Strage dei picciriddi
La strage dei picciriddi o dei ragazzini scippatori è stata un fenomeno delittuoso che portò alla prematura scomparsa di Riccardo Cristaldi, Benedetto Zuccaro, Giovanni La Greca e Lorenzo Pace, i quali si dedicavano a piccoli furti nel quartiere di San Cristoforo a Catania, dove vivevano.
La strage
Il 7 luglio 1976 la banda di ragazzini venne rapita e portata in un casolare isolato, nelle campagne di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta. A raccontare cosa accadde da quel momento fu, di fronte a Leonardo Guarnotta e Giovanni Falcone, il collaboratore di giustizia Antonino Calderone, che iniziò la sua carriera criminale proprio con quella strage.
Secondo il collaboratore, qualche giorno prima uno di loro aveva scippato la madre del boss Nitto Santapaola. I quattro vennero lasciati per due giorni senza cibo, né acqua.
Calderone provò a convincere Santapaola che sarebbe bastato spaventarli, senza ucciderli, ma il boss non volle sentire ragioni e per porre fine alle discussioni mandò suo fratello, che i quattro ragazzini conoscevano perché ne frequentavano la rosticceria, al casolare: in questo modo, avendo capito chi li aveva rapiti, i suoi non potevano far altro che ucciderli.
Calderone raccontò che i quattro vennero portati nei pressi di un pozzo, dove vennero strangolati con delle corde. Una volta uccisi, i corpi vennero gettati nel pozzo. Qualche tempo dopo un cugino di Calderone, che aveva partecipato all'esecuzione, confessò di non aver avuto il coraggio di stringere fino in fondo il cappio, quindi probabilmente uno di loro venne gettato nel pozzo ancora vivo.
Bibliografia
- Guarnotta, Leonardo (2019). C'era una volta il Pool antimafia, Milano, Zolfo Editore.