borsellino, più piccolo di sei mesi, con cui si sarebbe ritrovato prima sui banchi dell'Università e poi in Magistratura. In parrocchia si appassionò anche al ping-pong e in una partita giocò con [[Tommaso Spadaro]] futuro "re della Kalsa", personaggio di spicco della malavita locale impegnato nel traffico di stupefacenti e oggi all'ergastolo. In quel periodo incrociò anche Tommaso Buscetta.


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=== La svolta: il pentimento di Tommaso Buscetta ===
=== La svolta: il pentimento di Tommaso Buscetta ===
[[File:Tommaso Buscetta.jpg|350px|thumb|left|Tommaso Buscetta nell'aula bunker del Maxiprocesso]]
[[File:Tommaso Buscetta.jpg|200px|miniatura|left|Tommaso Buscetta nell'aula bunker del Maxiprocesso]]
La vera svolta nelle indagini su Cosa Nostra avvenne con il pentimento di [[Tommaso Buscetta]]. Il "''boss dei due mondi''", come lo aveva ribattezzato la stampa, era stato estradato in Italia il 15 luglio 1984, dagli Stati Uniti d'America. Il primo incontro con Falcone avvenne a Brasilia, dove Buscetta era stato incarcerato. Lì il giudice capì che il boss era disposto a collaborare. E così fu: il 18 luglio 1984 Buscetta ufficializzò la sua volontà a rendere dichiarazioni che si rivelarono fondamentali per l'istruzione del [[Maxiprocesso di Palermo|Maxiprocesso]]. Per 45 giorni Don Masino mise nero su bianco tutto quello che sapeva su Cosa Nostra. Fu talmente importante la testimonianza di Buscetta, che Falcone ebbe a dire, anni dopo:
La vera svolta nelle indagini su Cosa Nostra avvenne con il pentimento di [[Tommaso Buscetta]]. Il "''boss dei due mondi''", come lo aveva ribattezzato la stampa, era stato estradato in Italia il 15 luglio 1984, dagli Stati Uniti d'America. Il primo incontro con Falcone avvenne a Brasilia, dove Buscetta era stato incarcerato. Lì il giudice capì che il boss era disposto a collaborare. E così fu: il 18 luglio 1984 Buscetta ufficializzò la sua volontà a rendere dichiarazioni che si rivelarono fondamentali per l'istruzione del [[Maxiprocesso di Palermo|Maxiprocesso]]. Per 45 giorni Don Masino mise nero su bianco tutto quello che sapeva su Cosa Nostra. Fu talmente importante la testimonianza di Buscetta, che Falcone ebbe a dire, anni dopo: