In vista del voto di domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025, abbiamo analizzato i programmi dei candidati/e alla carica di Presidente della Giunta Regionale in Campania, Puglia e Veneto.
Come già emerso in occasione delle Politiche 2022 e delle Europee 2024, il quadro è abbastanza desolante: il tema della lotta alle mafie e alla corruzione non è giudicato prioritario dalla maggior parte dei candidati. Non solo: quando anche vi si fa riferimento, raramente il programma è corredato da proposte operative degne di nota.
Come vedremo, fanno eccezione il candidato di centrosinistra in Veneto, Giovanni Manildo, e quello di centrodestra in Puglia, Luigi Lobuono. In Campania nessun candidato fa proposte concrete, ma si ferma a enunciazioni di principio.
Rispetto ai temi sollevati anche dalla nostra call “Parlate di mafia“, nessun candidato alla Presidenza ha reso noto prima della fine della campagna elettorale con quali fonti è stata finanziata la propria campagna elettorale.
CAMPANIA
Roberto Fico – Centrosinistra
Nelle 21 pagine del programma il tema della lotta alla camorra non ha un suo capitolo a sé. La parola non viene inserita nel programma, ma a pagina 8, sotto il capitolo “sicurezza” si fa riferimento più in generale alla “lotta alle mafie”, insieme alle seguenti priorità, non accompagnate tuttavia da proposte operative o esempi di applicazione concreta:
Un modello di sicurezza integrato e partecipato / Valorizzare il ruolo delle forze dell’ordine / La sicurezza si costruisce con la prevenzione, la presenza sul territorio e la coesione sociale / Attenzione alle Polizie locali / Lotta alle mafie e alla criminalità organizzata / Contrasto alla corruzione, al traffico di droga, alla tratta di esseri umani, alle frodi e alla criminalità informatica / Sostegno alle vittime di racket e usura / Riqualificazione delle aree degradate / Eliminazione dei fattori di marginalità / Diffondere tra i Giovani la cultura della legalità e della cittadinanza attiva / Percorsi educativi e formativi nelle scuole / Collaborazione con le istituzioni scolastiche come presidi di legalità e punti di riferimento per la prevenzione dei comportamenti a rischio / Piano strategico dedicato alla valorizzazione dei beni.
A pagina 16, sotto il capitolo “Governo del Territorio”, vi è un altro accenno alla “Valorizzazione e riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata”, ma anche qui non è specificato in che modo.
Edmondo Cirielli – Centrodestra
Nelle 62 pagine del programma la parola camorra compare una sola volta, a pagina 3, quando si promette di supportare Governo e Forze dell’Ordine “in una lotta senza quartiere alla camorra e alla microcriminalità”.
A pagina 39 si dichiara che verrà rafforzata “la destinazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata”, ma come nel caso del suo sfidante non viene corredata da proposte operative o esempi di applicazione concreta. In 4 occasioni compare la parola legalità, spesso associata al termine “cultura”.
Giuliano Granato – Campania Popolare
Nelle 31 pagine di programma non compaiono mai la parola “camorra”, “camorre”, “mafia”, “mafie”, né si parla di beni confiscati alla criminalità organizzata (ma di gestione dei beni comuni).
A pagina 28 si dichiara di voler “rafforzare i controlli esterni con l’obiettivo di garantire trasparenza, legalità e correttezza nelle attività dei dirigenti”.
Nicola Campanile – Lista “Per le persone e la comunità”
Nelle 4 pagine di programma non compare mai la parola camorra, ma si annunciano
Misure di sostegno per il riuso sociale dei beni confiscati a favore dei soggetti gestori, al fine di garantire le risorse finanziarie e logistiche necessarie per una migliore valorizzazione degli immobili e delle aziende sequestrate.
Non vengono tuttavia specificate quali.
Carlo Arnese – Forza del Popolo
Nell’unica pagina di programma si propone un “Fondo Regionale di 100 ml € per bonifica aree camorristiche, reinserimento detenuti e lezioni antimafia nelle scuole”. Non si comprende se si riferisce alla valorizzazione dei beni confiscati o ad altro.
Stefano Bandecchi – Dimensione Bandecchi
Nelle due pagine di programma il tema della lotta alla camorra è assente.
PUGLIA
Antonio Decaro – Centrosinistra
Nelle 31 pagine del programma non si menzionano mai le parole “mafia”, “mafie”, “criminalità organizzata”, “beni confiscati”, “corruzione”. La parola “legalità” compare una volta sola per parlare genericamente di “Politiche giovanili, di genere e di legalità come strumenti di coesione”.
Luigi Lobuono – Centrodestra
A differenza dello sfidante, nelle 48 pagine del programma dedica più di un paragrafo a pagina 37 e ss. nel capitolo “Sicurezza e Legalità”:
La Puglia non può rassegnarsi alla presenza delle mafie e delle organizzazioni criminali. Non possiamo più accettare che intere aree della regione vivano sotto la minaccia o il condizionamento della criminalità. Vogliamo rafforzare la collaborazione con le Prefetture e con le forze dell’ordine, sostenendo i loro sforzi con strumenti pratici. […]
Ma la lotta alla criminalità non si fa solo con la tecnologia: si fa con la cultura e con l’esempio. È infatti nostra intenzione promuovere un grande programma regionale di educazione alla legalità, nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, con percorsi di formazione, incontri, laboratori e testimonianze.
Intendiamo istituire un Osservatorio regionale sulla criminalità e la corruzione, in collaborazione con università, magistratura e forze dell’ordine, per monitorare i fenomeni, raccogliere dati e proporre misure preventive. La trasparenza e la conoscenza sono le armi più efficaci contro l’illegalità.
Vogliamo anche rendere la Regione stessa un modello di correttezza e trasparenza. Istituiremo allora un Nucleo per la trasparenza e la legalità amministrativa, con il compito di verificare gli appalti, monitorare le spese e assicurare che ogni risorsa pubblica venga utilizzata secondo criteri chiari e verificabili. Ogni uscita dovrà essere tracciata e rendicontata. […]
La criminalità prospera dove c’è povertà, disoccupazione e mancanza di prospettive. Per evitarlo, serve creare le condizioni affinché nessuno sia costretto a sceglierla. Puntiamo a valorizzare i beni confiscati alle mafie, trasformandoli in spazi di rinascita: aziende agricole sociali, centri culturali, sedi di associazioni, residenze per giovani e famiglie. Ogni bene strappato all’illegalità deve tornare a essere un bene comune.
Dal punto di vista delle proposte, il programma del candidato di centrodestra è nettamente migliore del candidato di centrosinistra.
Sabino Mangano – Alleanza Civile per la Puglia
Nel programma sul sito web, non compare mai la parola mafia e mafie, ma si parla genericamente di “Contrasto deciso alla criminalità organizzata con strumenti investigativi, risorse umane dedicate, trasparenza e coordinamento”. Non sono elencate proposte operative o esempi concreti.
Ada Donno – Puglia Pacifista e Popolare
Non siamo riusciti a trovare il programma della lista, né sul sito né altrove.
VENETO
Alberto Stefani – Centrodestra
Nelle 202 pagine del programma non compare mai la parola “mafia”, “mafie”, “corruzione” o “criminalità organizzata”, “beni confiscati”. Compare 11 volte la parola “legalità”, ma non è affiancata a proposte operative e concrete per affrontare il problema della presenza mafiosa in Veneto.
Giovanni Manildo – Centrosinistra
Nelle 107 pagine del programma la parola “mafie” compare sette volte e viene dedicato un paragrafo ad hoc di ben tre pagine da pagina 81 a pagina 83. Dopo aver ricordato la presenza mafiosa in Regione, vengono fatte proposte operative e concrete, con un taglio trasversale ai vari temi e multidisciplinare. Si tratta della miglior sezione sul tema della lotta alle mafie che abbiamo avuto modo di analizzare in questa tornata elettorale.
Riccardo Szumski – Resistere Veneto
Nelle 23 pagine del programma non è affrontato il tema della lotta alle mafie.
Marco Rizzo – Democrazia Sovrana Popolare
Non siamo riusciti a trovare un programma da consultare, nemmeno sul sito web della lista.
Fabio Bui – Popolari per il Veneto
Nelle 21 pagine del programma non è affrontato il tema della lotta alle mafie.

1 commento su “Antimafia Regionali 2025, quasi tutti ignorano il tema”
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