Il 6 gennaio di cinque anni fa di fatto ancora non esistevamo. Eravamo in due e cercavamo di mettere su il sogno di WikiMafia, annunciato due mesi prima. Avevamo cercato volontari nell’immediata cerchia delle persone che conoscevamo e che avevano frequentato con me il corso di Nando dalla Chiesa, ma avevamo ricevuto solo un paio di adesioni. Del resto, sventolare bandierine si fa in fretta, mettersi a studiare, approfondire, riorganizzare la conoscenza costa fatica.

In due non si andava da nessuna parte e il sottoscritto era lì lì per dichiarare fallita l’impresa quando quello più piccolo, quello teoricamente immaturo, mi chiamò al telefono per dirmi che a lui non interessava cosa pensassi io e quanta poca fiducia nutrissi nel genere umano, “io questa cosa la voglio fare“, e lo disse con una veemenza che mi lasciò interdetto (e chi mi conosce sa che non è cosa facile). “Io ho fatto questo Appello, lo pubblichiamo, se non risponde nessuno allora hai ragione tu.

Avevo torto. La gente rispose, cominciammo a lavorare sul primo nucleo di voci e il 21 marzo 2013 presentammo nella Sala Lauree di Scienze Politiche il progetto, con il primo nucleo di voci.

Due anni dopo imitai quell’appello, perché volevo fare MafiaMaps. Permettere cioè a chiunque di avere a portata di app la conoscenza sul fenomeno mafioso per sapere “chi sono, dove sono e cosa fanno“. Ci siamo cimentati in una campagna di crowdfunding conclusasi il 23 maggio 2015 con oltre 17mila euro raccolti. Un successone, visti i nostri mezzi.

Durante quella campagna incontrammo un sacco di persone perbene, che ci aiutarono: non solo gli amici, ma anche sconosciuti. Poi però dopo quel 23 maggio incontrammo anche persone che pensavano di potersi prendere i nostri soldi senza rispettare il contratto che avevano sottoscritto, tant’è che MafiaMaps è diventata una questione del Tribunale di Milano: la causa la vinceremo ma chissà quando finirà (meraviglie della giustizia italiana).

Proprio per questo oggi torno a rivolgermi a voi che ci avete sostenuto in tutti questi anni: cerchiamo persone perbene. Persone interessate al valore sociale, culturale e umano di quel che facciamo e che vogliano far rinascere MafiaMaps.

Persone perbene che abbiano le risorse umane per realizzare il progetto e vogliano scommetterci sopra per davvero: informatici, imprenditori, chi ha il know-how che a noi manca per realizzare la parte informatica del sogno. Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo perso la voce a spiegare il progetto in sedi patinate di fondazioni bancarie e non solo e tutte ci dicevano che non erano interessate perché non eravamo orientati al profitto. Ecco, noi non facciamo questa cosa per profitto, non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo MAI.

Noi facciamo tutto questo perché ci siamo stancati di sentirci dire che siamo noi che ce ne dobbiamo andare dall’Italia. Non siamo noi che ce ne dobbiamo andare, sono LORO che se ne devono andare, i mafiosi e chi ci fa affari insieme.

Se c’è chi la pensa come noi e vuole in maniera concreta aiutarci, può contattarci compilando il form qui sotto.

Grazie anche a chi semplicemente diffonderà questo appello.

Pierpaolo Farina
Ideatore di WikiMafia e di MafiaMaps

P.S. A chi risponderà all’appello spiegheremo per filo e per segno come è strutturato il progetto e cosa ci serve.

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