Processo Andreotti: differenze tra le versioni
mNessun oggetto della modifica |
mNessun oggetto della modifica |
||
| Riga 51: | Riga 51: | ||
Di seguito, Buscetta dichiarò anche che, con riferimento all’omicidio del Prefetto di Palermo [[Carlo Alberto dalla Chiesa]], Giulio Andreotti era stato l’entità che aveva avuto interesse, convergente con quello di Cosa Nostra, all’eliminazione del Generale dei Carabinieri, anch’egli a conoscenza di particolari ignoti sulla vicenda del sequestro Moro. «''Pecorelli e dalla Chiesa sono infatti cose che si intrecciano fra di loro''»<ref> Memoria depositata dai P.M. nel procedimento penale instaurato nei confronti di Giulio Andreotti, 1995, p. 113.</ref>. | Di seguito, Buscetta dichiarò anche che, con riferimento all’omicidio del Prefetto di Palermo [[Carlo Alberto dalla Chiesa]], Giulio Andreotti era stato l’entità che aveva avuto interesse, convergente con quello di Cosa Nostra, all’eliminazione del Generale dei Carabinieri, anch’egli a conoscenza di particolari ignoti sulla vicenda del sequestro Moro. «''Pecorelli e dalla Chiesa sono infatti cose che si intrecciano fra di loro''»<ref> Memoria depositata dai P.M. nel procedimento penale instaurato nei confronti di Giulio Andreotti, 1995, p. 113.</ref>. | ||
====Baldassarre Di Maggio | ====Baldassarre Di Maggio==== | ||
[[Baldassarre Di Maggio]] parlò a proposito del tentativo di manipolazione del [[Maxiprocesso di Palermo|maxiprocesso]] da parte di Cosa Nostra, nella cornice del quale riferì di un incontro fra Andreotti e [[Salvatore Riina]]. Nel corso dell’interrogatorio del [[18 gennaio]] [[1993]], davanti agli Uffici della Procura di Palermo, dichiarò: <blockquote>«relativamente all’interessamento di Riina Salvatore per l’andamento del cd. maxiprocesso, devo dire che in un’occasione io fui incaricato personalmente dal Riina di andare da Salvo Ignazio e dirgli di contattare l’on. Lima Salvo e di incaricare il parlamentare di contattare il nostro comune amico, al quale dovevano essere altresì portati i saluti di Riina, perché si interessasse dell’andamento del maxiprocesso. […] Il Salvo disse che avrebbe provveduto, ma io non ne seppi più nulla»<ref>Salvatore Barresi-Antonio Balsamo, Trib. Palermo, V Sez. Pen., 23 ottobre 1999, p. 1126.</ref>. </blockquote>Successivamente, il [[16 aprile]], precisò: <blockquote>«Quando Riina Salvatore mi mandò da Salvo Ignazio perché dicessi al Salvo di dire a Lima Salvatore di "''contattare il nostro comune amico''" per risolvere i problemi del maxiprocesso, in realtà mi indicò il nome della persona da contattare in quella del senatore Giulio Andreotti; preciso meglio che mi fu detto "''l’onorevole Andreotti''". […] Devo però aggiungere che il Riina mi dette un altro messaggio da riferire al Salvo, e cioè che egli voleva un appuntamento per incontrare l’on. Andreotti. […] A precisazione di quello che ho detto in altra occasione, devo quindi ora aggiungere che rividi Salvo Ignazio circa 15 giorni dopo. […] Invero, il Riina mi fece sapere tramite La Barbera Angelo di farmi trovare, alle 14:30 di un certo giorno che non ricordo, nel magazzino vicino al ‘pollaio’ dietro la Casa del Sole. […] Penso che l’incontro si situi nel tempo, all’incirca nello stesso periodo, e forse poco prima, dell’omicidio di certo Dragotta»<ref> Ivi, p. 1248.</ref>. </blockquote>I P.M. collocarono, di seguito, l’incontro nella giornata del [[20 settembre]] [[1987]]: a Palermo, si celebrò, in quei giorni (19-27 settembre 1987), una tradizionale festa della Democrazia Cristiana, la ''Festa dell’Amicizia''. Ma non fu questo l’unico dato di contesto. Diversi collaboratori di giustizia (tra cui lo stesso Di Maggio e poi '''Francesco Marino Mannoia e''' '''Salvatore Cancemi''') riferirono che la [[Commissione provinciale|Commissione]] di Cosa Nostra, riunita per l’occasione, aveva deciso di approfittare delle elezioni nazionali del [[16 giugno]] 1987 per lanciare un segnale ai propri referenti politici, così da costringerli a ridiscutere il proprio sostegno elettorale in cambio del loro supporto in vista della manipolazione del maxiprocesso. I medesimi collaboratori riferirono poi che la Commissione aveva deciso, in quella occasione, di virare parte dei propri voti sul '''Partito Socialista Italiano''' anziché sulla Democrazia Cristiana<ref>Cfr. Memoria depositata dai P.M. nel procedimento penale instaurato nei confronti di Giulio Andreotti, 1995, p. 694.</ref>. | [[Baldassarre Di Maggio]] parlò a proposito del tentativo di manipolazione del [[Maxiprocesso di Palermo|maxiprocesso]] da parte di Cosa Nostra, nella cornice del quale riferì di un incontro fra Andreotti e [[Salvatore Riina]]. Nel corso dell’interrogatorio del [[18 gennaio]] [[1993]], davanti agli Uffici della Procura di Palermo, dichiarò: <blockquote>«relativamente all’interessamento di Riina Salvatore per l’andamento del cd. maxiprocesso, devo dire che in un’occasione io fui incaricato personalmente dal Riina di andare da Salvo Ignazio e dirgli di contattare l’on. Lima Salvo e di incaricare il parlamentare di contattare il nostro comune amico, al quale dovevano essere altresì portati i saluti di Riina, perché si interessasse dell’andamento del maxiprocesso. […] Il Salvo disse che avrebbe provveduto, ma io non ne seppi più nulla»<ref>Salvatore Barresi-Antonio Balsamo, Trib. Palermo, V Sez. Pen., 23 ottobre 1999, p. 1126.</ref>. </blockquote>Successivamente, il [[16 aprile]], precisò: <blockquote>«Quando Riina Salvatore mi mandò da Salvo Ignazio perché dicessi al Salvo di dire a Lima Salvatore di "''contattare il nostro comune amico''" per risolvere i problemi del maxiprocesso, in realtà mi indicò il nome della persona da contattare in quella del senatore Giulio Andreotti; preciso meglio che mi fu detto "''l’onorevole Andreotti''". […] Devo però aggiungere che il Riina mi dette un altro messaggio da riferire al Salvo, e cioè che egli voleva un appuntamento per incontrare l’on. Andreotti. […] A precisazione di quello che ho detto in altra occasione, devo quindi ora aggiungere che rividi Salvo Ignazio circa 15 giorni dopo. […] Invero, il Riina mi fece sapere tramite La Barbera Angelo di farmi trovare, alle 14:30 di un certo giorno che non ricordo, nel magazzino vicino al ‘pollaio’ dietro la Casa del Sole. […] Penso che l’incontro si situi nel tempo, all’incirca nello stesso periodo, e forse poco prima, dell’omicidio di certo Dragotta»<ref> Ivi, p. 1248.</ref>. </blockquote>I P.M. collocarono, di seguito, l’incontro nella giornata del [[20 settembre]] [[1987]]: a Palermo, si celebrò, in quei giorni (19-27 settembre 1987), una tradizionale festa della Democrazia Cristiana, la ''Festa dell’Amicizia''. Ma non fu questo l’unico dato di contesto. Diversi collaboratori di giustizia (tra cui lo stesso Di Maggio e poi '''Francesco Marino Mannoia e''' '''Salvatore Cancemi''') riferirono che la [[Commissione provinciale|Commissione]] di Cosa Nostra, riunita per l’occasione, aveva deciso di approfittare delle elezioni nazionali del [[16 giugno]] 1987 per lanciare un segnale ai propri referenti politici, così da costringerli a ridiscutere il proprio sostegno elettorale in cambio del loro supporto in vista della manipolazione del maxiprocesso. I medesimi collaboratori riferirono poi che la Commissione aveva deciso, in quella occasione, di virare parte dei propri voti sul '''Partito Socialista Italiano''' anziché sulla Democrazia Cristiana<ref>Cfr. Memoria depositata dai P.M. nel procedimento penale instaurato nei confronti di Giulio Andreotti, 1995, p. 694.</ref>. | ||
| Riga 275: | Riga 275: | ||
|section=Inchieste antimafia | |section=Inchieste antimafia | ||
}} | }} | ||
[[Categoria:Le inchieste antimafia|Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste su Cosa Nostra]] [[Processi Mafia - Politica]] | |||