Carlo Monguzzi non c’è più. E noi ragazze e ragazzi di WikiMafia perdiamo non solo un compagno di lotta, ma anche un amico. Noi tutti cittadini milanesi perdiamo inoltre una delle voci più autorevoli in Consiglio Comunale, sempre dalla parte del bene comune e mai da quella degli interessi economici opachi, se non spesso criminali, che hanno saccheggiato la nostra città.
Carlo Monguzzi era uno che non si faceva problemi: se una causa era giusta, lui c’era. Se c’era da lottare contro una conclamata ingiustizia, resa magari legittima dalle inspiegabili condotte politiche della sua stessa parte politica che governa dal 2011 la città, lui denunciava a gran voce. Tant’è che una congiura di palazzo lo aveva defenestrato da capogruppo dei Verdi, pur essendo il più votato con 1.259 preferenze (contro le 162 dell’attuale capogruppo).
Quando abbiamo candidato Emilia Cestelli, moglie di Nando dalla Chiesa, all’Ambrogino d’oro alla Memoria, la battaglia nella Commissione, in quanto capogruppo dei Verdi, l’aveva fatta lui. Nel 2023 candidò anche noi per il nostro impegno contro le mafie a Milano, ma la proposta non venne accolta. “Ci riproviamo l’anno prossimo“, ma gli dicemmo che andava bene così.
Una vita per gli altri
L’ultima sua battaglia vinta la strada dedicata all’anarchico Pino Pinelli, l’ex via Micene nel quartiere di San Siro. Alla cerimonia d’intitolazione un paio di settimane fa non c’era, perché ricoverato all’Istituto dei Tumori per un mesotelioma da amianto scoperto da alcuni mesi. A leggere un suo messaggio fu Claudia, la figlia di Pinelli.
Era entrato nelle istituzioni la prima volta nel 1990, venendo eletto in Consiglio Regionale con gli allora “Verdi Arcobaleno“, una lista ispirata da ex-militanti di Democrazia Proletaria e radicali agli albori dell’ambientalismo politico nazionale. Nel biennio 1993-1994 venne nominato assessore regionale all’ambiente, promuovendo la prima legge sulla raccolta differenziata e il primo piano “aria”. Rieletto in consiglio regionale per i Verdi nel 1995, nel 2000 e nel 2005, si è battuto in particolare contro il traffico illecito dei rifiuti, la caccia, il consumo di suolo e per la trasparenza da parte delle amministrazioni.
Nel 2011 era stato eletto in Consiglio Comunale col Partito Democratico, terzo degli eletti. Dopo la battaglia su San Siro, aveva lasciato nei mesi scorsi la Presidenza della Commissione mobilità e ambiente, annunciando la sua fuoriuscita dalla maggioranza.
Ciao Compagno Monguzzi
L’ultima volta che lo abbiamo incrociato è stato allo sciopero del 3 ottobre per Gaza, per la quale è andato in piazza fino a pochi giorni prima di entrare in ospedale. “Non sto molto bene“, ci aveva detto, ma lì per lì non ci abbiamo fatto caso e ci salutò a pugno chiuso, come era solito lui fare.
Poi l’altro giorno, mentre si chiudeva il Festival, la notizia che oramai non c’era più niente da fare. E non volevamo crederci. Ciao Carlo, chi ha compagni non muore mai. Camminerai ancora insieme a noi in ogni corteo per una società più giusta, libera e felice.
Milano, 13 aprile 2026
